Vini della Valchiavenna e Valtellina

Vini della Valchiavenna e Valtellina

Zona di produzione, vitigni, storia dei vini tipici della Valtellina e Valchiavenna (SO).

Sforzato di Valtellina DOCG

La tecnica produttiva di questo vino è antica, con tracce certe risalenti al 1500. L’uva 100% nebbiolo subisce una “forzatura” (da qui il nome), cioè una sovramaturazione dei grappoli più sani e maturi selezionati prima della vendemmia all´interno della zona di Denominazione D’ Origine Valtellinese, manualmente distesi su graticci o in ceste badando di non rovinare la buccia degli acini, posti in locali ben aerati ed asciutti con notevoli escursioni termiche, dove subiscono una concentrazione dei succhi del tutto naturale, dimezzando di fatto la resa dell’uva fresca in vino. Questo periodo di circa 3 mesi porta allo sviluppo di sostanze aromatiche che caratterizzeranno il vino, il quale presenta colore rosso granato scuro con sentori di frutti maturi oltre che speziati ed evoluti. Il sapore è di grande morbidezza e carattere, dalle spiccate note di confettura. La gradazione di almeno 14 gradi lo rende un eccellente vino da meditazione, scaldato dalla mano in un ampio bicchiere, ma anche accompagnato ad un formaggio stagionato dai sapori intensi come il Bitto. Tratto da valchiavenna.com.

Valtellina Superiore DOCG

Il Valtellina Superiore, dal 1998 D.O.C.G., può avere in più anche la denominazione di una delle 5 sottozone riconosciute: Sassella, Grumello, Inferno, Valgella, Maroggia.

Se proveniente da annate di particolare qualità, con invecchiamento di almeno 36 mesi, può ricevere anche la qualifica di Riserva. I grappoli raccolti durante la vendemmia vengono pesati e controllati per qualità merceologica ed analitica dal Consorzio Tutela Vini di Valtellina, che elaborerà i dati acquisiti per organizzare ed indirizzare la produzione.

Previa analisi della qualità dei mosti provenienti da vinificazione separata se appartenenti ad una delle sottozone, i vini possono fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

L’affinamento si protrarrà per almeno 24 mesi, prima in botti di rovere e successivamente in bottiglia, posti in cantine con caratteristiche di umidità e temperatura ottimali e costanti durante tutto l’ anno.

L’ imbottigliamento dovrà tassativamente avvenire all’ interno dell’ area a Denominazione di Origine della Provincia di Sondrio. Questo vino, dal colore rosso rubino tendente al granato con riflessi aranciati, dal profumo molto fine di fiori e frutti rossi, con sapore asciutto, caldo e fondo piacevole di frutta di sottobosco, sarà ottimo per accompagnare piatti di carne rossa o selvaggina ed anche formaggi stagionati, servito a temperature attorno ai 18°C. (Descrizione dell’azienda vinicola PREVOSTINI e CROTASC).

Vertemate vino passito

“Vigne del Palazzo Vertemate”: così erano etichettate le bottiglie di vino prodotte dai coniugi Brianzi, proprietari del nobile Palazzo Vertemate Franchi (Chiavenna) all’inizio del XX secolo. Sotto il giardino delimitato da una balconata si estende oggi come allora il grande vigneto. Oggi il vigneto di Palazzo Vertemate Franchi è curato dall’ Azienda Mamete Prevostini; nel 2005 si sono ottenute le prime bottiglie di “Vertemate Vino Passito”, prodotto da uve Riesling e Traminer aromatico.

Tipico vino da dessert e meditazione si presenta con colore giallo intenso, profumo di pesca e albicocca secca con eleganti sfumature di miele e frutta esotica; al gusto è denso e dolce ma fragrante e minerale con retrogusto di frutta candita.

Vitigni impiegati

La viticoltura della valtellina valchiavenna non basa le sue scelte verso i classici vini internazionali ma basa la sua forza su di un vitigno nobile, difficile, capace di esprimere il valore della vigna e del vignaiolo.

I vitigni valtellinesi sono Pignola, Rossola, Brugnola e Nebbiolo.

Occorre rimarcare come il vitigno Chiavennasca risulti essere come origine un nebbiolo, acclimatatosi ottimamente in Valtellina dopo un certo tempo dalla sua introduzione: pertanto la Chiavennasca ha alle spalle tutta l’aristocraticità che la sua origine le concede, quale padre di una folta schiera di vini di classe e di fama quali il Barolo, il Barbaresco, il Gattinara. Gli altri tre vitigni locali citati concorrono, in quantità assai limitata, alla formazione dei vini tradizionali, siano essi comuni da pasto, che di gran qualità.

Nella storia

Non si può parlare della Provincia di Sondrio senza fare riferimento agli straordinari vini che in questa zona da secoli vengono prodotti. Già Virgilio nelle Georgiche fa riferimento alla “Retica vite” ed in seguito Leonardo da Vinci decanterà i “Vini potenti ed assai” della valle. Una delle caratteristiche più importanti è il ferreo legame tra territorio e viticoltura, mirabilmente testimoniato dagli arditi terrazzamenti su cui sono stati ricavati i vigneti con immane fatica ed impegno costante di generazioni di agricoltori, tanto da farla definire “Viticoltura eroica” ed entrare nel ristretto novero delle località tutelate dall´U.N.E.S.C.O. come patrimonio dell´umanità. Nel vino ritroviamo traccia evidente dei colori, profumi e sapori della terra, della roccia, del sole e del freddo delle montagne che conferiscono al suo vitigno, il nobile nebbiolo (conosciuto anche come “Chiavennasca”), un’impronta originale.

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