Pasta alla picchio pacchio

Pasta alla picchio pacchio

La pasta a picchi pacchiu — italianizzata in picchio pacchio, e altrove abbreviata in pic pac — è un primo piatto della tradizione palermitana costruito su quattro ingredienti: pomodoro, aglio, basilico, olio. Il nome, di origine onomatopeica, richiama il rumore della salsa che sobbolle in padella e il gesto rapido con cui si schiacciano i pomodori.

È una preparazione di fine estate, nata quando i pomodori maturi abbondano e non serve altro per condire. La salsa cuoce pochi minuti a fiamma viva: quanto basta a far collassare la polpa senza ridurla, in modo che resti fresca e non diventi un sugo lungo. Con così pochi ingredienti non c’è margine per nasconderne uno mediocre, ed è per questo che la scelta del pomodoro conta più della tecnica.

Ingredienti per 4 persone

Procedimento

  1. Incidi i pomodori a croce sulla base, tuffali per 30 secondi in acqua bollente e passali subito in acqua e ghiaccio. La buccia si stacca da sola.
  2. Pelali, tagliali a metà, elimina gran parte dei semi e dell’acqua di vegetazione, poi spezzettali con le mani in pezzi irregolari. La polpa strappata trattiene meglio il condimento di quella tagliata al coltello.
  3. Metti sul fuoco l’acqua per la pasta e salala quando bolle.
  4. Schiaccia gli spicchi di aglio con il palmo, lasciandoli interi e con la camicia. Falli insaporire nell’olio freddo in una padella larga, portando il fuoco a medio: devono profumare e appena colorare, senza mai scurire. L’aglio bruciato rende amara tutta la salsa e non si recupera.
  5. Alza la fiamma, unisci il pomodoro e, se lo usi, il peperoncino affettato. Cuoci 8-10 minuti a fuoco vivace mescolando poco: la salsa è pronta quando la polpa si è sfaldata ma il fondo della padella è ancora umido e lucido, non asciutto.
  6. Regola di sale, elimina l’aglio e spegni. Aggiungi metà del basilico spezzato con le mani a fuoco spento, così l’olio essenziale non se ne va con il calore.
  7. Cala la pasta e scolala due minuti prima del tempo indicato, tenendo da parte un mestolo di acqua di cottura.
  8. Versa la pasta nella padella con la salsa, rimetti su fiamma alta e mantecala per due minuti, allungando con l’acqua di cottura se stringe troppo. L’amido dell’acqua è quello che lega il condimento alla pasta.
  9. Spegni, unisci il basilico rimasto e un filo di olio a crudo. Servi con il pecorino a parte.

Consigli

Se i pomodori freschi non sono al punto giusto — e fuori stagione non lo sono quasi mai — usa 600 g di pelati interi di buona qualità, scolati dal loro liquido e strizzati a mano. Il risultato è diverso ma onesto; quello che non funziona è la passata, che dà una salsa liscia e uniforme, l’opposto della consistenza che serve qui. Se vuoi lavorare di scorta, la passata di pomodoro fatta in casa e la salsa di pomodoro seguono altre regole e servono altri piatti.

Alcune versioni palermitane prevedono l’aglio tritato finemente e lasciato nella salsa, altre lo tolgono come qui: la prima è più decisa, la seconda più adatta se il piatto accompagna un secondo di pesce. Puoi anche saltare del tutto la sbucciatura e usare i pomodorini tagliati a metà, schiacciandoli in padella con il dorso di un cucchiaio — è la scorciatoia più praticata nelle cucine di casa.

Per una versione senza formaggio, sostituisci il pecorino con mollica atturrata: 60 g di pane raffermo grattugiato grossolanamente e tostato in padella con due cucchiai di olio finché non diventa ambrata. È la soluzione tradizionale siciliana e regge il confronto.

La salsa si prepara in anticipo e si conserva due giorni in frigorifero in un contenitore chiuso, ma va mantecata con la pasta al momento: riscaldata da sola perde la freschezza che la definisce.

Se ti interessa il repertorio siciliano dei primi di pomodoro, prosegui con i maccheroni alla Norma, la pasta alla Norma fredda e gli anelletti al forno alla siciliana. Per restare sul pomodoro crudo o appena scottato, il pomodoro cuore di bue è la varietà che rende meglio.

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