Barolo

Barolo

Il Barolo è uno dei vini più famosi. È prodotto con l’uva Nebbiolo, uno dei più grandi vitigni del mondo, presente quasi unicamente in Piemonte. Il Barolo Chinato è un vino aromatizzato ideale per fine pasto.

Caratteristiche del Barolo

Colore

Rosso granato a volte anche intenso, con riflessi aranciati che nel corso della sua evoluzione si accentuano.

Profumo

Profumo intenso e netto con sentori floreali che ricordano la rosa e la viola nei vini giovani; col tempo prevalgono sentori di frutta quali la ciliegia sciroppata e la prugna cotta, poi profumi vegetali di sottobosco e terre bagnate che ricordano ils tartufo e i funghi, infine aromi speziati di pepe, cannella e vaniglia, che evolvono verso profumi animali come il cuoio quando invecchiato.

Gusto

Spiccatamente tanninico quando è giovane, ricco di corpo, dal sapore asciutto, pieno, robusto, ma anche vellutato, armonico, avvolgente. In bocca si percepisce la bacca rossa della ciliegia e della mora, la liquirizia e la vaniglia, il tabacco e il caffé.

Vitigni impiegati

Vino in purezza ricavato dalle uve Nebbiolo.

Gradazione

Circa 13°

Costo

Alto.

Invecchiamento

Questo vino importante richiede almeno 3 anni di invecchiamento, a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo alla vendemmia, di cui almeno 2 in botti di rovere o castagno. Diventa Barolo Riserva se invecchiato per un periodo minimo di 5 anni, di cui almeno 2 in botti di rovere o castagno.

Annate speciali

Il Barolo è uno dei grandi vini da invecchiamento, se ben conservato. Le ultime annate eccezionali del Barolo sono: 1990, 1997, 1998, 2000, 2001, 2003

Barolo chinato

Il Barolo Chinato è un vino speciale prodotto con Barolo a denominazione d’origine controllata e garantita, aromatizzato con corteccia di china calissaia, radice di rabarbaro e di genziana i cui principi attivi vengono estratti mediante macerazione a temperatura ambiente con aggiunta finale di spezie aromatizzanti, tra cui il prezioso seme di cardamomo. All’aromatizzazione segue un affinamento in botte di circa un anno.
Nasce nella zona di produzione del Barolo, a Serralunga d’Alba, in Piemonte, alla fine dell’800, per opera del farmacista Giuseppe Cappellano e poi sviluppato e promosso da altri produttorui fra cui Giulio Cocchi di Asti a partire dal 1891. Nella tradizione veniva utilizzato come rimedio per i piccoli malanni da raffreddamento (caldo come vin brulè) e come digestivo. Per la gradazione alcolica tra i 16 e i 17 gradi, il contenuto aromatico ed il gusto dolce-amaro oggi viene usato come elegante fine pasto e come vino da meditazione. La sua persistenza aromatica si abbina ottimamente con il cioccolato amaro.

Abbinamento col cibo

Si abbina a carni rosse brasate e arrostite, e a formaggi stagionati o a pasta dura. Vedi Abbinamento vino cibo.

Altri utilizzi

In cucina per preparare ottimi e pregiati risotti.

Zona di produzione

Territori comunali di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba.

Bicchiere e temperatura di servizio

Servire in ampi bicchieri, in modo da dare ai profumi la possibilità di evolversi con l’ossigenazione del vino. Vedi Bicchieri da vino.
La temperatura di servizio ideale è intorno ai 18°C.
Vedi Termometri da vino.

Origine del nome

Il nome Barolo deriva dalla famiglia Falletti, marchesi di Barolo, che ne iniziarono la produzione. Il nome “Nebbiolo” deriva da nebbia proprio perchè l’uva matura quando le colline sono avvolte dalle prime nebbie autunnali, oltre che per il colore grigio argenteo degli acini, quasi  tendente al viola, ricoperti da una pruina che sembra annebbiare l’acino. Nelle Langhe, al di fuori della zona d’origine del Barolo, si chiama tutt’oggi col nome di Nebbiolo d’Alba e di Langhe Nebbiolo.

Il Barolo nella storia

Camillo Benso Conte di Cavour ebbe il merito di aver fatto arrivare in zona un famoso enologo francese per “costruire” un vino secco, importante, “alla moda di Bordeaux”. Il risultato trovò un immediato riscontro presso Casa Savoia e presso le corti di tutta Europa. La leggenda popolare narra che la notorietà del vino Barolo è arrivata fino a Casa reale grazie alla Marchesa di Barolo. Re Carlo Alberto chiese alla Marchesa perché “non gli avesse mai fatto gustare quel suo famoso vino del quale tanto aveva sentito parlare”. Qualche giorno dopo i torinesi assistettero ad una strana processione: videro passare per via Nizza a Torino una lunga fila di carri, ciascuno con il suo carico di vino. I carri erano diretti a Palazzo Reale, sede della Corte. I carri e le relative carrà erano trecentoventicinque, uno per ogni giorno dell’anno, sottratti i quaranta giorni di quaresima. Questo vino piacque moltissimo al Re, tanto che ne divenne anch’egli produttore nelle sue terre di Verduno, dirette dal generale Staglieno, già impiegato presso il Cavour. I Falletti divennero molto amici dei regnanti, oltre che del Vino Barolo, tanto che ne regalarono parecchio ai Savoia, lo offrivano ai loro invitati nel loro salotto torinese, ne rifornivano con liberalità gli amici.

Turismo eno-gastronomico

Barolo e i suoi castelli, Castiglione Falletto, Novello e tutti i comuni sparsi nelle Langhe.

Curiosità

Aggiungendo china calissaia, alcool e zucchero si ottiene il Barolo Chinato, vino aromatizzato ideale per fine pasto, vino da meditazione che si abbina in modo eccezionale al cioccolato.

Anche detto

Il Vino dei Vini.

Potrebbe interessarti anche