Creme spalmabili vegane: guida completa tra ricette fatte in casa e migliori alternative 100% vegetali

Le creme spalmabili vegane sono uno di quegli alimenti che, una volta entrati in dispensa, diventano difficili da abbandonare. Versatili, golose e naturalmente vegetali, rappresentano una soluzione pratica per colazioni, merende, dessert e preparazioni salate, senza rinunciare alla qualità degli ingredienti.
Negli ultimi anni l’offerta è cresciuta moltissimo, sia per chi ama prepararle in casa sia per chi preferisce affidarsi a prodotti pronti, puliti e ben formulati.
Cosa sono le creme spalmabili vegane
Con il termine creme spalmabili vegane si indicano tutte quelle preparazioni interamente a base vegetale, prive di latte, burro e derivati animali. Le versioni più apprezzate sono quelle composte esclusivamente da frutta secca o semi oleosi, talvolta con l’aggiunta di cacao, spezie o dolcificanti naturali. La loro forza sta nella semplicità: pochi ingredienti, lavorati finemente fino a ottenere una consistenza cremosa e avvolgente.
Perché scegliere una crema spalmabile 100% vegetale
Sceglierle significa portare in tavola un prodotto più digeribile, adatto anche a chi è intollerante al lattosio o alle proteine del latte, ma non solo. Le creme spalmabili vegane di qualità sono naturalmente ricche di grassi buoni, fibre, vitamine e sali minerali. Sono sazianti, nutrienti e si inseriscono facilmente in un’alimentazione equilibrata, senza bisogno di ricorrere a ingredienti ultra-processati.
Le principali creme spalmabili vegane
Le più diffuse sono quelle a base di nocciole, mandorle, arachidi, anacardi e pistacchi, ma non mancano versioni a base di semi di sesamo (come la tahina) o di semi di girasole. Ognuna ha un profilo nutrizionale e aromatico diverso: la crema di nocciole è intensa e rotonda, quella di mandorle più delicata, la crema di arachidi decisa, mentre gli anacardi regalano una cremosità naturale perfetta anche per preparazioni salate.

Come preparare le creme spalmabili vegane in casa
Prepararle in casa è sorprendentemente semplice e permette di avere il pieno controllo sugli ingredienti. La base è sempre la stessa: frutta secca di qualità e un buon frullatore potente.
Per una crema di mandorle o di nocciole, è sufficiente tostare leggermente la frutta secca in forno, lasciarla raffreddare e frullarla a lungo fino a quando rilascia i propri oli naturali, trasformandosi in una crema liscia. Per una versione al cacao, basta aggiungere cacao amaro e, se necessario, un dolcificante come sciroppo d’acero o zucchero di cocco.
La crema di arachidi fatta in casa è una delle più semplici: arachidi tostate, un pizzico di sale e qualche minuto di frullatore. Per una consistenza più fluida si può aggiungere un filo di olio di semi o di arachidi, mentre per una versione crunchy basta tenere da parte una manciata di arachidi tritate.
Gli anacardi, invece, sono ideali per creme neutre o leggermente dolci, ma anche per preparazioni salate: basta ammollarli qualche ora in acqua, scolarli e frullarli. Il risultato è una crema morbida, perfetta come base per dessert o salse.
Creme spalmabili vegane dolci e salate
Non tutte le creme spalmabili sono pensate per il dolce. Tahina, crema di anacardi o di semi di girasole sono ottime anche per preparare hummus, dressing per insalate, salse per bowl e piatti etnici. Le versioni dolci, invece, sono perfette su pane, pancake, porridge, ma anche per farcire torte, biscotti e crostate.
Le migliori marche di creme spalmabili 100% frutta secca
Per chi preferisce acquistare prodotti pronti, esistono ottime alternative sugli scaffali, soprattutto nei negozi biologici e online. Tra i criteri da considerare ci sono pochi ingredienti, assenza di zuccheri aggiunti e oli raffinati, e una percentuale elevata (idealmente 100%) di frutta secca.
Tra i brand più apprezzati troviamo Rapunzel, nota per le sue creme di mandorle e nocciole biologiche; Fiorentini, con una buona linea di creme 100% frutta secca; Probios, che propone diverse varianti bio tra cui la Vegan Ciok; Nocciolata Rigoni di Asiago, nella versione vegana senza latte; o anche Fior di Loto, Prima Colta (che offre anche dei mix con legumi e spezie), Buon Food. Non mancano anche piccole realtà artigianali italiane che producono creme di altissimo livello, spesso con filiere corte e ingredienti locali.
Come leggere l’etichetta di una crema spalmabile
Un buon prodotto dovrebbe contenere solo frutta secca (eventualmente tostata), senza oli aggiunti, emulsionanti o aromi artificiali. Se è presente zucchero, meglio che sia in quantità minima (dunque meglio evitare i prodotti che lo menzionano come primo ingrediente della lista) e chiaramente dichiarato. La separazione dell’olio in superficie non è un difetto, ma un segno di naturalità.
Come utilizzare le creme spalmabili vegane in cucina
Oltre all’uso classico sul pane, le creme spalmabili vegane possono diventare ingredienti chiave in cucina. Possono arricchire smoothie e frullati, rendere più cremosi i porridge, essere utilizzate per glassature, ripieni e impasti, oppure trasformarsi in salse e condimenti per piatti salati. Bastano pochi cucchiai per dare carattere e profondità a una ricetta.
Un alleato quotidiano in cucina
Le creme spalmabili vegane rappresentano una piccola rivoluzione domestica: semplici, nutrienti e incredibilmente versatili. Che siano fatte in casa o acquistate con attenzione, sono un ingrediente che mette d’accordo gusto, consapevolezza e praticità. Un modo concreto per rendere la cucina di tutti i giorni più vegetale, senza rinunce e senza complicazioni.






