Dolcificante

Sono additivi alimentari usati per sostituire lo zucchero, le sigle sono da E950 a E969 + E420 + E421. Tra i principali l’acesulfame K, l’aspartame, il ciclammato e la saccarina. Esistono due categorie di sostituti dello zucchero: gli edulcoranti intensivi e i polioli. Li troviamo nei prodotti "light", "diet" e "senza zucchero". Sono indicati soprattutto per diabetici e per chi deve seguire diete ipocaloriche.Se consumati in quantità normali (rispetto alla Dose Giornaliera Ammissibile DGA, calcolata in funzione del peso corporeo) non comportano rischi, ma meglio evitarne il consumo nei bambini in età inferiore ai 3 anni.

Vedi La tabella dei dolcificanti-edulcoranti.

La scoperta

Fino alla fine del secolo scorso per "addolcire" si aveva a disposizione solo prodotti della natura, come: zucchero, miele, il glucosio derivato dall’amido, il lattosio, tutti di alto valore calorico. Nel 1879 venne scoperto per caso un prodotto sintetico dolcificante: la saccarina. Rapidamente venne utilizzata dai diabetici in sostituzione dello zucchero, vietato dai medici. I numerosi altri sostituti dello zucchero, naturali o di sintesi, sono molto più recenti.  Oltre che nei prodotti alimentari senza zucchero, gli edulcoranti intensivi e i polioli sono presenti in numerosi medicinali (sciroppi, sospensioni, pasticche per la gola) e nei dentifrici.

Limitazioni della Commissione Europea

L’impiego di questi sostitutivi è adesso regolamentato dalla direttiva CE 94/35.
La Commissione Europea ha stabilito il livello massimo dei vari edulcoranti intensi che può essere presente in ogni categoria di prodotti alimentari. Talvolta in etichetta viene riportato, invece del contenuto reale, questo limite. Esempio: una caramella senza zucchero contenente acesulfame e aspartame può aver specificato sull'etichetta “ASPARTAME (INF. A 0,05%)" o "ACESULFAME (INF. A 0,05%)".
Nella comunità europea gli edulcoranti intensi e i polioli possono essere utilizzati per dolcificare solo prodotti che non contengono zucchero o che contengono almeno il 30% di calorie in meno rispetto al prodotto tradizionale.

Esistono due categorie di edulcoranti: gli edulcoranti intensivi e gli edulcoranti polioli.

Edulcoranti intensivi

Gli Edulcoranti intensivi sono sostanze edulcoranti molto dolcificanti. In Italia i più diffusi sono:

  • acesulfame K,
  • aspartame,
  • ciclamato,
  • saccarina.

Altri due edulcoranti intensivi sono autorizzati nei Paesi della Comunità Europea ma non vengono praticamente utilizzati in Italia: la neoesperidina DC e la taumatina.

Dove si trovano

Dolcificante in bustineGli edulcoranti intensivi sono presenti sia nei cosiddetti “edulcoranti da tavola” (in compresse, bustine, polvere o gocce) che nella maggior parte dei prodotti cosiddetti “senza zucchero”, “light” o “diet” : gomme da masticare, caramelle, bevande analcoliche, yogurt, marmellate, ecc.

Danni per la salute

Il loro potere calorico è quasi nullo. Ne sono sufficienti piccolissime quantità per sostituire il saccarosio.

Dose giornaliera

Come per la maggior parte degli additivi alimentari, l’abuso può provocare danni all’organismo. È meglio non superare la Dose Giornaliera Ammissibile (DGA), cioè la quantità, calcolata in funzione del peso corporeo.

Esempio 1: una donna di 50 chili che consumi ogni giorno 10 bustine contenenti aspartame o ciclammato raggiungerebbe solo dal 5 al 12% della DGA. Con bustine contenenti saccarina, arriverebbe invece al 50% della DGA. Le bevande analcoliche light disponibili sul mercato contengono acesulfame, ciclammato, aspartame, saccarina, da soli o in combinazione.

Esempio 2: per un bambino di 25 chili, la DGA è dimezzata e basta quindi mezzo litro di bevanda analcolica light (tre bicchieri) per raggiungere il 70% della DGA. All’assunzione di edulcoranti artificiali con la dieta va aggiunta l’assunzione con medicinali senza zucchero quali le caramelle per la gola, gli sciroppi e le sospensioni, in cui spesso lo zucchero è stato sostituito per limitarne la cariogenicità.

Da questi calcoli possiamo dedurre che nell’adulto il rischio di superare la DGA (Dose Giornaliera Ammissibile) esiste solo se un soggetto consuma tutti i giorni diverse categorie di alimenti che contengono lo stesso edulcorante o un unico alimento ma in quantità elevate. Questo rischio teorico è più elevato con il consumo di bevande che non con il consumo di caramelle o gomme (per via della quantità più elevata ingerita in ogni occasione di consumo).Conclusione: chi volesse fare un uso sistematico di prodotti senza zucchero deve prestare attenzione alle etichette e possibilmente non utilizzare come edulcorante da tavola lo stesso edulcorante presente nello yogurt o nelle caramelle che consuma abitualmente.

Raggiungere saltuariamente la DGA di un additivo non costituisce un rischio per la salute.

Edulcoranti polioli

I polioli, talvolta chiamati polialcoli o zuccheri-alcol, sono agenti edulcoranti “di sostituzione” o “di massa”.
Quelli più utilizzati in Italia sono:

  • sorbitolo (o sciroppo di sorbitolo),
  • maltitolo (o sciroppo di maltitolo),
  • mannitolo
  • isomalto
  • xilitolo
  • lactitolo (meno frequente)

Dove si trovano

Cicche senza zuccheroSi trovano nelle gomme e caramelle “senza zucchero”. Le categorie di prodotti alimentari in Italia con edulcoranti intensivi e/o polioli sono: confetteria (gomme e caramelle), bevande analcoliche, yogurt, marmellate, biscotti e edulcoranti da tavola.

Fanno ingrassare?

I polioli hanno un potere dolcificante medio, simile a quello del saccarosio. I prodotti che contengono polioli non sono acalorici come gli edulcoranti intensivi. I polioli hanno però il vantaggio, rispetto agli edulcoranti intensivi, di dare consistenza ai prodotti. Una caramella o una gomma senza zucchero contiene il 30 - 50% in meno di calorie rispetto allo stesso prodotto con zucchero.

I bambini possono consumare dolcificanti?

È meglio evitare l’uso di prodotti senza zucchero contenenti edulcoranti da tavola almeno fino ai tre anni. Vanno però evitati o quanto meno limitati sia gli edulcoranti da tavola che i prodotti “senza zucchero”, se non sotto consiglio di un dietologo.

Dolcificanti in gravidanza

Meglio evitare. Preferibile un consumo limitato di prodotti senza zucchero con polioli e non con edulcoranti intensi (alcune caramelle, gomme da masticare e prodotti da forno).

Si consiglia di consultare sempre il proprio medico di fiducia.

 

I vostri commenti

Qual'è il dolcificante più tollerabile?

Buonasera Pietro, cosa intende per tollerabile? Se vuole un dolcificante meno trattato le suggerisco la stevia (può vedere la pagina su alimentipedia) oppure sciroppo d'acero o di agave facendo attenzione che non ci siano surrogati all interno.

Cari lettori, vorrei informarvi, che in natura, esistono diversi dolcificanti naturali, snobbati dalle industrie farmaceutiche. Non staremo a giudicare e procederemo ben oltre. Bene, il primo prodotto della lista "buona e naturale", è LA STEVIA, che è una piantina di origine americana, simile alla salvia, coltivabile anche in italia e dolcissima anche "a crudo". Si vende in ogni supermercato di alta qualità e costa poco. Per trè cucchiai di zucchero, di STEVIA ne basta uno. Non ha nessuna controindicazione e può essere usata anche per creare fantastici DOLCI, che non faranno aumentare la glicemia ai diabetici, nemmeno di un grado, infatti, LA STEVIA, non viene assorbita come zucchero, ma come principio ANTIOSSIDANTE, ebbene sì, cari lettori, avete capito bene! Non solo non fà aumentare la glicemia, ma è anche un buonissimo antiossidante generale ed anti età. Altri dolcificanti naturali, sono lo sciroppo d'acero ( indicato per dolci in particolare) e lo sciroppo d'agave, ma questi ultimi due fanno aumentare di poco la glicemia ai diabetici, ma sempre meno dello zucchero semolato bianco. La regina incontrastata dei dolcificanti naturali e buoni, è sempre LA STEVIA, da preferirsi a qualsiasi altra cosa. In un caffè normale, ne basta una puntina di cucchiaino, per raggiungere una DOLCEZZA INFINITA. Francesco Angius, erborista e chimico.

Quale e il più indicato per i diabetici? E che fa meno male.Grazie

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