Scarcelle o Treccia Pasquale, Corrucolo, Scarciedda, Scarciofa e Palomba
Tempo: 
1 ora
Bambini: 
adatto ai bambini
Celiachia: 
contiene glutine
Difficoltà: 
molto facile

Dette anche: Treccia Pasquale, Corrucolo, Scarciedda, Scarciofa e Palomba. A Pasqua, sulle tavole dei pugliesi e in Basilicata non mancano tarallucci e scarcelle, dolci tipici della tradizione. Vi sono molte versioni e forme di questo dolce: decorato con granella di zucchero colorata o confettini; a forma di agnello o di colomba o treccia o cestino o ancora coperti da una glassa (in dialetto pugliese gileppo) su cui poi si spargono poi i confettini. In qualche caso anche l'impasto è diverso.

Ingredienti: 
500
gr
Lievito
per dolci, mezza bustina
Zucchero semolato
100
gr
Olio extra vergine d'oliva
70
gr
meglio i semi del bacello
1
bustina
Zucchero semolato
per la glassa
500
gr
Acqua
per la glassa
qb
per la glassa
2
albumi
per la glassa
1
Istruzioni: 
  1. Mettete la farina a fontana sul tavolo da lavoro.
  2. Nel centro mettete lo zucchero, le uova e impastate. Aggiungete la vaniglia (semi) o la bustina di vaniglia, l'olio, il lievito per dolci, l'ammoniaca e amalgamate il tutto servendovi, se necessario, di un po' di latte.
  3. Ungete una teglia con olio e spolveratela con la farina.
  4. Prendete l'impasto con le mani unte d'olio, e posizionatelo nella teglia dandogli la forma desiderata.
  5. Prima di infornare il dolce porre sul dolce 1 o più uova sode fermate con due fascettine della medesima pasta messi in croce; con un tuorlo d'uovo cospargete la superficie della pasta.
  6. Infornate e a cottura ultimata ricoprite il dolce con la glassa.

Preparazione della glassa

  1. Mettete lo zucchero in un tegame e ricopritelo di acqua. Fate cuocere a fuoco lento continuando sempre a girare.
  2. Quando giunge ad ebollizione, con un cucchiaio di legno, prendete un po' di liquido e posatelo su un piatto: se il liquido non si spande, la glassa è pronta.
  3. A parte montate a neve gli albumi e aggiungeteli un po' per volta al composto continuando a girare.
  4. Spruzzate un po' di limone per ottenere dei riflessi.
  5. Togliete dal fuoco e ponete la glassa in una insalatiera di vetro o ceramica continuando a girare finché non si rassetta. La glassa si può preparare anche senza l'aggiunta degli albumi e del limone.
  6. Versate la glassa sulla scarcedda e decorate con degli zuccherini colorati. Oltre alla classica forma a cimbella si preparano anche a forma di colombe, pecorelle, cestini e panieri.

Origine

Puglia e Basilicata.

Curiosità

Secondo la tradizione pugliese durante il periodo pasquale, i ragazzini per le strade cantavano:

“Pasque, Pasque, vìine cherrenne.
Le peceninne vonne chiangenne.
Vonne chiangenne che ttutte u core
Scarcedde che ll’ove, scarcedde che ll’ove"

Cioè: “Pasqua, Pasqua, vieni presto.
I bambini vanno implorando,
vanno implorando di tutto cuore:
scarcedde con l’uovo, scarcedde con l’uovo”.

Anche dette

Scarcedde, squarcedde, scarcédd, Treccia Pasquale, Corrucolo, Scarciedda, Scarciofa e Palomba.

 

I vostri commenti

buonissime.grazie

noi qui in sicilia li chiamiamo "aceddu cu l'ova" oppure "Cuddura cu l'ova" ;)

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