Eglefino o asinello

Le macchie nere si dice le abbia lasciate il diavolo, ma anche San Pietro

Eglefino
Pesce Eglefino, detto asinello

L'eglefino è un pesce di mare noto anche come Asinello oppure se affumicato viene detto in inglese Haddock. Di recente lo abbiamo sentito nominare anche in Italia per i filetti commercializzati da una nota casa famosa per i bastoncini di pesce surgelati. Le sue carni assomigliano a quelle del merluzzo. Ma vediamo le caratteristiche di questo pesce finora poco conosciuto nel nostro Paese.

Informazioni generali

L'eglefino, nome scientifico Melanogrammus aeglefinus, detto anche asinello, è un pesce d'acqua salata, appartenente alla famiglia dei Gadidae.

Com'è fatto. Descrizione

In generale si può dire che l'eglefino assomiglia al merluzzo anche se la sua testa si presenta più massiccia con occhi più grandi e un piccolo barbiglio sul mento.

Testa Eglefino
Testa del pesce Eglefino

Anche il corpo è leggermente diverso dal merluzzo, infatti è più alto, ma generalmente più piccolo. Ha tre pinne dorsali, due pinne anali e presenta una pinna caudale ampia. Sul corpo argenteo, olivastro o beige presenta una caratteristica linea nera e dritta e una evidente macchia rotonda e scura all'altezza delle pinne pettorali.
Può arrivare a raggiungere il metro di lunghezza.

Dove vive, cosa mangia e riproduzione

  • Vive ad una temperatura tra i 4 e i 10° C tra i 40 e i 300 mt di profondità delle acque dell'Oceano Atlantico settentrionale, lungo le coste di Canada, Groenlandia e Islanda e in tutta la costa atlantica europea. Predilige di giorno i fondali di sabbia e sassi mentre di notte nuota in acque libere.
  • La sua alimentazione è costituita da vermi, crostacei e pesci di piccole dimensioni.
  • Si riproduce dopo lunghe migrazioni e dopo un lungo corteggiamento nel periodo tra febbraio e marzo.

Come si pesca

Soprattutto al Nord è una specie importante per la pesca, che viene eseguita con reti a strascico e palamiti.

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Informazioni culinarie

Prima di capire come cucinarlo vediamo di conoscere le sue carni e il suo sapore.

Il sapore dell'eglefino e come cucinarlo

Le sue carni hanno un sapore tendenzialmente delicato e gradevolmente dolce, comunque saporite. I suoi filetti sono teneri, ma allo stesso tempo carnosi, ideali sia per ricette semplici che per piatti più prelibati e gourmet.

Eglefino cotto
Il filetto di asinello da crudo è quasi trasparente e dopo la cottura assume un colore bianco brillante e acquista maggior compattezza.
Si presta a vari tipi di cottura. Infatti lo si può cucinare al forno con poco condimento per un secondo ipocalorico, ma ricco di nutrienti oppure in padella o ancora, come nella tradizione culinaria del Nord Europa, per il tipico Fish&Chips.
In Norvegia veniva considerato ancor più prelibato del merluzzo perché pescato di meno e quindi onorava le tavole delle feste come per esempio a Santo Stefano.

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Informazioni geografiche

Vive prevalentemente nelle acque dell'Oceano Atlantico settentrionale, lungo le coste del Canada, della Groenlandia e dell'islanda e in tutta la costa atlantica europea.

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Informazioni nutrizionali

L'eglefino è un pesce ottimo anche per le sue proprietà nutrizionali, per regimi alimentari vari ed equilibrati. Le sostanze nutrienti presenti nell’eglefino sono responsabili del corretto funzionamento della tiroide, cuore, cervello e sistema immunitario. IL'ideale per una dieta sana è accompagnarlo con verdure e carboidrati integrali.

Proprietà nutrizionali

È naturalmente ricco di:

  • omega 3 (acidi grassi che contribuiscono al normale funzionamento del cuore e del cervello)
  • iodio, (ideale per la crescita dei bambini)
  • selenio,
  • proteine,
  • fosforo, (necessario per la normale crescita e sviluppo delle ossa nei più piccoli)
  • vitamina B12 e B6 (fondamentali per un normale metabolismo energetico ed il funzionamento del sistema nervoso e del sistema immunitario)
  • ottima fonte di potassio (utile per una normale pressione sanguigna).
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Informazioni culturali

Le leggende

Esistono varie leggende sulle due macchie nere sul collo che lo caratterizzano. Una di queste racconta che in un momento di collera San Pietro prese l'asinello attorno al collo e lo strinse così da lascare le sue impronte. Un'altra leggenda vuole che sia stato il diavolo stesso a imprimere su questo pesce le bruciature.
Comunque sia, quelle macchie nere hanno determinato anche il suo nome in norvegese, hyse, che in norvegese antico vuol dire infatti “bruciato”.

Un pesce curioso

L'asinello è un pesce intelligente quanto curioso e quindi non facile da pescare. È sempre impegnato ad ispezionare ciò che non conosce e i pescatori più esperti cercano di sfruttare questa sua debolezza per coglierlo di sorpresa. Con la canna da pesca, facendo affondare l'esca nel fondale, i vortici nel fango lo incuriosiscono e lo fanno avvicinare, ma quando abbocca è un attimo che agilmente riesca a divincolarsi e a liberarsi dall'amo.

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