
| Descrizione | La bottarga, anche detta caviale del mediterraneo , è un alimento costituito dalle uova di pesce salate ed essicate.
Quelle più pregiate si producono con le uova di cefalo muggine, ma si possono anche produrre con le uova di tonno. Il sapore della bottarga di muggine è amarognolo e spiccatamente salato, ricorda vagamente quello delle mandorle, il suo colore ambrato. E' il Mugil cephalus, detto anche cefalo Volpino l'unica specie dotata di un involucro per le uova abbastanza resistente allo sfregamento con il sale. |
| Origine | E' un alimento tradizionale della Sardegna, in particolare della zona di Cabras (foto accanto) , in provincia di Oristano. In questa zona che abbonda di muggini, le sacche ovariche vengono lavorate subito dopo la pesca e salate con metodo artigianale, ottenendo un prodotto di qualità superiore rispetto agli altri sul mercato. Alghero, Carloforte, Sant'Antioco, San Teodoro, Cabras, Porto Pino, Cagliari e Tortolì sono i maggiori centri di produzione. Piccole aziende si trovano anche in Toscana, in Calabria, in Provenza, Turchia e Tunisia. La bottarga è una specialità tipica anche della Sicilia (la bottarga di tonno di Favignana è presidio slow food). Si produce la bottarga anche in altri paesi dell' Europa, in Giappone e sulle coste del Mediterraneo, dell'Atlantico e del Pacifico, ma è solo quella sarda ad essere la qualità più pregiata. |
Stagionalità |
Tra la fine dell'estate e gli inizi dell'autunno i pescatori vanno per mare in cerca di cefali. Pescano solo le femmine più grosse e dalla caratteristica palpebra adiposa. Ne incidono il ventre per estrarne le sacche cariche di uova: inizia così la preparazione della bottarga di muggine. (vedi le differenze con bottarga di tonno) |
| Lavorazione | Per ottenere la bottarga di muggine o di tonno viene estratta dal pesce femmina la sacca ovarica facendo molta attenzione a non romperla. Dopo essere stata lavata per eliminare tutte le impurità viene sottoposta a salatura, con sale marino, adagiando le uova su una tavola di legno stagionato, fino a farle diventare interamente bianche. Poi viene deposta sopra le bottarghe un'altra tavola di legno stagionato per la pressatura, e sopra questa dei sassi, pesanti abbastanza da comprimere le sacche e permettere al sale di essere assorbito interamente, un periodo che varia dai 10 ai 15 giorni, a seconda della grandezza. Fatto questo vengono fatte asciugare all’aria per qualche giorno e stagionare in un luogo asciutto e ventilato per almeno 60-90 giorni, e dopo essere state risciacquate del sale in eccesso, le sacche asciugheranno e prenderanno il loro caratteristico colore ambrato carico, tendente al rosso, ed il loro profumo delicato di mare e sale. |
| Uso in cucina |
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| Suggerimenti | Nella tradizione cagliaritana si usa condire la pasta con la bottarga grattugiata e un'aggiunta di zafferano. |
| Qualità e varietà | Le tipologie più note sono: la bottarga di muggine e di tonno. Vediamo le differenze:
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| In commercio |
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| Reperibilità | Si trova tutto l'anno. |
| Conservazione | La bottarga si può conservare anche per diversi mesi avvolgendola in fogli di alluminio, ponendola in frigorifero nella parte meno fredda. Un consiglio per evitare che perda di sapore: mettetela sott'olio in un barattolo che si terrà in frigorifero per 20 giorni. Dopo questo periodo si consuma la bottarga, mentre l'olio filtrato si può utilizzare, conservandolo in frigorifero, ancora per diversi mesi. (tratto da: buonissimo.org) |
| Costo | Medio. |
| Calorie | 100 gr di bottarga di muggine apportano circa 127 Kcalorie |
| Proprietà nutrizionali | E' ricca di Omega 3, elementi preziosi per la riduzione del rischio di infarto, di mortalità cardiovascolare, con influssi positivi sul sistema neurologico. Aiutano a ridurre gli stati infiammatorii dell'organismo. |
| Celiachia | - |
| Storia | La tecnica di preparazione della bottarga è nota sin dall’antichità, spesso come attività secondaria di pescatori di tonno e muggine. Reperti storici in tal senso risalgono sin dal periodo egizio. La diffusione nell'area mediterranea è avvenuta da parte degli arabi. Tradizionalmente costituiva il pasto dei pescatori che trascorrevano la giornata in mare. |
| Il nome | Il nome bottarga risale dal termine arabo butarih, che significa pesce salato o affumicato. In dialetto sardo si dice: butàriga, o bottariga. |
| Abbinamento col vino | Si abbina bene con una Vernaccia di Oristano o anche un Vermentino. (Vedi Tutto sul Vino) |
| Curiositò | Date le caratteristiche del muggine, pesce abituato a "ruminare" nei sedimenti dei bassi fondali sottocosta (ma soprattutto grande amante degli scarichi fognari!), per avere una bottarga di buona qualità è essenziale che il pescato provenga da un ambiente libero da inquinamento: ecco perché, nonostante l'ottima qualità media di tutta la Bottarga prodotta, i veri intenditori pretendono sempre la "vera" Bottarga Sarda, ottenuta da uova pescate in Sardegna. |
| Sagre e feste |
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| Può interessarti | Il sito www.bottarga.it |
LIBRI CONSIGLIATI |
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Cedroni Moreno, 2001, Bibliotheca Culinaria Lo trovi su IBS. Può interessarti tutto su: "Chef: Moreno Cedroni" |
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Fuori dal guscioBarbieri Bruno, 2008, Bibliotheca Culinaria. Lo trovi su IBS. "Chef: Bruno Barbieri" |
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"A tutto tonno"Carmelo Chiaramonte, 2006, Bibliotheca Culinaria Lo trovi su IBS. Sono tre i capitoli principali: uno dedicato ai tagli nobili del tonno, l’altro alla famiglia biologica degli sgombridi (con tanto di disegni per riconoscere le differenze tra tonnacchi, tonnetti, allitterati, tambarelli e alalunghe o tonni bonita) e il terzo capitolo che racchiude tagli di scarto di bontà rara e interiora e salatume di questo vero Re del Mediterraneo, e tante ricette. Può interessarti tutto su: "Chef: Carmel Chiaramonte" |
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