Zuppa di miso, il comfort food giapponese che racconta il mare

La zuppa di miso in Giappone è un rito quotidiano, una carezza calda che apre il pasto e rimette in equilibrio corpo e mente. Prepararla in casa significa avvicinarsi a una cucina essenziale, fatta di pochi ingredienti ma di grande profondità.
Ingredienti per 4 persone
- 1 litro di acqua
- 1 cucchiaio colmo di alga kombu essiccata
- 2 cucchiai di miso (bianco o rosso, secondo il gusto)
- 100 g di tofu morbido
- 2 cucchiai di alghe wakame essiccate
- 1 cipollotto fresco
Procedimento
Si comincia dall’acqua fredda, perché è da qui che si costruisce il sapore. Versa l’acqua in una pentola e aggiungi l’alga kombu. Lasciala in infusione per almeno 20–30 minuti: questo tempo di attesa è fondamentale per estrarre l’umami naturale dell’alga senza forzarla.
Metti la pentola sul fuoco medio e scalda lentamente. Appena prima che l’acqua arrivi a bollore, rimuovi la kombu: non deve mai bollire, altrimenti rilascerebbe note amare. Hai appena ottenuto il dashi, il brodo base della cucina giapponese, limpido e profumato.
Nel frattempo, metti le alghe wakame in una ciotola con acqua fredda. In pochi minuti si reidrateranno, aumentando di volume e tornando morbide come appena raccolte dal mare. Taglia il tofu a cubetti regolari e affetta finemente il cipollotto.
Ora abbassa il fuoco sotto la pentola: questo è il momento più delicato. Preleva un mestolo di brodo caldo e sciogli al suo interno il miso, aiutandoti con un cucchiaio. Solo quando è completamente sciolto, riversalo nella pentola. Il miso non deve mai bollire: il calore eccessivo ne comprometterebbe il sapore e le proprietà.
Aggiungi il tofu e le alghe wakame ben strizzate, lascia scaldare dolcemente per uno o due minuti, poi spegni il fuoco. Completa con il cipollotto fresco: il contrasto tra il brodo caldo e la nota verde finale è parte dell’equilibrio della zuppa.
Servi subito, ben calda, magari in ciotole semplici. La zuppa di miso non aspetta: va gustata nel momento esatto in cui è pronta, quando ogni ingrediente racconta ancora la sua storia.






