| Descrizione | Il tonno è un pesce marino famiglia dei Tunnidi e dell'ordine dei Perciformi. Il genere Thunnus, conosciuto comunemente come Tonno, raggruppa 8 specie di grandi pesci pelagici appartenenti alla famiglia Scombridae. I tonni hanno un corpo ovaloide allungato ed idrodinamico, piuttosto compresso ai fianchi. La pinna dorsale e quella anale sono alte e robuste. Dopo la pinna dorsale e quella anale sono presenti alcune pinnette stabilizzatrici. E' caratterizzato da dorso bluastro, fianchi argentei e ventre grigiastro. Le dimensioni sono elevate: si va da circa 1 m del Thunnus atlanticus ai 4.5 m del Thunnus thynnus. La carne del tonno può variare dal rosa molto chiaro (quasi bianco) al bruno-rossastro, a seconda della varietà, fino al colore rosso della carne. La bistecca di tonno può avere una zona più scura marrone, che è commestibile, ed ha un sapore molto più forte. Si nutre di pesci e cefalopodi. (Vedi anche la presentazione del tonno secondo Carmelo Chiaramonte) |
| Habitat | Diffuso nell'Atlantico e nel Mediterraneo, il tonno vive in branchi in mare aperto, nei fondali dei mari calmi e temperati, a notevole profondità e anche in superficie. |
| Pesca | Già gli antichi praticavano su larga scala la pesca del tonno, soprattutto a Gibilterra e nell'Ellesponto. In Sicilia era praticata lungo le coste del trapanese. Viene pescato con diversi sistemi, tra i quali il più classico è la mattanza praticata nelle tonnare). Vedi nel dettaglio tonnare e mattanza in Italia. |
| Specie | Destinato principalmente all’industria conserviera. Le prime due varietà solitamente vengono vendute a tranci o filetti. I tonni di specie più piccole vengono vendute anche intere. Normalmente in Italia i tonni maggiormente commercializzati sono il tonno pinna gialla e il tonno rosso venduti ad un prezzo in genere più basso. Tra le altre specie troviamo: Thunnus atlanticus, Thunnus maccoyii, Thunnus obesus, Thunnus orientalis, Thunnus tonggol. |
| In commercio | Viene commercializzato fresco, surgelato o in scatola. Fresco: i tonni di grandi dimensioni si trovano a tranci interi sul banco del pescivendolo a cui si può richiedere la quantità desiderata. Il tonno fresco viene solitamente venduto già spellato. Il Tonno in scatola, cosiddetto comunemente, lo si trova |
| Uso in cucina | Tonno cotto: il tonno fresco può essere cucinato in svariati modi: bollito, grigliato, arrostito in padella o in forno o anche al vapore e in un court-bouillon. Per rendere ancora più gustose o croccanti le sue carni lo si può porre, prima della cottura, in vari tipi di marinature o panature (nella foto: tonno in crosta di semi di sesamo). La cottura ideale prevede che il tonno all'interno rimanga roseo, com per il roast-beef.Tonno crudo: il tonno, può anche essere consumato crudo, a patto che sia FRESCHISSIMO! ![]() In Giappone il tonno crudo è molto apprezzato per il sushi (foto a sinistra). Vedi "Tonno nella cucina giapponese". Ottima anche la "tartare di tonno", una polpetta di carne cruda, variamente condita. Tagliato sottile sottile è ottimo in carpaccio condito a proprio piacimento.Tonno conservato: il tonno in scatola sottolio o al naturale, oltre che un veloce e fresco piatto estivo, da gustare solo o con contorni di verdura, si presta benissimo anche per ripieni (soprattutto di pesci come le seppie) e in sughi per condire la pasta. E' anche la base della salsa che insaporisce il vitello tonnato (vedi foto). |
| Vino consigliato | Vedi anche: "Abbinamento cibo vino". |
| Tagli e parti del tonno |
Del tonno, come del maiale, non si butta via niente, tranne il sangue. |
| Stagionalità | Il tonno sottolio o altri prodotti confezionati, sono reperibili tutto l'anno, mentre la stagione del tonno fresco va dalla tarda primavera a inizio autunno. |
| Reperibilità | Facile per le parti più commercializzate, mentre le interiora sono quasi impossibili da reperire. |
| Come scegliere | Come scegliere il tonno fresco. La carne del tonno deve risultare ben salda alla lisca, il colore deve essere vivo e l'odore gradevole. La pelle deve risultare lucida. Se premendo la polpa con un dito rimane l'impronta, vuol dire che il pesce non è fresco ma è stato pescato già da diverso tempo o scongelato. Non ci devono essere riflessi arcobaleno sul pesce. Come scegliere il tonno in scatola. Dimensione dei pezzi sottolioIl tonno migliore è quello in cui la carne risulta compatta e a pezzi grandi, in quanto assorbe meno olio. Se invece il pesce è sminuzzato, affoga facilmente nell'olio e nonostante lo sgocciolamento è difficile togliere l'olio in eccesso. Non c'è alcun obbligo di riportare in etichetta la parte del tonno lavorata, se viene specificata significa che il prodotto è di ottima qualità. La parte più pregiata è la ventresca, mentre le parti vicine alla coda o alle pinne sono le meno apprezzate. Contenitore. Non è detto che il vasetto in vetro sia preferibile alla scatoletta di latta, l'importante è che quest'ultima si presenti integra e priva di ammaccature. L'olio. L'olio è molto importante: il semplice termine "olio di oliva" indica un olio di scarsa qualità mentre la dicitura "olio extra vergine di oliva" esalta le caratteristiche e la qualità del tonno. Additivi. Il tonno in scatola è un alimento genuino, cotto e inscatolato con sale e in alcuni casi con olio di oliva. Per legge è concessa anche l'aggiunta di glutammato monosodico (E621), un esaltatore di sapidità che dev'essere riportato tra gli ingredienti. Anche se concesso, la presenza di glutammato o la scritta E621 è indice di qualità scadente. Le qualità di tonno. Non è obbligatorio riportare la qualità del tonno in etichetta, ma se particolarmente pregiata viene generalmente specificata per trasmettere un immagine di qualità al consumatore. Le qualità migliori sono la Thunnus thynnus e la Thunnus alalunga. La famosa qualità "pinne gialle" pur avendo carni di discreta qualità non rientra tra le migliori. Lavorazione. In molti casi i tonni vengono congelati e lavorati successivamente. Se nell'etichetta appare la scritta "lavorato fresco" significa che il tonno è stato pescato, cotto e lavorato all'istante. |
| Conservazione | I tranci o i filetti vanno lavati per eliminare il sangue e asciugati con carta assorbente da cucina. Possono poi essere messi in frigorifero nella parte più in basso, dove si mantengono per 2 giorni, meglio se riposti tra due piatti o avvolti in carta da cucina o da forno. Ancora meglio se conservati in ghiaccio. Si può congelare e, come tutto il pesce, va scongelato e consumato in tempi brevi (entro 3 mesi dal congelamento). Scongelare il tonno congelato lentamente in frigorifero. Lo scongelamento a microonde non è raccomandato. Vedi anche: La conservazione del Tonno secondo Carmelo Chiaramonte. |
| Pulizia | Per i tonni acquistati interi, quindi di piccole dimensioni: eliminare le interiora, incidendo il dorso sotto le branchie, ed estraendole. Tagliare le pinne con delle forbici robuste. Se occorre eliminare le squame farlo passando il coltello dalla coda verso la testa. Sciacquare abbondantemente sotto acqua corrente. Per i tranci è sufficiente il lavaggio. Per sfilettare il tonno l'ideale è il coltello per sfilettare. |
| Calorie | Dal punto di vista alimentare il tonno è molto ricco di proteine ed è mediamente grasso (10% di grassi circa). Mentre il tonno sott'olio, anche se sgocciolato, apporta da 260 a 300 kcal per 100 g, quello fresco arriva a poco più della metà. Dal punto di vista calorico non ha senso usare il tonno sott'olio. L'ideale è quello fresco altrimenti è meglio consumare quello in scatola al naturale, che è ancora meno calorico di quello fresco. Anche in salamoia sarebbe da evitare per l'inutile contenuto di sale che comunque si assume. A seconda del taglio contiene più o meno grassi. Il filetto è molto magro e può essere paragonato a un pesce magro (100 kcal per 100 g), mentre la ventresca può essere assimilata a un pesce grasso (180 kcal per 100 g). Il tonno in scatola comune utilizza tagli magri ed ha quindi una bassa percentuale di grassi (se si esclude l'olio utilizzato per la conservazione). |
| Proprietà e valori nutrizionali | E' un pesce sicuramente grasso, ma ricco di proteine e sali minerali per questo considerato ricostituente ed energetico. Il filetto di tonno è un'ottima fonte proteica, meno come fonte di omega 3. Gli altri tagli sono più grassi, più gustosi, e ottime fonti di omega 3, quindi sono molto più consigliabili rispetto al costosissimo e un po' insipido filetto. |
| Controindicazioni | Può risultare di difficile digestione, e il suo consumo deve essere limitato in soggetti con problemi di gotta e sovrappeso. Per renderlo più digeribile: farlo bollire per una decina di minuti prima di cucinarlo nel modo desiderato. |
| Celiachia | Fresco o congelato non contiene glutine. |
| Il tonno nella cucina giapponese |
Il tonno crudo è sicuramente il pesce più amato dai giapponesi. Lo chiamano "maguro" e trova ampio impiego nella cucina giapponese, soprattutto per il Sushi e il Sashimi. Nel Sushi il primo ad essere mangiato è proprio il tonno, seguito dal pesce a carne bianca, da quello a polpa grassa (sgombro), e infine dai crostacei e molluschi.Il Sashimi di tonno prevede che il pesce sia presentato con daikon fresco e zenzero tagliati a fettine, la salsa di soia (shoyu), il wasabi, tutto a parte. Il Dashi è invece un brodo fatto con alghe, tonno disidratato, funghi secchi e sardine essicate. Il tonno shifomuri è una tecnica con cui si scotta il pesce in modo che si cuocia solo lo strato più esterno. Di solito si usa una mini-lancia termica. Di piatti e preparazioni a base di tonno, in Giappone ce n'è comunque una grande varietà. |
| Storia | La pesca del tonno in Mediterraneo ha una lunghissima storia e la sua cattura è documentata da millenni. Abbiamo informazioni più scarse sul modo di consumarlo e sull'apprezzamento delle varie parti. Omero e Plinio scrivono già sulle tonnare di Sicilia. Gli antichi la praticavano su larga scala, soprattutto a Gibilterra e nell'Ellesponto. Gli arabi l'hanno introdotta in Spagna e in Sicilia. Nell'antica Roma, la pesca e la salatura del tonno erano due delle attività più importanti. |
| TONNARE E MATTANZA | Si definisce tonnara l'insieme di reti particolari che vengono usate per la pesca del tonno; con lo stesso nome si indica in Italia, per estensione, il luogo in cui la si usa nella pratica.(foto a sinistra: una tonnara) Le tonnare in Sicilia sono state introdotta dagli Arabi intorno all’anno 1000, mentre in Sardegna sin dal 1400, introdotte dagli Spagnoli, che ne avevano imparato l’uso proprio dagli Arabi. Nel 1600 arriva in Liguria. Nel 1800 ci fu la massima espansione. La mattanza è l'antico e tradizionale metodo di pesca del tonno, sviluppato in particolare nella provincia di Trapani. Il lavoro dei tonnarotti inizia in aprile quando vengono poste in mare una serie di reti che inducono i tonni ad addentrarsi sempre più nelle maglie interne fino ad arrivare alla cosiddetta "camera della morte". In maggio, dalle tonnare, partono le barche che agli ordini del rais (il comandante dei pescatori) parteciperanno alla mattanza. Questa viene compiuta accerchiando le reti piene di pesci e tirandone poco a poco sulle barche i lembi esterni finché affiorano i tonni. Sarà il Rais a dare il segnale della strage; uno spaventevole rumore s'innalza prodotto dai tonni che si agitano sentendosi vicini alla morte. I "carnefici" lavorano con furore, perché hanno diritto ad una parte del bottino e cercano di uccidere i tonni più grossi; se un uomo cade in acqua, nessuno gli dà soccorso come nella battaglia non si dà aiuto ai feriti. Dopo un'ora non vi sono più pesci e il mare è tinto di rosso per una vasta distesa; quando i battelli ritornano verso il lido, un urlo tonante li accoglie e subito si procede alla divisione delle prede. Era antica credenza degli antichi che i tonni tenessero il fianco destro rivolto verso la spiaggia, dato che non vedono con l'occhio sinistro. Questo tipo di pesca va comunque scomparendo a causa della diminuzione della popolazione ittica dei tonni a causa dell'inquinamento crescente del mare, ma soprattutto a causa della pesca di tipo industriale che intercetta i banchi di tonni molto prima che questi si avvicinino alle zone costiere. |
| Curiosità | Sindrome sgombridea e tonno fucsia. Col diffondersi del sushi in Europa, si sta verificando anche da noi la cosiddetta "sindrome sgombroidea" (HFP, Histamine Fish Poisoning), che negli USA è già molto diffusa. Si tratta in sostanza di intossicazione da istamina, che si produce in quantità abnorme nei pesci mal conservati (sgombri, tonni, pescespada) o nel tonno in scatola (quello nelle scatole grandi) venduto sfuso dai salumieri e tenuto in condizioni igieniche precarie. Tale sindrome consiste in una reazione allergica che avviene dopo pochi minuti dal consumo (rossori, nausea, vomito e nei casi gravi difficoltà respiratorie). Per evitare tale intossicazione il tonno viene trattato con monossido di carbonio un batteriostatico vietato nell'Unione Europea e che dà la caratteristica tonalità fucsia al pesce. |
| Acquisti online | I prodotti di tonnara e tanti altri prodotti della Sicilia, puoi ordinarli direttamente da casa con www.renda.it |
| Nei dialetti italiani | Abruzzo: tun - Liguria: tunu - Lombardia: tun - Puglia: Nzirru - Sicilia: tunnu - Veneto: ton. |
Nelle altre lingue |
Inglese: Tuna - Francese: Thon - Spagnolo: Atún - Tedesco: Thunfisch - Svedese: Tuna - Polacco: Tu?czyk - Danese: Tun - Olandese: Tonijn - Ungherese: Tonhalak. |
Ricette consigliate |
Bocconcini di tonno capricciosi Frittata al tonno Pellegrino Artusi: Ricetta n°473: "Tonno fresco" Ricetta n°474: "Tonno in gratella" Ricetta n°475: "Tonno sott'olio in salsa alla bolognese" |
| Vedi: "Laboratorio con Carmelo Chiaramonte A tutto tonno " | |
| Vedi: "Ricette con il pesce" | |
LIBRI CONSIGLIATI |
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"A tutto tonno"Carmelo Chiaramonte, 2006, Bibliotheca Culinaria Lo trovi su IBS. Sono tre i capitoli principali: uno dedicato ai tagli nobili del tonno, l’altro alla famiglia biologica degli sgombridi (con tanto di disegni per riconoscere le differenze tra tonnacchi, tonnetti, allitterati, tambarelli e alalunghe o tonni bonita) e il terzo capitolo che racchiude tagli di scarto di bontà rara e interiora e salatume di questo vero Re del Mediterraneo, e tante ricette. Può interessarti tutto su: "Chef: Carmelo Chiaramonte" Laboratorio con Carmelo Chiaramonte |
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2008, Franco Angeli Il volume si articola in due parti volte, da un lato, a descrivere il quadro attuale del comparto del tonno e, dall'altro, a valutare i risultati economici e l'efficienza tecnica e gestionale di alcune attività produttive ad esso collegate. Più in dettaglio, la prima parte del volume esamina, in ambito internazionale e nazionale, lo scenario produttivo della pesca e dell'acquacoltura in generale, approfondendo successivamente gli aspetti della produzione e del commercio internazionale del tonno rosso. Lo trovi su IBS. |
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D'Amico Mario, La Via Giovanni, 2008, Bonanno L'allevamento del tonno rosso (Thunnus thynnus) rappresenta, ormai da oltre un decennio nel Bacino del Mediterraneo, un'attività produttiva consolidata e contraddistinta da un estremo dinamismo, per le imprese e gli operatori coinvolti nelle filiere dei Paesi produttori. Un altro aspetto positivo è legato alla crescita degli scambi commerciali registrati a livello internazionale sia in termini di volumi che di valori. Lo trovi su IBS. |
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Consolo Vincenzo, 2008, Sellerio La pesca del tonno, così come ancora oggi viene praticata in alcune aree del Mediterraneo, ha origini che si perdono nella notte dei tempi. L'autore ce ne rivela le suggestioni letterarie, senza trascurare gli aspetti economici, sociali e antropologici, che vengono ulteriormente approfonditi nei saggi di Rosario Lentini, Filippo Terranova ed Elsa Guggino. Il corredo illustrativo del volume è costituito da un'antologia iconografica delle testimonianze più significative offerte sull'argomento dalla pittura e dalla fotografia. Lo trovi su IBS. |
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Cedroni Moreno, 2001, Bibliotheca Culinaria Lo trovi su IBS. Può interessarti tutto su: "Chef: Moreno Cedroni" |
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Fuori dal guscioBarbieri Bruno, 2008, Bibliotheca Culinaria. Lo trovi su IBS. "Chef: Bruno Barbieri" |
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