Pisarei e Fasò

Pisarei e fasò è un piatto emiliano dal fascino senza tempo, che incarna l’autentica tradizione culinaria contadina. Questa ricetta, semplice ma ricca di sapore, è un esempio perfetto di come ingredienti umili possano dar vita a un’esperienza gastronomica straordinaria. I pisarei, piccoli gnocchetti fatti a mano con farina, acqua e pangrattato, si uniscono armoniosamente ai fagioli borlotti in un abbraccio di sapori arricchito da un sugo di pomodoro, cipolla e lardo. Il piatto è completato dal sapore inconfondibile del Parmigiano Reggiano, che ne esalta la genuinità. Adatto a tutte le stagioni, servi i pisarei e fasò caldi per apprezzare appieno la loro consistenza avvolgente e il gusto autentico che riscalda il cuore, rendendoli ideali per un convivio all’insegna della tradizione e della convivialità.
Ingredienti
- 200 gr di Fagioli borlotti
- 1 Cipolla
- 1 cucchiaio di Olio Extravergine di Oliva
- 30 gr di Burro
- 20 gr di Lardo
- Prezzemolo q.b.
- 1 spicchio d’Aglio
- 250 gr di Pomodori Pelati
- 50 gr di Parmigiano Reggiano
- Sale q.b.
- Pepe nero q.b.
Per la Pasta
- 350 gr di Farina
- 20 gr di Pangrattato
- 1 pizzico di Sale
Preparazione
Pisarei e fasò è un piatto tipico della tradizione culinaria piacentina, che rappresenta un perfetto esempio di come la cucina italiana sappia valorizzare ingredienti semplici e di stagione per creare piatti che raccontano storie di territori e culture. Questo piatto, che si potrebbe definire un comfort food, è un inno alla territorialità e alla stagionalità, combinando ingredienti che sono facilmente reperibili durante l’autunno e l’inverno, quando i fagioli borlotti sono al loro meglio.
La preparazione dei pisarei e fasò inizia con la scelta degli ingredienti. I fagioli borlotti, protagonisti del piatto, devono essere messi in ammollo per una notte intera. Questo passaggio è fondamentale per reidratarli e ridurre i tempi di cottura, nonché per renderli più digeribili. L’ammollo dei legumi è una pratica antica che rispetta il ritmo della natura, permettendo di riscoprire sapori autentici e genuini.
Il giorno successivo, sgocciolate i fagioli e trasferiteli in una casseruola. Copriteli con acqua fredda, facendola sopravanzare di circa 6-7 cm sopra il livello dei fagioli. Aggiungete mezza cipolla sbucciata e un cucchiaio di olio extravergine di oliva, che non solo arricchisce il piatto di gusto ma rappresenta anche una scelta salutare e sostenibile. L’olio extravergine di oliva, infatti, è un grasso vegetale amico dell’ambiente, che sostiene le colture locali e riduce l’impatto ambientale rispetto ai grassi di origine animale. Coprite la casseruola con un coperchio e portate a bollore. Quando l’acqua comincia a sobbollire, abbassate la fiamma e lasciate cuocere i fagioli a metà cottura per circa 25-30 minuti.
Mentre i fagioli si cuociono, potete dedicare attenzione alla preparazione della pasta, i pisarei. La pasta fresca fatta in casa è un’altra espressione della tradizione culinaria italiana, che richiede tempo e pazienza ma che ripaga con il suo sapore unico. Sulla spianatoia, versate 300 grammi di farina e formate una fontana. Al centro, ponete il pangrattato ammorbidito con acqua bollente, un pizzico di sale e iniziate a impastare, unendo poca acqua calda alla volta. Dovete ottenere un impasto ben sodo, che lavorerete fino a quando non risulterà liscio ed elastico. Questo processo richiede una certa abilità, ma è uno dei passaggi che rende questo piatto così speciale, in quanto ogni famiglia può personalizzare la ricetta con piccoli accorgimenti e segreti tramandati di generazione in generazione.
Una volta ottenuto l’impasto, staccatene un pezzetto e formate un cilindretto delle dimensioni di una matita. Tagliatelo in pezzetti di circa 1 cm e, con il pollice, schiacciate ciascun pezzetto sulla spianatoia infarinata, arrotolandolo su se stesso per ottenere uno gnocchetto. Questo gesto, semplice ma preciso, è ciò che dà ai pisarei la loro particolare forma e consistenza. Continuate a lavorare l’impasto in questo modo fino a esaurirlo, distribuendo i pisarei su un canovaccio per farli asciugare per almeno 10 minuti.
Intanto, è il momento di preparare il sugo. In una casseruola, fate rosolare nel burro il lardo tritato finemente insieme a un trito di prezzemolo e uno spicchio d’aglio intero. Il lardo, ingrediente tipico della cucina contadina, conferisce al piatto un sapore ricco e deciso, bilanciato dalla freschezza del prezzemolo. Una volta che il lardo si sarà sciolto e l’aglio avrà sprigionato il suo aroma, unite la polpa di pomodoro e i fagioli, scolandoli e aggiungendo due bicchieri della loro acqua di cottura. Questo passaggio è cruciale per ottenere un sugo che sia denso al punto giusto: non troppo asciutto, ma nemmeno troppo brodoso. Aggiungete pepe nero, ma non salate ancora il sugo per evitare che i fagioli diventino duri. Lasciate cuocere il tutto per altri 30 minuti a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo, portate a bollore una capiente pentola d’acqua salata e cuocetevi i pisarei per circa 15 minuti. Quando gli gnocchetti verranno a galla, scolateli con una schiumarola e trasferiteli in una zuppiera. È importante non cuocerli troppo, per mantenere la loro consistenza leggermente al dente che ben si sposa con la cremosità del sugo di fagioli.
Versate il sugo di fagioli sopra i pisarei e mescolate delicatamente per amalgamare i sapori. A questo punto, aggiustate di sale se necessario. Infine, completate il piatto con una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato. Questo formaggio, simbolo dell’eccellenza italiana, aggiunge una nota sapida e umami che esalta i sapori del piatto.
Pisarei e fasò è un piatto che racconta una storia di tradizione e territorio, un connubio di sapori che rispecchia la semplicità e la genuinità della cucina contadina. È un piatto che invita alla convivialità, da gustare in famiglia o con amici, accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso locale, magari un Gutturnio dei Colli Piacentini, per sottolineare ancora di più il legame con il territorio.
Pisarei e fasò non è solo una ricetta è un piatto che rispetta la stagionalità degli ingredienti e valorizza la territorialità, offrendo un’esperienza culinaria autentica e sostenibile.






