Un weekend di psicosi. Ma perché la gente in Lombardia ha svuotato i supermercati?

Un weekend di psicosi. Ma perché la gente in Lombardia ha svuotato i supermercati?

Ma perché questa psicosi di massa? E me lo chiedo da cittadina milanese. C’è proprio da chiedersi il perché in questo weekend a Milano e hinterland i supermercati siano stati letteralmente presi d’assalto e svuotati. Dopo la messa in quarantena precauzionale dei 10 paesi del lodigiano, primo focolaio di Coronavirus individuato in Italia, la gente è impazzita ed è corsa nei supermercati e discount a fare incetta di tutto, ma proprio tutto!

Supermercati svuotati per psicosi
La psicosi da Coronavirus e i supermercati lombardi presi d’assalto

Lo scenario che risulta dalle tantissime foto che girano sui social è APOCALITTICO! C’è da chiedersi cosa sia scattato nei cervelli dei milanesi, da sempre considerati “polentoni dal sangue freddo” a saccheggiare i reparti. I maggiori supermercati e discount si sono trovati ieri sera, domenica, con gli scaffali svuotati di tutto! E dopo le mascherine, sono spariti letteralmente i generi alimentari, tutti i frigoriferi della carne e del pesce vuoti, anche delle frattaglie nessuna traccia! Hanno comprato di tutto, ma non solo alimenti e scatolame vario ma anche i prodotti detergenti a base di cloro e alcol, nonchè i disinfettanti per le mani in gel, venduti ormai online a prezzi da mercato nero. Si è assitito a una psicosi delirante quanto ingiustificata. Ma perché, ancora, ci chiediamo.
È stata colpa dell’informazione data in Tv e sui maggiori quotidiani nazionali? Noi crediamo di no! Abbiamo, infatti, come tutti, seguito i vari tg e conferenze stampa e nonostante un’informazione massmediatica piuttosto martellante ed enfatica, a cui comunque siamo da tempo avezzi e con la conta progressiva e ansiogena dei contagiati, la tendenza è stata quella di comunicare quali fossero le preacauzioni prese dai vari governatori regionali sotto ordinanze governative e cosa, nel proprio piccolo, ogni cittadino debba fare per evitare il diffondersi del contagio. Le tv hanno continuamente intervistato esperti del settore, virologi, epidemiologi, direttori sanitari, responsabili dell’OMS, che hanno espresso le loro opinioni scientifiche mai in toni allarmistici e mai ci è capitato di sentire i pareri di opinionisti cialtroni.
Le polemiche politiche, in questo clima perenne da campagna elettorale certo non hanno aiutato. Ma non pensiamo che la maggior parte delle “locuste” che hanno svuotato i supermercati, si siano potute lasciare influenzare da questa eterna querelle che vede TUTTI i componenti del governo attuale litigare su tutto. Ci siamo abituati, ci siamo fatti il callo anche a questo. Forse il tentennamento delle istituzioni nel prendere fin da subito decisioni importanti e poi la repentina quanto improvvisa chiusura di 10 interi paesi ha alimentato la sfiducia strisciante che latita nelle pieghe sociali dei cittadini lombardi, che sapendo di dover comunque andare a lavorare il lunedì hanno saggiamente pensato di mettere al sicuro le famiglie facendo scorta. La Lombardia che lavora infatti non si ferma.
Le aziende hanno comunicato ai dipendenti via email di comportarsi civilmente e di astenersi dal lavoro solo nel caso si sia avuto contatti con persone delle zone “rosse” o dove possibile di lavorare col computer da casa e se i bambini e i ragazzi non andranno a scuole e nè all’università, chi lavora in Lombardia comincerà una nuova settimana lavorativa. Forse le famiglie hanno così pensato di fare un po’ di scorta proprio per la mancanza di tempo durante la settimana? E la solita spesa del weekend si è trasformata precauzionalmente in eccesso di approvvigionamento? Forse.
Non c’è poi da dimenticare che in Italia gli anziani sono molti. Anche loro, la categoria sicuramente più a rischio di mortalità, hanno avuto paura. Li vediamo tutti i giorni nei supermercati, anche nella normalità, acquistare parecchi generi alimentari, come se ci fosse sempre il pericolo di una guerra imminente. Gli strascichi dell’ultima guerra vissuta da bambini è nella loro forma mentis. Anche in tempo di pace, ricordo la dispensa di mia nonna sempre rifornita di scatolame. Poi…da oggi avranno a casa i nipotini e la routine quotidiana è stata interrotta per cui probabilmente hanno pensato di procurarsi il cibo anche per loro. I nonni soprattutto in Lombardia hanno un ruolo fondamentale per le famiglie con genitori che lavorano.
E poi ci sono i social! È la prima epidemia con risonanza social. E sì. Se proprio dobbiamo esprimere la nostra opinione, pensiamo che per molti il panico e la psicosi potrebbero essere scattati grazie anche a fake news e messaggi virali che hanno generato un vero e proprio tam tam di false e inquietanti notizie. Ci è personalmente capitato di sentire un messaggio audio WattsApp registrato da una donna che con voce impanicata sollecitava a correre a fare scorta perché un fantomatico conoscente della Ragione Lombardia aveva comunicato che presto anzi prestissimo anche Milano e paesi dell’hinterland sarebbero stati CHIUSI in quarantena. Ecco, questo è procurato allarme! Questo in Cina viene punito molto severamente.
Sui vari social media hanno infatti iniziato a diffondersi le foto degli scaffali che via via andavano svuotandosi e viralmente il panico è dilagato e anzichè mantenere la calma, anche il cittadino più oculato è stato contagiato, non dal virus, ma dalla psicosi collettiva.
Concludendo. Questa smisurata e irrazionale reazione deve farci riflettere. Siamo in una situazione che è pienamente sotto controllo, abbiamo le migliori strutture sanitarie, l’ospedale Sacco, un’eccellenza nazionale per le malattie infettive, si trova proprio nel milanese, perché quindi perdere la calma e creare inoltre un disagio alla comunità e agli altri lavoratori che oggi dovranno recuperare i “danni” creati nel weekend dall’assalto agli scaffali?
Non permettiamo che l’ansia e il panico si impossessino del nostro buon senso. Non arriviamo a dimenticare il senso civico per un frigorifero pieno. Cerchiamo di ricordarci che non tutto quello che circola in rete è vero! Anzi ricordiamoci di quando non esistevano i social, le fake e quantaltro e pensiamo a quanto danno possiamo fare alla comunità quando si perde la ragione.
Abbiamo cercato di trovare delle giustificazioni, ma forse in realtà, non c’è proprio niente che possa giustificare un comportamento simile, ahimè!

Ripassiamo I consigli dati dal Ministero della Salute.

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