Kishk (kechek): la ricetta libanese di yogurt e bulgur fermentati

Kishk (kechek): la ricetta libanese di yogurt e bulgur fermentati

Il kishk, trascritto anche kechek, keshek o kashk, è una polvere di bulgur e yogurt fermentati ed essiccati al sole. Si prepara a fine estate nelle zone rurali del Libano e della Siria, e serve come scorta per l’inverno. Ha un sapore acidulo e sapido, a metà tra un formaggio stagionato e il pane a lievitazione naturale. Si usa per la zuppa shorbat kishk e per il condimento delle manaqish bi kishk, le focaccine del mattino.

Ingredienti

Per il kishk (circa 350 g di polvere):

  • 250 g di bulgur grosso
  • 1 kg di yogurt intero bianco naturale, senza addensanti
  • 12 g di sale fino

Per il condimento delle manaqish (per 4 focaccine):

  • 4 cucchiai di kishk in polvere
  • 1 pomodoro maturo
  • ½ cipolla piccola
  • 1 cucchiaio di semi di sesamo
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 pizzico di peperoncino in polvere (facoltativo)

Procedimento

  1. Avvio (giorno 1). Sciacqua il bulgur in un colino e scolalo bene. In una ciotola di vetro o ceramica mescola il bulgur con 500 g di yogurt e il sale. Copri con un telo di cotone pulito, non con la pellicola: il composto deve respirare. Lascialo a temperatura ambiente, lontano dalla luce diretta.
  2. Fermentazione (giorni 2-7). Ogni giorno mescola con un cucchiaio pulito e aggiungi 100 g circa del resto dello yogurt, finché non lo hai usato tutto. Il bulgur si gonfia e assorbe il liquido. Il composto è pronto quando ha un odore acido netto, simile a quello del formaggio fresco, e la consistenza di un impasto denso. A 22-25 °C servono in genere da cinque a sette giorni, con temperature più basse anche nove.
  3. Prima asciugatura. Distribuisci il composto su teglie foderate di carta forno, a cucchiaiate o in uno strato di un centimetro al massimo. Lascialo asciugare all’aria per un giorno, finché la superficie non fa la pelle.
  4. Sbriciolatura. Spezza il composto con le dita in briciole grossolane, strofinandolo tra i palmi come si fa per un crumble.
  5. Essiccazione. Essicca le briciole al sole sotto una zanzariera, come vuole la tradizione, oppure in forno ventilato a 50 °C con lo sportello socchiuso, o in essiccatore. Gira ogni tanto. Servono dalle 8 alle 12 ore in forno, qualche giorno al sole. Le briciole sono pronte quando sono dure e si spezzano senza piegarsi.
  6. Macinatura. Macina le briciole nel mixer a impulsi e passale al setaccio. Quello che resta nel setaccio si rimacina.
  7. Il condimento. Trita finemente cipolla e pomodoro, mescolali con il kishk, l’olio, il sesamo e il peperoncino. Riposa 10 minuti: il kishk assorbe i liquidi delle verdure e diventa una crema spalmabile.
  8. Le manaqish. Stendi su dischi di pasta da pane il condimento e inforna a 230 °C per 8-10 minuti, finché i bordi non risultano dorati.

Consigli

Il cereale giusto. Nella ricetta libanese si usa il bulgur, cioè frumento duro bollito, essiccato e spezzato, ed è lui a dare la consistenza granulosa tipica. Puoi preparare una variante senza glutine con grano saraceno decorticato: sciacqualo, sbollentalo 5 minuti e scolalo bene prima di unirlo allo yogurt. Il sapore cambia, più terroso e meno acido. È un adattamento, non la ricetta originale.

Kishk e kashk non sono la stessa cosa. Il kashk persiano usato in Iran, per esempio nel kashk-e bademjan con le melanzane, è un latticino senza cereali, ottenuto dal siero o dallo yogurt essiccati. Nelle ricette mediorientali verifica sempre quale dei due è richiesto.

Lo yogurt. Scegli uno yogurt intero con fermenti vivi e senza amidi, gelatine o addensanti, che ostacolano la fermentazione. Nelle campagne libanesi si usa spesso yogurt di capra, che dà un kishk più deciso.

L’igiene. Lavora sempre con utensili puliti e asciutti. Una patina bianca e uniforme in superficie durante la fermentazione è normale, e si incorpora mescolando. Se invece compaiono muffe colorate (verdi, nere, rosa) o odori putridi anziché acidi, il composto va buttato.

Conservazione. Il kishk ben secco si conserva per diversi mesi in un barattolo di vetro chiuso, al buio e al fresco. Se si forma umidità nel barattolo, ripassa la polvere in forno a 50 °C per un’ora.

Altri usi. Con due cucchiai di kishk sciolti in un litro di brodo, un soffritto di cipolla e aglio e qualche pezzetto di carne secca o di patata ottieni la shorbat kishk, la zuppa invernale libanese. Il kishk si può anche spolverare su uova strapazzate o su una semplice insalata di pomodori, come se fosse un formaggio grattugiato. Per altri prodotti fermentati, leggi la rassegna dei cibi fermentati da provare.

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