Scaccia ragusana con pomodoro e caciocavallo

Scaccia ragusana con pomodoro e caciocavallo

Ingredienti

Per una scaccia da 6 porzioni, in una teglia da forno di circa 40 × 30 cm.

Per l’impasto:

Per il ripieno:

Procedimento

  1. Sciogli il lievito nell’acqua tiepida. Versa la semola in una ciotola, aggiungi il sale e l’acqua con il lievito e impasta per 10 minuti. Unisci l’olio e continua a lavorare finché l’impasto è liscio ed elastico.
  2. Copri e lascia lievitare per circa 2 ore, fino a quando il volume è raddoppiato.
  3. Prepara il ripieno: affetta la cipolla sottile e falla appassire in 3 cucchiai di olio con un pizzico di sale per 10 minuti, senza farla colorire. Aggiungi la polpa di pomodoro e cuoci a fuoco medio per 15 minuti, finché la salsa si stringe. Deve risultare densa: una salsa liquida bagna la sfoglia e la rende gommosa. Spegni, unisci il basilico spezzettato e lascia raffreddare del tutto.
  4. Ungi il piano di lavoro con un velo d’olio, non infarinarlo. Stendi l’impasto con il mattarello in un rettangolo di circa 50 × 40 cm, sottile quasi quanto una sfoglia. Se l’impasto si ritira, copri e lascialo riposare 10 minuti prima di riprendere.
  5. Distribuisci la salsa su tutta la superficie, lasciando libero un bordo di 2 cm, e cospargi con il caciocavallo.
  6. Esegui quattro pieghe. Prima piega: porta il lato lungo inferiore fino al centro. Seconda piega: copri con il lato lungo superiore, come si chiude una lettera. Terza e quarta piega: ripiega le due estremità corte verso il centro, una sull’altra. Premi con il palmo per far uscire l’aria.
  7. Sposta la scaccia nella teglia con la chiusura verso il basso, spennellala d’olio e bucherella la superficie con i rebbi di una forchetta.
  8. Cuoci in forno statico a 220 °C per 25-30 minuti, fino a quando la superficie è dorata e i bordi sono scuri. Lascia riposare 10 minuti prima di tagliare.

Consigli

Le pieghe decidono la scaccia

Questa versione ne prevede quattro: due sul lato lungo e due sul lato corto, che danno un pacco rettangolare di strati alternati di pasta e ripieno. Con meno pieghe ottieni un calzone piatto, con più pieghe gli strati si fondono e non si distinguono più. Per questo la sfoglia deve essere sottile fin dall’inizio: uno strato spesso, ripiegato più volte, resta crudo all’interno.

Come stendere senza strappare

La semola dà un impasto elastico che tende a ritirarsi. Non forzare il mattarello: lascia riposare l’impasto quando oppone resistenza, perché il glutine si rilassa e la sfoglia si allarga da sola. Stendi dal centro verso i bordi, ruotando l’impasto di un quarto di giro a ogni passata. Se si forma un buco, pizzicalo e coprilo con un po’ di salsa: sotto le pieghe non si vede.

Il ripieno

Il pomodoro va asciugato in cottura e raffreddato, il formaggio tagliato piccolo perché si sciolga in modo uniforme. Al posto del caciocavallo puoi usare il pecorino fresco a cubetti, oppure un mezzo e mezzo con formaggio a pasta filata. Con la cipolla e il pomodoro la scaccia è completa, senza altro condimento.

Differenza con la focaccia

La focaccia barese è aperta, alta e condita in superficie; la scaccia è chiusa, bassa e fatta a strati, e il condimento sta all’interno.

Cottura e conservazione

Se la superficie scurisce troppo presto, copri con un foglio di carta da forno e prosegui. La scaccia si taglia a quadrati o a fette larghe; si conserva in frigorifero ben coperta e si riscalda in forno caldo, non nel microonde, che ammorbidisce la sfoglia.

Altri ripieni

La stessa sfoglia accetta altri condimenti: cipolla con olio di oliva e pecorino, oppure verdure cotte e ben strizzate. Conta una regola sola: nessun ripieno deve rilasciare liquidi, perché l’acqua è il nemico degli strati. Se vuoi servirla come pasto completo, abbinala a un’insalata di cipolla e pomodoro crudi, condita con olio e un pizzico di sale.

Il forno

Se hai una pietra refrattaria, scaldala con il forno e appoggiaci sopra la teglia: la base si asciuga e la sfoglia sotto risulta più croccante. In un forno ventilato abbassa la temperatura di 20 °C e controlla prima, perché la sfoglia sottile si secca in fretta.

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