Cozze

Cozze

La cozza, o mitilo, è un mollusco bivalve della famiglia Mytilidae. Quella allevata e consumata in Italia è quasi sempre Mytilus galloprovincialis, il mitilo mediterraneo. Ha conchiglia allungata nero-violacea e si nutre filtrando l’acqua: è questa caratteristica a renderla insieme un prodotto economico, ricchissimo di minerali e soggetto a controlli sanitari severi. La resa è bassa: meno di un terzo del peso acquistato è parte edibile.

Informazioni generali

L’animale

CozzaLa conchiglia è formata da due valve uguali, di colore nero-violaceo con sfumature azzurre, a profilo allungato e appuntito verso l’umbone. L’animale si ancora al substrato con il bisso, un fascio di filamenti proteici che secerne da una ghiandola del piede: è quello che comunemente si chiama «barba» e che si elimina in fase di pulizia.

Cozza aperta

All’interno il corpo comprende il mantello, la parte carnosa che riveste le valve e il cui colore indica il sesso — arancione nelle femmine, biancastro nei maschi — e il muscolo adduttore, che tiene chiuse le valve e che il calore denatura, provocando l’apertura in cottura.

Come si allevano

La mitilicoltura italiana impiega due sistemi: gli impianti fissi in acque protette, tipici del Golfo di La Spezia e del Mar Piccolo di Taranto, e quelli long-line in mare aperto, sostenuti da filari galleggianti. I mitili crescono su reticelle tubolari, le reste, e raggiungono la taglia commerciale in 12-18 mesi.

La taglia minima per la commercializzazione è di 5 cm, fissata dal DPR 1639/1968.

I denti di cane e gli altri ospiti

Denti di cane sulle cozze

Sulle valve si insediano spesso altri organismi: i denti di cane (Balanus), piccoli cirripedi calcarei a forma di cono, e talvolta spugne o briozoi. Non sono un difetto né un segno di scarsa qualità: indicano semplicemente un allevamento in mare aperto e vanno raschiati via in fase di pulizia.

Informazioni culinarie

Come si usano in cucina

Come cucinare le cozze

La cottura di riferimento è l’apertura a fuoco vivo in padella coperta, con aglio e olio, per 4-5 minuti: le valve si schiudono e rilasciano la propria acqua, che è il fondo di quasi tutte le preparazioni successive. Quel liquido va filtrato con un colino a maglia fine per trattenere eventuali residui di sabbia.

Da lì derivano l’impepata, che aggiunge solo pepe nero e prezzemolo, le cozze gratinate, i sughi per la pasta, le zuppe e i risotti. La regola comune a tutte è non prolungare la cottura: oltre i pochi minuti necessari all’apertura, il mollusco si contrae e diventa gommoso.

Impepata di cozze

Cozze gratinate

Come riconoscerle all’acquisto

Le cozze si vendono vive, ed è questa la condizione da verificare.

  • Valve chiuse, oppure che si richiudono se battute leggermente su un piano. Una cozza che resta aperta è morta e va scartata.
  • Peso proporzionato alla taglia: un esemplare troppo leggero è vuoto, uno troppo pesante può essere pieno di fango.
  • Odore marino e pulito, mai acre.
  • Superficie umida e lucida, non secca.

L’etichetta sanitaria

È l’informazione che quasi nessuno controlla ed è la più importante. I molluschi bivalvi vivi devono essere accompagnati da un’etichetta sanitaria apposta sulla confezione, che riporta la specie, il numero di riconoscimento del centro di depurazione o spedizione, la data di confezionamento e la dicitura che devono essere vivi al momento dell’acquisto. L’obbligo discende dal Reg. (CE) 853/2004.

Poiché il mitilo è un organismo filtratore, concentra ciò che è presente nell’acqua, incluse biotossine algali e contaminanti microbiologici. Le zone di produzione sono classificate e monitorate dalle autorità sanitarie, e la depurazione è obbligatoria per i prodotti provenienti da acque non di categoria A. Le cozze prive di etichetta, o vendute sfuse fuori dai circuiti controllati, non offrono alcuna garanzia.

Come si puliscono

Come pulire le cozze

Si eliminano prima le incrostazioni raschiando le valve con un coltello o una paglietta metallica. Poi si strappa il bisso tirandolo con decisione verso l’estremità appuntita della conchiglia: l’operazione va fatta poco prima della cottura, perché la rimozione del bisso danneggia l’animale e ne accorcia la vita.

Segue un risciacquo abbondante in acqua fredda corrente. Non serve tenerle a bagno a lungo in acqua dolce, che le uccide.

Quanto acquistarne

La parte edibile è pari al 32 % del peso acquistato: la conchiglia costituisce la maggior parte del prodotto. Per ottenere circa 150 g di mollusco occorre partire da poco meno di 500 g di cozze con il guscio. Come piatto unico si calcolano indicativamente 500-700 g a persona.

Come si conservano

Vive, in frigorifero tra 0 e 4 °C, coperte da un panno umido e mai immerse in acqua né chiuse in un contenitore ermetico. Vanno consumate entro 24-48 ore dall’acquisto, e comunque entro la data indicata in etichetta. Una volta cotte e sgusciate si conservano un giorno in frigorifero.

Informazioni geografiche

La mitilicoltura italiana è concentrata in Puglia (Mar Piccolo e Mar Grande di Taranto), Emilia-Romagna e Veneto (delta del Po e Sacca di Goro), Liguria (Golfo di La Spezia), Campania e Sardegna (Olbia).

Alcune produzioni sono iscritte nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del MASAF, tra cui i muscoli spezzini e le cozze del Mar Piccolo. La zona FAO per il prodotto italiano è la 37.

Informazioni nutrizionali

Valori nutrizionali

Valori per 100 g di parte edibile, prodotto crudo. La parte edibile è pari al 32 % del prodotto acquistato.

Nutriente Valore per 100 g
Energia 84 kcal (351 kJ)
Acqua 82,1 g
Proteine 11,7 g
Lipidi 2,7 g
Colesterolo 32 mg
Carboidrati disponibili 3,4 g
Sodio 290 mg
Potassio 320 mg
Fosforo 236 mg
Calcio 88 mg
Magnesio 44 mg
Ferro 5,8 mg
Rame 1,2 mg
Zinco 2,2 mg
Selenio 49 µg
Vitamina A (retinolo equivalenti) 54 µg
EPA (C20:5) 15,63 % dei lipidi totali

Fonte: CREA — Tabelle di composizione degli alimenti, codice alimento 127120 (Cozza o mitilo). Il CREA riferisce la voce a Mytilus edulis; la specie allevata in Italia è prevalentemente Mytilus galloprovincialis, molto vicina per composizione.

Apporto di nutrienti

La cozza è tra i prodotti ittici più densi di minerali. Il ferro, 5,8 mg per 100 g, è superiore a quello della maggior parte delle carni e contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina. Il rame, 1,2 mg, e il selenio, 49 µg, contribuiscono entrambi alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Il sodio è elevato, 290 mg per 100 g, ed è di origine naturale: va tenuto presente perché in cottura l’acqua rilasciata dalle valve è già sapida e non richiede sale aggiunto.

A differenza degli altri prodotti ittici la cozza contiene carboidrati, 3,4 g per 100 g, in prevalenza glicogeno di riserva.

Allergeni

I molluschi rientrano tra gli allergeni a dichiarazione obbligatoria elencati nell’Allegato II del Reg. (UE) 1169/2011 e vanno sempre indicati in etichetta e sui menu.

Informazioni culturali

I nomi lungo la costa

Area Denominazione
Liguria e Toscana muscoli
Veneto e Friuli peoci
Marche e Romagna cozze, mitili
Campania e Puglia cozze
Sardegna cocciula

Una storia antica

L’allevamento dei mitili è documentato in Europa dal XIII secolo, e in Italia è attestato a Taranto già in epoca romana. Il Mar Piccolo, laguna a bassa profondità e ricca di sorgenti d’acqua dolce sottomarine chiamate citri, offre condizioni di salinità e nutrimento che ne hanno fatto uno dei bacini mitilicoli più antichi del Mediterraneo.

Nelle altre lingue

Lingua Voce
Inglese mussel
Francese moule
Spagnolo mejillón
Tedesco Miesmuschel

Domande frequenti

Come si riconosce una cozza fresca?

Deve essere viva: le valve sono chiuse, oppure si richiudono se si batte leggermente il mollusco su un piano. Una cozza che resta aperta prima della cottura è morta e va scartata. Vanno verificati anche il peso proporzionato alla taglia, la superficie umida e l’odore marino e pulito. Sulla confezione deve essere presente l’etichetta sanitaria con il numero di riconoscimento del centro di spedizione.

Perché alcune cozze restano chiuse dopo la cottura?

Perché il muscolo adduttore non si è denaturato, e nella grande maggioranza dei casi significa che il mollusco era già morto prima della cottura, oppure che la valva è piena di fango. In entrambi i casi va scartata senza forzarne l’apertura. È il motivo per cui le cozze si controllano una a una prima di cuocerle.

Le cozze si possono congelare?

Non da vive. Si congelano dopo la cottura, sgusciate e coperte con la loro acqua filtrata, per un massimo di due o tre mesi. Il congelamento del prodotto crudo con il guscio ne compromette la consistenza e impedisce la verifica della vitalità, che è il controllo di sicurezza fondamentale per questo alimento.

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