Ristorazione nell’era post Covid: cosa è cambiato e cosa cambierà

Sicurezza, food delivery, clientela locale, comunicazione e fiducia

Con il numero di dimessi che supera quello dei nuovi casi e il calo di positivi, persone in terapia intensiva e in isolamento domiciliare a causa del Coronavirus, l’Italia riparte e si trasforma per fare fronte a quello che sarà il mondo post pandemia. Come aveva previsto in un’intervista su Gambero Rosso Dario Laurenzi, consulente, docente ed esperto del settore Food&Beverage, “In futuro si parlerà di un’epoca pre-virus e di una post-virus”. E il settore della ristorazione non fa certo eccezione, anzi: tra le aree che più hanno sofferto delle limitazioni dovute al contenimento del Covid, gastronomia e alimentazione sono state in prima linea nel reinventarsi per adattarsi a questo nuovo contesto, e oggi si preparano ad assestarsi in quello che sarà il mondo della ristorazione nell’era post Covid.
Abbiamo quindi raccolto quelle che si sono affermate, e si stanno affermando, come le principali tendenze nel settore della ristorazione volte a fare fronte in modo efficace ed incisivo al nuovo contesto post pandemia.

Ristorazione post Covid
Cosa cambierà per i ristoratori nell'era post Covid

Parole d’ordine: sicurezza e igiene

Durante le riaperture post lockdown ci siamo dovuti abituare a nuove misure di sicurezza volte a limitare i contagi, e nel contesto della ristorazione queste sono state particolarmente importanti. La pulizia è naturalmente al primo posto: se cucina, sale e bagni devono sempre essere igienizzati, il periodo che stiamo vivendo rende questa pulizia ancora più imprescindibile. Inoltre, garantire la distanza di sicurezza, eventualmente diminuendo il numero di tavoli o facendosi aiutare da pannelli separatori, ad esempio in plexiglass, sarà fondamentale per garantire un luogo sicuro ai propri clienti. Tutta la ristorazione italiana si è adeguata a queste misure adattandole alle proprie necessità, ed è adesso fondamentale che queste soluzioni non vengano abbandonate prima del tempo ma, al contrario, che possano essere ulteriormente perfezionate, soprattutto in vista della stagione invernale.

Il boom del food delivery

L’emergenza da Coronavirus ha avvicinato al mondo del cibo da asporto anche chi prima non lo aveva mai neanche preso in considerazione: secondo il report dell’Osservatorio B2C di Netcomm la crescita del food delivery in Italia è stata infatti del 56% rispetto al 2018, per introiti da 566 milioni di euro. Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sembra che la maggior parte degli ordini a domicilio venga ancora gestito offline direttamente dai ristoratori, e solo una minoranza tramite le piattaforme digitali. La gestione diretta degli ordini da parte del ristoratore rappresenta anche un’occasione per consolidare una relazione diretta con il cliente e creare fidelizzazione, anche attraverso oggetti cartacei su cui stampare il logo del proprio ristorante: dai menù agli imballaggi, dai tovaglioli ai bicchieri di carta, è sufficiente usare un po´ di creatività e fantasia.

La clientela “del quartiere”

Sembra che a soffrire di più delle conseguenze della pandemia siano stati i locali specificamente indirizzati a turisti e viaggiatori per lavoro: anche dopo la fine della pandemia, le abitudini di viaggio, e in particolare quelle legate al lavoro, cambieranno drasticamente. Con lo sviluppo dello smart working e delle soluzioni digitali agli incontri lavorativi offline, i viaggi di lavoro sono infatti diminuiti in modo massiccio, creando un’abitudine che sembra persisterà anche dopo la pandemia. Per questo motivo, è sicuramente fondamentale per gli imprenditori nel settore della ristorazione riuscire a differenziare la propria clientela, rivolgendosi non solo a turisti e viaggiatori ma anche ai propri concittadini, per tornare a una clientela più “locale”.

Comunicazione e presenza online

Durante il lockdown ci siamo abituati a cercare tutte le informazioni relative a un ristorante esclusivamente online, tra recensioni Google, social media e sito web. Anche tornando a mangiare fuori, resterà l’abitudine di informarsi online su locali e ristoranti: per questo motivo, soprattutto per chi punta molto sulla delivery, è fondamentale essere presenti non solo offline, ma anche sul web. Le strategie di comunicazione del settore gastronomico devono allora aggiornarsi e non trascurare gli strumenti offerti dal mondo digitale, primi tra tutti un sito web curato e dei canali social interessanti e aggiornati. Questi rappresenteranno anche una risorsa in mano agli imprenditori del settore per mantenere un rapporto con la propria attuale clientela e creare un legame anche fuori dal proprio ristorante.

La fiducia del cliente

Un ristorante igienizzato e sicuro, la possibilità di ordinare a casa, una clientela locale e una comunicazione chiara, offline come online, sono tutti elementi fondamentali per ripartire nel migliore dei modi in un’Italia post pandemia, ma l’elemento che sarà cruciale nella ristorazione è quello della fiducia. A vincere la sfida imposta dal Coronavirus saranno infattii locali e i ristoranti che si mostreranno in grado di ricreare quel clima di tranquillità e piacevolezza che ognuno di noi vuole trovare in una colazione al bar la domenica mattina, in una cena romantica al ristorante o in un aperitivo con gli amici il venerdì sera. Per tutti i noi, non sarà facile tornare alla “vita di prima” sentendoci completamente sicuri e a nostro agio, ed è per questo che i ristoratori italiani dovranno saper “coccolare” i propri clienti, farli sentire a proprio agio e garantire un’esperienza sicura e senza preoccupazioni.

redazione Alimentipedia

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