Dragoncello

Detto anche estragone, il dragoncello è un'erba aromatica di una pianta perenne, appartenente alla famiglia delle Asteracee. Per il suo notevole gusto, il dragoncello rappresenta un ottimo sostituto del sale e delle spezie piccanti, è quindi ideale per chi deve seguire una dieta iposodica.

Il dragoncello si presenta con foglie strette lanceolate e allungate di colore verde chiaro che sprigionano un aroma molto intenso. Per non perdere il suo aroma è bene raccoglierlo prima che i piccoli fiori, di colore giallo-verde raggruppati a pannocchia, si schiudano. Il suo aroma è indefinibile, fragrante, ma al tempo stesso delicato, pepato, tra l'anice e il sedano e viene esaltato con la cottura, meglio quindi usarlo con cautela.

La pianta

Pianta del dragoncelloÈ una pianta perenne aromatica erbacea, aromatica e amara, appartenente alla famiglia delle Asteracee. Il dragoncello predilige i luoghi soleggiati e i terreni fertili e sabbiosi. Il fusto forma dei cespugli che possono raggiungere l'altezza di circa un metro; ha fiori piccoli e di colore verde-giallastro, riuniti in infiorescenze a forma di pannocchia. Le foglie sono sottili, lucenti e di colore verde scuro. Il frutto è di colore scuro ed è grande 1-2 millimetri. I semi sono generalmente sterili.

Coltivazione del dragoncello

Può stare in una ciotola sul terrazzo, a portata di mano per usarne una foglia all’occorrenza. Le piantine di dragoncello sono normalmente disponibili presso le aziende produttrici, vivai, garden ed altri distributori, in vasetti da 14 centimetri di diametro, da settembre a giugno, con maggiore facilità da febbraio a maggio ed in ottobre e novembre a seconda della varietà,

Varietà

Ne esistono due varietà principali: il dragoncello russo, che fiorisce da luglio a ottobre, e il dragoncello francese, quest'ultimo per qualità e sapore è decisamente superiore.

In commercio

In commercio si trova sia fresco che secco, quest'ultino meno intenso di quello fresco.

Salsa berneseIl dragoncello può essere utilizzato per aromatizzare uova, pesce, frutti di mare, carni, patate, pomodori, cipolle, broccoli, piselli. Le foglie fresche possono essere unite alle insalate e alle salse, infatti è inoltre l’ingrediente essenziale per la preparazione della salsa bernese, la salsa tartara e la salsa al dragoncello.

Con il dragoncello si può aromatizzare l'aceto.

È utilizzato soprattutto nella cucina toscana e in quella francese.

Conservazione

All’inizio della primavera staccare foglioline e steli freschi per realizzare dell’aceto di dragoncello o per essiccarlo. Il dragoncello, una volta seccato, va conservato in contenitori ben chiusi, in luogo fresco e asciutto e lontano dalla luce; non va comunque conservato a lungo, in quanto il suo profumo svanisce molto rapidamente.

Il dragoncello si conserverà più a lungo se tritato e congelato. Per goderne dell'aroma più a lungo lo si può tritare e "impastare" col burro ammorbidito (2 cucchiai per ogni 100 gr di burro), vedi Burri composti; così da poter essere aggiunto alle preparazioni anche a fine cottura. Questo burro aromatizzato può essere posto nei contenitori per il ghiaccio (in modo da avere delle dosi abbastanza uniformi) e conservato in frigorifero, coperto con della carta da forno; oppure può essere congelato.

Suggerimenti

Il dragoncello, se acquistato e consumato fresco, avrà sicuramente un sapore più fine e un'aroma decisamente più intenso.

Origine

È originario dell’Asia centrale, della Russia Meridionale e della Siberia. Il dragoncello venne diffuso in Occidente subito dopo le Crociate, mentre in Italia la sua diffusione iniziò in Toscana.

Proprietà e uso in erboristeria

Viene impiegata nella medicina popolare, all'interno dei decotti o come spezia, riesce a stimolare l'appetito e agisce come digestivo, in modo tale da favorire la produzione dei succhi gastrici; inoltre, è in grado di aumentare l'attività epatica e renale, in maniera tale da garantire la depurazione dell'intero organismo. Dal dragoncello si ottiene un olio essenziale che contiene estragolo e ocimene. All'interno di questa pianta sono presenti anche tannini, flavonoidi, amari, terpene e cumare, con quest'ultimo che presenta notevoli proprietà antispasmodiche e antidolorifiche.Il dragoncello ha proprietà antisettiche, aromatiche, stimolanti, digestive.

I Greci masticavano le foglie di dragoncello per alleviare il mal di denti. L'infuso stimola l'appetito.

Consultare sempre il proprio medico di fiducia.

Curiosità

Le foglie fresche del dragoncello hanno un sapore pungente paragonabile a un'esaltatore di sapore, possono quindi risultare utili a coloro che, per problemi di salute, non possono usare il sale.

Il nome

Il suo nome, "Artemisia", pare gli sia stato dato in onore di Diana Artemide, alla quale si riconosce la proprietà di ristabilire, in caso di necessità, il flusso mestruale; Dracunculus, invece, che significa “piccolo drago” deriva, dal fatto che il cespuglio ricorda questo animale.

Altri autori fanno derivare il nome da Artemisia, sorella e moglie di Mausolo, re di Alicarnasso e della Caria nel 300 a.C., che si vuole fosse esperta di botanica e medicina.

Detto anche

Spesso viene chiamato “piccolo drago” in quanto le sue radici ricordano un groviglio di serpenti oppure “erba dragona” poiché questa pianta aveva la fama di guarire dal morso degli animali.

Nei dialetti italiani

Altri nomi comuni e regionali: Estragone, Serpentaria, Stregon, Targone.

Nelle altre lingue

Lingua Voce
Inglese tarragon
Francese estragon
Spagnolo estragón
Tedesco estragon

 

 

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