Le bollicine

Le bollicine
Le bollicine. Champagne e spumante.
Bollicine: spumante e champagne

Le bollicine non sono tutte uguali, ne esistono infatti oggi sul mercato diverse. I buongustai di tutto il mondo considerano oggi il pasteggiare con le bollicine di qualità un piacere raffinato. Infatti, la fragrante morbidezza del vino esalta i sapori degli alimenti che accompagna, in un crescendo di sensazioni piacevoli e stimolanti. Vi sono ragioni sia psicologiche che fisiologiche che consigliano il consumo di spumante a tutto pasto: lo schiocco del tappo, l’esuberanza della spuma, la vivacità del perlage, la brillantezza dei toni paglierino predispongono già lo spirito alla convivialità ed al buon umore. Vedi anche Vini della Franciacorta e Prosecco della Valdobbiadene.

Informazioni generali

Champagne

Sono i soli i vini prodotti in territori situati a circa 150 km da Parigi possono fregiarsi del nome Champagne in etichetta. La produzione di questi vini viene fatta solamente con il metodo Champenoise.

Spumante

Gli spumanti italiani utilizzano la denominazione spumante, con l’eventuale aggiunta della scritta “fermentazione in bottiglia” o “metodo tradizionale” o “metodo tradizionale classico” in riferimento al sistema di lavorazione, che in questo caso è quello Champenoise. Vedi Le bollicine. I metodi. Il vino Spumante non richiede di riportare obbligatoriamente in etichetta il metodo seguito per la produzione, sia esso il metodo classico che quello charmat.
Molti vini italiani DOC possono essere spumanti. Lo spumante rappresenta la nostra alternativa italiana alle bollicine dello champagne. Oggi il vino spumante ricopre una larga fascia di mercato sia in Italia che all’estero.

Tipi di spumante

A seconda della loro amabilità, gli Spumanti vengono solitamente divisi in differenti categorie in funzione del residuo zuccherino presente nella bottiglia. Nel caso di Spumanti D.O.C., la legge consente al produttore di non menzionare in etichetta la categoria del vino (Extra Brut, Brut, ecc.) descrivendo semplicemente la quantità del residuo zuccherino. Il Pas Dosè è lo spumante più secco in assoluto, al quale non è stato aggiunto dopo la sboccatura lo sciroppo di dosaggio e la bottiglia è stata ricolmata con lo stesso prodotto.

Tipologia Residuo zuccherino (gr/lt)
EXTRA BRUT Tra 0 e 6
BRUT Inferiore a 15
EXTRA DRY Tra 12 e 20
DRY Tra 17 e 35
DOLCE Superiore a 50
PAS DOSE’

Senza aggiunta di zuccheri

Vitigni impiegati

Principalmente: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco per creare delle cuvèe. Ogni vitigno ha qualità, aromi e personalità proprie e distintive, dovute anche alla zona di provenienza: gli Chardonnay danno vini eleganti, con un bouquet che fonde armoniosamente note fruttate e floreali; il Pinot nero esprime forza, corpo e notevole struttura; il Pinot bianco è sapido, con una gradevole e vivace acidità.

Colore

I vitigni impiegati per la produzione di vini spumanti sono generalmente bianchi con l’aggiunta di Pinot Nero come unico vitigno rosso. Il motivo della scelta di quest’ultimo è in genere squisitamente tecnico, infatti il Pinot Nero è l’unico vitigno rosso che contiene tutte le sostanze coloranti nella buccia, per cui, attraverso una vinificazione adeguata (con la polpa subito allontanata dalle bucce), si ottiene un ‘bianco’ con le caratteristiche di corpo, struttura e longevità tipica dei rossi. I vitigni di bianchi principalmente usati sono i Pinot bianchi e grigi, i Trebbiani, i Moscati, i Prosecchi, i Riesling, le Malvasie, il Cortese.

L’unico vitigno rosso che viene vinificato frizzante in purezza è il Lambrusco.

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Informazioni geografiche

Le zone delle bollicine italiane

Piemonte

È da sempre una regione storica per il metodo classico, anche se acquistava le uve e i vini da altre zone come l’Oltrepo’ Pavese. Nella zona di Alba, soprattutto a Serralunga, si coltiva un Pinot Nero di grande struttura, così come nelle Langhe e nel Monferrato insieme al Chardonnay. Da poco si è istituita la DOC Alta Langa per il metodo classico piemontese ottenuto da uve coltivate sulle colline. Nella zona di Gavi viene anche usato il Cortese per ottenere spumanti metodo classico.

Lombardia

Vanta molti esempi di spumanti metodo classico, soprattutto in due zone: l’Oltrepo’ Pavese e la Franciacorta. L’Oltrepo’ Pavese è una zona che dalle sponde del Po si allunga nella provincia di Pavia e ha una lunga tradizione spumantistica. Oggi la produzione complessiva di metodo classico è di poco più di 600.000 bottiglie anche se una sola azienda ne ottiene circa 350.000. Sono operative due DOC “Oltrepo’ Pavese metodo classico” e “Oltrepo’ Pavese Pinot Nero metodo classico”.

Franciacorta

È delimitata dai mondi di Brescia e Iseo e dai fiumi Oglio e Mella e arriva fino alle pendici del monte Orfano. È stata la prima zona ad ottenere nel 1995 la DOCG e ad eliminare dalle proprie bottiglie la parola spumante. Nel Franciacorta DOCG l’uva più usata è la Chardonnay.

Veneto 

Sinonimo di Spumante è Prosecco di Valdobbiadene.

Trentino Alto Adige

Rappresenta un’importante zona produttiva di metodo classico e ogni anno si ottengono più di 5 milioni di bottiglie. L’uva più coltivata è lo Chardonnay. Il metodo classico prodotto in Trentino si chiama: “Trento DOC”, in questa zona non si può produrre spumante charmat a denominazione di origine.

Friuli Venezia Giulia

Molte DOC producono spumante senza distinguere il metodo utilizzato.

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Informazioni nutrizionali

Calorie. 95 calorie ogni 10 cl, mentre un spumante secco ha 70 calorie ogni 10 cl.

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Informazioni operative

Temperatura di servizio e bicchiere

Ci sono delle regole fondamentali che vanno rispettate per poter apprezzare pienamente uno spumante. Tra queste, vanno attentamente considerate la temperatura di servizio ed il bicchiere da utilizzare. Vedi Termometri da vino e Bicchieri.

  • La temperatura suggerita per degustare al meglio uno spumante è tra i 7 e i 10 C°. Il modo ideale per raffreddare una bottiglia è quello di utilizzare l’apposito secchiello dopo averlo riempito per metà con ghiaccio e per metà con acqua. Dopo circa 30/40 minuti il vino avrà raggiunto la temperatura ideale per essere apprezzato.
  • Se si utilizza il frigorifero, introdurre la bottiglia 24 ore prima di essere consumata. Sono assolutamente da evitare gli sbalzi improvvisi di temperatura perché ciò potrebbe danneggiare il vino.
  • Non raffreddare mai la bottiglia nel freezer.
  • Non far sostare a lungo la bottiglia nel frigorifero e conservare in luogo fresco e riparato dalla luce.
  • Il calice è il bicchiere più adatto per ottenere il massimo sviluppo del perlage ed apprezzare quindi tutte le caratteristiche del prodotto.

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Informazioni culturali

Cenni storici

La storia del vino spumantizzato non parte da Dom Pérignon e dalle campagne francesi della Champagne, ma da Londra. Gli inglesi furono i primi, intorno alla metà del seicento, ad usare tappi di sughero per imbottigliare il vino di importazione mentre i francesi utilizzavano ancora stracci permeabili imbevuti d’olio. Nel caso di inavvertite rifermentazioni in bottiglia, l’anidride carbonica, che non poteva fuoriuscire dai tappi in sughero, rimaneva sciolta nel vino e una volta che la bottiglia veniva stappata, si formava la schiuma. Dom Pérignon ha intuito l’importanza del fenomeno naturale che avveniva nelle bottiglie tappate dagli inglesi. I primi tentativi di fermentazione guidata avvennero nel 1700 nella Champagne, ma con scarso successo poiché la maggior parte delle bottiglie scoppiava, e questo problema durò finché gli inglesi non inventarono bottiglie di vetro più resistenti.

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Redazione Alimentipedia

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I vostri commenti

Sono entrato per conoscere alcuni termini e il loro significato operativo,e mi trovo in difficoltà.Per esempio:pas dosé,senza aggiunta di zucchero….perchè?
Millesimare ?Grazie

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