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Uva

Uva (in generale)

L’uva è il frutto della vite (Vitis vinifera). L'uva viene utilizzata soprattutto per la produzione del vino, e si parla in questo caso di uva da vino, ma anche per il consumo alimentare come frutta, sia fresca (uva da tavola), sia secca (uva passa, utilizzata in cucina e, nella preparazione dei dolci); infine dall'uva si estrae il succo d’uva (bevanda, non alcolica), e dai semi si estrae l'olio di vinaccioli. Ha inoltre tante proprietà; gli acini ridotti in purè applicati su viso e collo hanno potere astringente e rivitalizzante per la pelle ed è utile alla guarigione dell' Herpes sulle labbra.

Vedi anche il video "La raccolta dell'uva e la produzione del vino".

Vedi la video ricetta "CROSTATA con crema di limone e marmellata di fragole".

Vedi anche "Tutto sul vino" (bottiglie, tappi, bicchieri, etichetta, classificazioni, abbinamenti, vino e salute), "Vini Italia" e "Vini esteri".

Descrizione Com'è fatto un grappolo d'uva Uva disegno

L’uva è il frutto della vite (Vitis vinifera). Si presenta sotto forma di grappolo, composto da un graspo (o "raspo") e da, numerosi acini (più propriamente bacche), di piccola taglia e di colore chiaro (giallo, giallo dorato o verde), nel caso dell'uva bianca, o di colore scuro (rosa, viola o, nero), nel caso dell'uva, nera. L'acino è a sua volta costituito all'esterno dalla buccia, all'interno dalla polpa e dai semi (vinaccioli).
Generalmente, le uve senza semi sono meno dolci di quelle con i semi.
Utilizzo principale Oltre all'importanza per la produzione del vino, anche il consumo di uva da tavola è importante per l'alimentazione umana, soprattutto grazie alla presenza di zuccheri solubili in percentuali elevate (attorno al 18%).
Altri utilizzi L'uva può essere utilizzata per altri scopi; uva essicata (uva passa o uvetta, o uva sultanina) o per la produzione del mosto, o per dolci, marmellate e sorbetti. Utilizzo poco comune dell'uva è quello di centrifugarla; è bene centrifugare solo l'uva rossa che permette anche di ottenere i cappelli alla "Caparezza".
La pianta
Le due specie di vite più importanti per la produzione di uva sono: la Vitis vinifera (vedi disegno), Viteoriginaria dell'Europa, dalla quale derivano tutti i vitigni destinati alla produzione di uva da vino e di uva da tavola la Vitis labrusca, originaria dell'America del nord, destinata principalmente alla produzione di uva da tavola e marginalmente per la produzione di vino.
La vite appartiene alla famiglia delle Vitacee, vive fino a 600 metri s.l.m. e predilige un clima asciutto e ben esposto al sole. La pianta della vite, vive in media 40-50 anni. I fiori sono piccoli e verdastri, raccolti in infiorescenze, detti recemi. Il frutto della vite è l’uva, o meglio sono gli acini riuniti tra loro nel grappolo (vedi disegno).
Varietà Una distinzione importante è tra uve da tavola e uve da vino: le prime hanno buccia sottile, polpa compatta e pochi semi; le seconde, dalle quali si produce il vino, hanno polpa più succosa e tenera.

L'Italia è il primo produttore al mondo di uva da tavola.
Le due regioni in cui viene prodotta la maggioranza di uva da tavola italiana sono Puglia (65%) e Sicilia (25%).
Tra le principali varietà di uva bianca da tavola:
- Italia
(prodotta da un incrocio di uve Bicane e Moscato d'Amburgo; una delle più apprezzate, con grappoli grandi e consistenti, di colore giallo dorato, con un delicato sapore di moscato),
- Vittoria

- Regina ( (una delle più antiche e diffuse, di provenienza probabilmente siriana, introdotta in Italia dagli antichi romani).
Tra le varietà di uve rosse da tavola:
Red Globe e Rosada.

L'uva spina (anche detta uva marina, uva spinella, uva dei frati, uva ursina) è una varietà di ribes con acini di colore giallo o verde pallido, dal sapore acidulo.
Origine La Vitis Vinifera, o uva "europea", venne coltivata per la prima volta 8000 anni fa in Asia, nelle terre comprese tra il Mar, nero, il Mar Caspio e l'Iran settentrionale.
Esistono anche due specie di orgine americana, la Vitis labrusca e la Vitis rutundita, la prima fu scoperta dai vichinghi e coltivata dai coloni britannici, nel diciannovesimo secolo, ed è quella maggiormente coltivata tutt'ora oltreoceano.
Stagionalità La stagione migliore dell'uva è la tarda estate e l'autunno. Nelle altre stagioni si può trovare uva di importazione, quella che arriva da paesi come California e Cile.
Reperibilità Facile in stagione.
Come scegliere Essendo la buccia degli acini d'uva molto sottile, i grappoli risultano molto delicati. Non andrebbero mai conservati in casse troppo fonde e al massimo con due strati di grappoli separati tra loro da un apposito tessuto, o conservati in scatole di plastica perforate. I grappoli sono raccolti maturi, poichè dopo la raccolta, non maturano ulteriormente, quindi, non si corre quasi mai il rischio di acquistare grappoli acerbi. Il colore ne indica lo stato di maturazione: gli acini di uva bianca devono tendere al giallo e quelli di uva nera devono avere un colore molto scuro, tendente al nero. Gli acini devono essere saldamente attaccati al grappolo e il gambo deve essere flessibile. Il tipico strato di polverina che avvolge ogni acino è un importante segnale della freschezza del frutto, poichè tende a scomparire con il tempo anche a causa dei "passaggi di mano".
Calorie Per 94 gr di parte edibile si hanno 61 Kcal e 255 Kjoule.
Proprietà
e valori nutrizionali
Vedi libro: "Disintossicarsi con la cura dell'uva".
L'uva contiene poca vitamina C, quantità minime di proteine e grassi, è ricca di potassio e povera di sodio.
Indicata per: anemia, affaticamento, uricemia e gotta, artrite, vene varicose, iperazotemia, stitichezza atonica, malattie della pelle. Ha proprietà antiossidanti, e anticancro, dovute soprattutto al contenuto di polifenoli e di resveratrolo, presente nella buccia dell'uva nera: ha inoltre proprietà antivirali, grazie all'acido tannico e fenolo, in grado di contrastare il virus dell'herpes simplex (applicazioni di succo d'uva o di mosto sulle labbra affette da herpes ne velocizzano la guarigione).
Gli acini ridotti in purè, applicati sulla pelle di viso e collo, hanno un'azione astringente e rivitalizzante.

L'uva ha un potere saziante piuttosto basso, infatti mangiando un chilo di uva (circa un grosso grappolo), si assumono ben 600 kcal! Per questi motivi, è bene valutare se inserire questo frutto in un piano alimentare ipocalorico. In tal caso è preferibile consumare l'uva insieme ad altri frutti, in una macedonia, per innalzare l'indice di sazietà.

E' consigliabile mangiare i semi contenuti, nell'uva; infatti, nei semi dell'uva sono contenuti degli acidi che possono combattere alcune malattie tumorali; inoltre mangiando il chicco senza sbucciarlo possiamo ottenere le vitamine A e K; la buccia contiene gran parte delle sostanze aromatiche, le sostanze coloranti e i tannini. Centrifugando l'uva si ottiene il 'succo d'uva'. Il succo d'uva, se bevuto, non fermentato, ha le stesse peculiarità del latte materno.
L'uva sultanina , come del resto tutta la frutta secca, è ricca di Omega 3 (contenuti anche, nel pesce).
Quando dare l'uva ai bambini Nei primi anni di vita può essere data ai bambini, purchè priva di buccia e semi, prefribilmente dopo il primo anno di età.
Per i bambini è consigliabile consumare l'uva fragolina che non è soggetta ai pesticidi in quanto si difende in modo spontaneo dai parassiti. Anche quest'uva è ricca di Omega
Controindicazioni Per gli amanti delle diete: la cosiddetta cura dell'uva (ampeloterapia), che consiste nella progressiva riduzione di tutti gli altri alimenti fino ad arrivare a mangiare solo uva (anche due chili al giorno), non può essere protratta oltre il limite fissato dal dietologo; inoltre, il consumo di quantità così elevate di questo frutto può causare problemi ad alcuni soggetti.

Chi soffre di disturbi digestivi, dovrebbe mangiare gli acini d'uva senza buccia e senza semi.
Celiachia Non contiene glutine.
(Dato fornito da AIC: Associazione italiana Celiachia)
Conservazione Una volta acquistata, bisogna asportare gli acini marci e riporre i grappoli in frigorifero all'interno di una scatola di plastica perforata. In questo modo si conserverà anche per una settimana. L'uva va lavata solo prima di essere consumata.
Cenni storici La vite è una pianta antichissima, presente sul nostro pianeta da milioni di anni. La storia dell’uva inizia in Oriente, circa 5000 anni fa.
La Bibbia (nel libro della Genesi) racconta di Noè, che dopo il diluvio universale, attraccò a terra, piantò una vite e si ubriacò del suo vino.
Anche gli Egiziani coltivarono la vite, come testimoniano affreschi e geroglifici, in cui i faraoni producono vino.
I vini egiziani dovevano essere rossi, dato che le uve raffigurate sono, nere, tipiche dei climi temperati. Il vino veniva conservato in anfore dal collo stretto, solitamente a due manici, chiuse da un tappo d'argilla.
Con l’emergere di altre civiltà, la viticoltura e la vinificazione si affermarono anche in Europa, lungo le coste del Mediterraneo, grazie ai Fenici e, soprattutto ai Greci. In particolare, nell’Odissea, Omero racconta della furbizia di Ulisse che sfuggì al ciclope Polifemo, facendolo ubriacare con un bicchiere di vino puro.
Bacco di CaravaggioI Greci veneravano Dioniso (Bacco), il dio del vino (vedi a lato quadro del Caravaggio).
Furono proprio i Greci ad esportare la produzione della vite in Italia, in cui era conosciuta solo la qualità selvatica.
La produzione del vino si diffuse così tanto che la nostra penisola fu chiamata Enotria (terra del vino).
In Sicilia nel 2000 a.C. fu introdotto dai Fenici; in Calabria, fu costruito un vero enodotto.
Nell’area padana e in Veneto, sono state portate alla luce le situle, ossia bicchieri di terracotta che servivano da vasi vinari.
L’importanza del vino e la sua produzione, continuò anche, nei secoli del Medioevo. Erano i monaci Benedettini i maggiori produttori e comnsumatori di vino. Il vino, diventa simbolo religioso che si trasforma in sangue di Cristo.
Curiosità Se sogni l'uva eccone il significato e il numero della cabala. Uva, nera: sensi di colpa, numeri della cabala 27. Uva bianca: innocenza, numeri della cabala 20. Uva acerba: pettegolezzi che ti fanno stare male, numeri della cabala 43. Mangiare dell'uva: buona salute, numeri della cabala 58. Uva secca: dispiaceri in amore, numeri della cabala 52. Cogliere dell'uva: ricchezza, numeri della cabala 12. Buttare via dell'uva: amarezza, numeri della cabala 42. Uva passa: dolori, numeri della cabala 4/9. Schiacciare l'uva con i piedi: fecondità, numeri della cabala 40. Uva rossa: contraddizioni, numeri della cabala 15.
(Tratto da www.universonline.it).
Nei dialetti italiani Abruzzo: ùa, ùve. Basilicata: uva. Calabria: racina, racina, recina, recina, rocìna. Corsica: uva. Emilia Romagna: ovva, üa, üga. Friuli Venezia Giulia: ue, uve. Liguria: uga, Üga. Lombardia uva mostaia (arcaico):, negréra, oeua, ùga, uga, ügä. Molise: uva, uve. Piemonte: UGA, uva (Pieve Vergonte /Verbania). Puglia: ua. Sardegna: achina, axina, padassa, papassa. Sicilia: racina, racina, rracina. Umbria: uva piccola dolce e, nera: leàticu, uva pizzutèlla. Valle d'Aosta uva orsina: farnoula, resin. Veneto: ua, ua, ua, ua.
Da www.dialettando.com.
Sagre ed eventi Sagra dell'Uva del Mendrisiotto, Sagra dell'uva a Marino (Roma), Uva e Dintorni ad Avio (TN), Sagra dell'uva a Zagarolo (Roma), Sagra dell'Uva a Cupramontana (AN), Festa dell'uva e fiera del vino a Catanzaro, Festa dell'uva a Merano (BZ), Festa dell'Uva a Verla di Giovo in valle di Cembra (TN), Sagra dell'uva a Borgomanero (NO), Festa dell'Uva a Solopaca (BN), Festa dell'uva a Recoaro Terme (VC), La Festa dell'uva a Capoliveri (LI), Festa dell'Uva di Gattinara (VC), Sagra dell'Uva a Riccia (CB).
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