Aglio nero fatto in casa: come si prepara (e perché non è davvero fermentato)

Aglio nero fatto in casa: come si prepara (e perché non è davvero fermentato)

L’aglio nero è aglio comune lasciato per settimane a temperatura costante tra 60 e 75 °C in un ambiente umido. Gli spicchi diventano neri, morbidi come una gelatina di frutta e dolci, con note di liquirizia, prugna secca e aceto balsamico. Viene chiamato “fermentato”, ma il processo è soprattutto una lenta reazione di Maillard: non intervengono lieviti o batteri. In casa si prepara con un apparecchio che mantenga la temperatura a lungo, come uno slow cooker o un cuociriso con la funzione di mantenimento.

Ingredienti

Per 6 teste d’aglio nero:

  • 6 teste di aglio bianco fresco, sode, di media grandezza
  • carta da forno
  • carta d’alluminio

Attrezzatura:

  • slow cooker con funzione “warm”, oppure cuociriso con funzione “keep warm”
  • termometro da cucina, per verificare la temperatura reale
  • una piccola griglia o un sottopentola da inserire sul fondo

Procedimento

  1. Scegli e pulisci l’aglio. Usa teste intere, senza germogli e senza ammaccature. Elimina le radici e la pellicina esterna più sporca, ma lascia intatte le tuniche che avvolgono gli spicchi. Non lavare le teste: l’acqua residua favorirebbe le muffe.
  2. Controlla la temperatura. Accendi l’apparecchio vuoto in funzione di mantenimento per un’ora e misura con il termometro. La temperatura giusta è tra 60 e 75 °C. Molti slow cooker in posizione “warm” superano gli 80 °C: in quel caso l’aglio si brucia invece di scurirsi in modo uniforme.
  3. Avvolgi le teste. Avvolgi ogni testa prima in un foglio di carta forno e poi in uno strato di alluminio, ben chiuso. L’involucro trattiene l’umidità naturale dell’aglio, che serve al processo.
  4. Avvia. Disponi le teste sulla griglia, in modo che non tocchino il fondo, chiudi il coperchio e lascia in funzione di mantenimento. Scegli un locale ventilato, un balcone coperto o un garage: per i primi giorni l’odore d’aglio sarà molto intenso.
  5. Aspetta, senza aprire troppo. Lascia andare per due-tre settimane, aprendo un pacchetto solo ogni 4-5 giorni per controllare. Dopo una settimana gli spicchi sono bruni, dopo due quasi neri.
  6. Verifica la riuscita. L’aglio è pronto quando gli spicchi sono neri in tutto lo spessore, si schiacciano tra le dita come una pasta morbida e non hanno più l’odore pungente dell’aglio crudo. Se al centro restano chiari o duri, prosegui per qualche giorno.
  7. Asciuga. Scarta l’alluminio e la carta e lascia le teste all’aria, su una griglia, per 5-7 giorni in un luogo asciutto. La buccia si secca e gli spicchi si compattano, diventando più facili da sbucciare e da conservare.

Consigli

Perché “fermentato” è un nome improprio. Alle temperature del processo i microrganismi non lavorano. Il colore e il sapore nascono dalle reazioni tra zuccheri e aminoacidi dell’aglio, le stesse che fanno scurire la crosta del pane: approfondisci nella guida alla reazione di Maillard. Il termine “fermentato” è entrato nell’uso commerciale. Il prodotto non ha però nulla in comune con i veri cibi fermentati come kimchi o miso.

Non metterlo sott’olio crudo. L’aglio fresco conservato in olio a temperatura ambiente è uno dei rischi classici di botulino domestico. L’aglio nero finito è molto meno umido, ma per sicurezza tienilo comunque intero, nella sua buccia, e prepara le eventuali creme all’olio al momento.

Che aglio usare. Va bene il comune aglio bianco. L’aglio rosso e le varietà con spicchi grandi danno spicchi più carnosi. L’aglione della Valdichiana, con spicchi molto grandi, richiede qualche giorno in più.

Conservazione. In un barattolo chiuso, al fresco e al buio, l’aglio nero intero si conserva per alcuni mesi. In frigorifero dura più a lungo.

Come usarlo. Non sostituisce l’aglio crudo, ha un altro sapore:

  • schiacciato con burro morbido, per un burro aromatico su carne alla griglia, pesce e pane tostato;
  • frullato con olio extravergine e un goccio di aceto, come salsa per verdure arrostite;
  • a lamelle su risotti, pizze bianche, carpacci di manzo;
  • sciolto in maionese, vinaigrette o salse di soia.

Uno spicchio basta per un piatto: il sapore è concentrato.

Se compaiono macchie bianche o verdi pelose sugli spicchi o sulla carta, si tratta di muffa: butta le teste interessate. La causa più frequente è una temperatura troppo bassa o aglio lavato prima del processo.

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