Teroldego

Teroldego

Principe dei vini Trentini, la culla del Teroldego è il Trentino Campo Rotaliano. Questo vino è quello che per storia, profumi, aromi, corpo, interpreta più di ogni altro il Trentino. È la prima DOC Trentina.

Descrizione del vino Teroldego

Colore

Rosso rubino con riflessi violacei.

Profumo

Fruttato, lampone e viola. Si sentono anche note vegetali mentolate, lievemente balsamiche.

Gusto

Leggermente tanninico, robusto, con un tipico retrogusto di mandorla.

Gradazione

Se supera gli 11,5% può fregiarsi della qualificazione “superiore”, se invecchiato per un periodo minimo di 24 mesi può fregiarsi della qualificazione “riserva”.

Costo

Medio, anche se varia molto a seconda dell’invecchiamento.

Invecchiamento

Il Teroldego è il vino ideale per l’invecchiamento, se ben conservato può esprimere al meglio le sue caratteristiche anche dopo 10 anni di cantina.

Abbinamento

Si abbina bene con i tipici piatti della tradizione trentina. Vedi Abbinamento vino cibo.

Altri utilizzi

Risotto al Teroldego che viene servito durante il Settembre Rotaliano.

Vitigni impiegati

Vitigno autoctono. Coltivazione caratteristica a Pergola Trentina. L’indiscussa qualità del vitigno del Teroldego, coltivazione a pergola, è stata premiata nel 1971 con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata “Teroldego Rotaliano”, prima D.O.C. del Trentino.

Zona di produzione

La zona di produzione del vino Teroldego comprende la zona del Campo Rotaliano, nei comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e nella frazione di Grumo del comune di San Michele all’Adige. Il Campo Rotaliano, o piana Rotaliana, si può identificare facilmente come l’allargamento della valle dell’Adige all’altezza del casello San Michele all’Adige, Mezzocorona.

Il bicchiere giusto per il Teroldego

Bicchiere per vino rosso importante. Vedi Bicchieri da vino.

Temperatura di servizio

16°-18°C giovane. 18°-20°C invecchiato. Vedi Termometri da vino.

Origine del nome

Il nome Teroldego deriva da un toponimo: dalla località Teroldeghe, situata nel comune di Mezzolombardo e presente in numerosi atti notarili, come quello di compravendita datato 1480, dove si cita un pagamento di “due brente di vino Teroldego”.

La leggenda: il cavaliere e il drago

Sul Monte di Mezzocorona e sospesi sulle sue rupi si vedono ancora i resti del Castel San Gottardo. Si racconta che nelle grotte dell’eremo un tempo ci fosse un terribile Drago. Un giorno un prode Cavaliere, il Conte Firmian, della famiglia storica di Mezzocorona, volle sfidare il Drago, così armato di lancia e spada, il Cavaliere si arrampicò sulla montagna per lasciare davanti alla grotta una ciotola di latte ed un grande specchio. Il Drago, richiamato dal profumo del latte, uscì, ma vedendosi allo specchio rimase stupido e nello stesso tempo attratto. Il Cavaliere ne approfittò e lo trafisse mortalmente. Tutta la popolazione esultò, portando per le strade il coraggioso cavaliere e il suo trofeo, il Drago ucciso. Ma alcune gocce del suo sangue caddero nel terreno rotaliano, e da lì germogliarono i primi ceppi di Teroldego. Ecco perchè ancora oggi i locali usano chiamare il Teroldego Rotaliano dal colore rosso rubino violaceo: Sangue di Drago.

Eventi relazionati

29-30-31 agosto a Mezzocorona (TN): un percorso d’arte, di gusto e di festa alla scoperta del Teroldego rotaliano D.O.C, tre giorni di degustazioni, incontri ed un itinerario tra le migliori produzioni di questo rosso trentino. Ogni anno il 10 di Agosto: “Calici di Stelle” a MezzoLombardo (TN), (vedi il video), comune aderente all’Associazione delle Città del Vino. La festa unisce le tradizioni vinicole delle borgate, degustazioni gastronomiche, e spettacoli culturali.

Turismo eno-gastronomico

La Piana Rotaliana si raggiunge con la A22 o la statale del Brennero. Il primo borgo che si incontra è San Michele all’Adige, antico baluardo difensivo lungo la Via romana Claudia Augusta. Verso la Val di Non si arriva alla Cittadella del Vino, Mezzocorona con il suo Palazzo Firmian e il Castello. Nei pressi vale la pena visitare anche Mezzolombardo, Colle San Pietro, e il vicino Convento dei Francescani, e la Distilleria di Villa De Varda.

Anche detto

Teroldego Rotaliano.

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