Trippa

Trippa

La trippa fa parte del cosiddetto quinto quarto: è una frattaglia molto economica, ricavata dalle diverse parti dello stomaco del bovino. Diversamente da quanto si pensa non è ricavata dall’intestino. Costituisce un alimento tradizionale di molte regioni d’Italia, in particolare della cucina romana, toscana e milanese, e viene tagliata a strisce e cotta in modi diversi. È consumata fin dall’antichità: i greci la cucinavano sulla brace, i romani la usavano per preparare salsicce.

Oltre allo stomaco dei ruminanti viene usato anche quello del maiale, il cosiddetto trippino, e più raramente, come in Abruzzo, la trippa dell’agnello.

Informazioni generali

Lo stomaco del bovino

Parti dello stomaco del bovinoL’apparato digerente del bovino è costituito da quattro cavità distinte: tre prestomaci — rumine, reticolo e omaso — e uno stomaco vero e proprio, l’abomaso. Hanno spessore, consistenza e aspetto diversi, e da ciascuna si ricava un taglio con caratteristiche proprie.

Le quattro parti a confronto

Parte anatomica Nomi commerciali Caratteristiche
Rumine Croce, Ciapa, Larga, Panzone La più spessa e grassa; circa l’80 % dello stomaco
Reticolo Cuffia, Beretta, Nido d’ape Aspetto spugnoso e alveolato, spessore medio
Omaso Foiolo, Centopelli, Libretto, Millefogli La parte più magra, struttura lamellare, colore bianco
Abomaso Lampredotto, Caglio, Frezza, Quaglietto Colore bruno, più grassa, aspetto a nastri arricciati

Rumine o Croce

Rumine o croceDetto anche Ciapa, Croce, Larga, Panzone, è la parte più spessa e più grassa della trippa, rappresenta circa l’ottanta per cento di tutto lo stomaco bovino ed è preposto a contenere il cibo ingerito.

Reticolo o Cuffia

Reticolo, cuffiaDetto anche Beretta, Cuffia, Nido d’ape, ha un aspetto spugnoso e la sua forma ricorda una cuffia.

Omaso o Foiolo

FoioloDetto anche Centupezzi, Foiolo, Libretto, Millefogli, Centopelli, è la parte più magra della trippa e si presenta con una caratteristica struttura lamellare, con innumerevoli pieghe di colore bianco che ricordano le pagine di un libro aperto.

Abomaso o Lampredotto

LampredottoDetto anche Caglio, Francese, Frezza, Lampredotto, Quaglietto, Ricciolotta, è l’unica cavità equivalente allo stomaco vero e proprio, quello più vicino all’intestino: la parte più scura della trippa, di colore marrone e piuttosto grassa, che richiama alla mente dei nastri arricciati.

Informazioni culinarie

Come si usa in cucina

Viene consumata specialmente nei mesi più freddi. La trippa è un taglio da cottura lunga: richiede da una a due ore di stufatura perché il collagene si trasformi in gelatina e la consistenza diventi morbida. Si taglia a strisce sottili e si cuoce in umido, quasi sempre con pomodoro, aromi e brodo.

Ricette famose con la trippa

L’uso della trippa in cucina è molto diffuso in Italia, tanto che ogni regione ha una propria ricetta tradizionale. Tra le più famose:

  • trippa di Moncalieri, salume della gastronomia piemontese
  • trippa alla fiorentina, al tegame, accompagnata da salsa di pomodori e altre verdure
  • trippa alla romana, con pomodoro, mentuccia e pecorino
  • lampredotto, usato dai trippai fiorentini per il tradizionale panino con salsa verde
  • busecca, trippa alla milanese

Come riconoscerla all’acquisto

Solitamente in macelleria si trova la trippa già pulita e sbianchita, cioè parzialmente lessata. Il colore è l’indicatore da guardare, e va letto al contrario dell’istinto.

La trippa bianchissima ha subito una prelessatura molto lunga e trattamenti di sbiancamento: l’aspetto è più invitante, ma il sapore ne esce impoverito. Va preferita la trippa grigia o scura, sottoposta a un giusto lavaggio e a una leggera scottatura, che conserva le qualità organolettiche. L’odore deve essere neutro e la superficie non deve presentare patina viscida.

Come si pulisce e si prepara

Il prodotto acquistato sbianchito richiede solo un risciacquo abbondante in acqua fredda corrente. Alcune preparazioni prevedono una bollitura preliminare di 20-30 minuti in acqua acidulata con limone o aceto, che attenua l’odore caratteristico. Si taglia poi a strisce di circa mezzo centimetro, nel senso della lunghezza.

Quantità per persona

La trippa non ha scarto, ma in cottura tende a ridursi in modo sensibile: quando la si acquista si può considerarne circa 250 g a persona.

Come si conserva

Cruda si conserva in frigorifero per un massimo di due giorni, nella parte più fredda. Una volta cotta si mantiene in frigorifero per tre giorni e si congela bene: a differenza di molti altri tagli, la trippa cotta non peggiora dopo il congelamento.

Informazioni geografiche

La trippa non è legata a una denominazione DOP o IGP, ma compare in numerose ricette regionali codificate. La trippa di Moncalieri, in Piemonte, è iscritta nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del MASAF ed è l’unico caso italiano in cui la trippa viene lavorata come salume, cotta e insaccata.

Il consumo è storicamente concentrato nelle città con una forte tradizione di macellazione: Roma, Firenze, Milano, Torino, Napoli.

Informazioni nutrizionali

Valori nutrizionali

Valori per 100 g di prodotto crudo. La parte edibile è pari al 100 %.

Nutriente Valore per 100 g
Energia 108 kcal (453 kJ)
Acqua 72,0 g
Proteine 15,8 g
Lipidi 5,0 g
Carboidrati disponibili 0 g
Sodio 107 mg
Potassio 18 mg
Calcio 8 mg
Fosforo 50 mg
Ferro 4 mg
Tiamina 0,14 mg
Riboflavina 0,18 mg
Niacina 1,60 mg

Fonte: CREA — Tabelle di composizione degli alimenti, codice alimento 115800 (Trippa di bovini).

Apporto di nutrienti

Il dato che distingue la trippa dagli altri tagli è il contenuto di ferro: 4 mg per 100 g, superiore a quello della maggior parte delle carni muscolari. Il ferro contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina e al normale metabolismo energetico.

L’apporto proteico è di 15,8 g per 100 g e quello lipidico di 5,0 g. I valori si riferiscono al prodotto crudo: la lunga cottura in umido e i grassi di condimento modificano in modo rilevante il profilo del piatto finito. Il contenuto di sodio, 107 mg per 100 g, è più alto di quello dei tagli muscolari e va considerato insieme al sale aggiunto in cottura.

Informazioni culturali

Modi di dire

Nun c’è trippa pe’ li gatti

Famoso modo di dire romano coniato verso i primi del ’900 dal primo cittadino dell’epoca Ernesto Nathan, allorché si accingeva a eliminare dal bilancio delle spese di Roma una voce destinata al mantenimento di una colonia di felini randagi.

Busecca a Milano

A Milano la trippa viene chiamata busecca. È considerata talmente emblematica che l’epiteto busecconi, cioè mangia-trippa, è divenuto una denominazione scherzosa dei milanesi stessi.

Nei dialetti italiani

Regione Voce
Campania carnacotta
Emilia Romagna busèca
Lombardia foioeu
Piemonte buseca

Nelle altre lingue

Lingua Voce
Inglese tripe
Francese tripes
Spagnolo callos
Tedesco Kutteln

Domande frequenti

Che differenza c’è tra croce, cuffia, foiolo e lampredotto?

Sono le quattro parti dello stomaco bovino. La croce (rumine) è la più spessa e grassa; la cuffia (reticolo) ha aspetto alveolato; il foiolo (omaso) è la parte più magra, a struttura lamellare; il lampredotto (abomaso) è il più scuro e saporito. Le prime tre sono le più diffuse in macelleria, il lampredotto è tipico di Firenze.

La trippa che si compra è già cotta?

Quasi sempre è sbianchita, cioè parzialmente lessata: non è pronta al consumo e richiede comunque una cottura in umido di una o due ore. La trippa venduta completamente cruda è rara e va prima lessata a lungo.

Quante calorie e quante proteine ha la trippa?

Secondo il CREA, 100 g di trippa di bovini cruda apportano 108 kcal, con 15,8 g di proteine e 5,0 g di lipidi. Il valore si riferisce al prodotto crudo: condimenti e grassi di cottura incidono in modo significativo sul totale del piatto.

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