Nutri-score, il semaforo per gli alimenti, che fa discutere

Il semaforo del nutri-score darebbe l'ALT alle eccellenze italiane

L'indicazione che promuove o boccia o rimanda gli alimenti indicata in etichetta con i colori del semaforo è fortemente dibattuta, ma vediamo di vedere cos'è e com'è ad oggi la situazione.

Nutri-score sugli alimenti
Cos'è l'indicazione a semaforo Nutri-score sulle etichette

Non si sa nemmeno ancora bene cosa sia, non lo abbiamo ancora visto che già imperversano le polemiche su questo nuovo sistema di etichettatura che dovrebbe aiutare il consumatore a scegliere i cibi che fanno bene alla salute e mettere in guardia su quelli malsani. Questa scelta dell'UE fa discutere molto e pian piano i vari paesi europei stanno prendendo posizione a riguardo, ma c'è chi dice NO, come l'Italia, forse il paese più penalizzato da questa "marchiatura" anche se niente è ancora deciso.
Ma prima di tutto facciamo chiarezza per capire cos'è il Nutri-score e perché penalizzerebbe l'Italia e sulle attuali posizioni degli altri paesi membri.

Cos'è il Nutri-score

Il Nutri-Score è un nuovo sistema di etichettatura, sviluppato già dal 2013 da un gruppo di ricercatori universitari francesi, da apporre sui prodotti alimentari. Il suo scopo è quello di rendere più immediata l'identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare.
È costituito da 2 scale correlate: una cromatica divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso ed una alfabetica dalla lettera A alla lettera E dividendo così i prodotti in base ad un punteggio calcolato sulla quantità di nutrienti contenuti in 100 grammi di prodotto, distinguendo tra componenti buoni e negativi:
- quelli buoni sono frutta, verdura, noci, fibre e proteine,
- mentre quelli negativi sono grassi saturi, zucchero, sodio e calorie.

Lo strumento adotta un sistema a punteggio fondato sulle tabelle nutrizionali della Food Standards Agency del Regno Unito. Il Ministero della Sanità francese ritiene che questo metodo permetta al consumatore un più rapido e facile accesso ai cibi "sani", e contribuire così alla lotta contro l'aumento delle malattie cardiovascolari, l'obesità ed il diabete.
Ma facciamo il punto della situazione e vediamo perché in Italia è polemica e come il nutri-score è stato accolto dagli altri paesi europei.

L'Italia, contraria al semaforo francese, propone la "batteria"

La posizione dell'Italia riguardo all'utilizzo del Nutri-score è come spesso accade controversa anche perché per il Belpaese il settore alimentare è quello tra i più produttivi e questo sistema potrebbe rappresentare una minaccia al made in Italy in quanto definirebbe come "sano" o "non sano" l'alimento in sè anzichè l'alimento valutato all'interno di una dieta bilanciata come quella mediterranea, così che per esempio l'olio extra vergine d'oliva, il prosciutto crudo, il parmigiano risulterebbero rossi, cioè BOCCIATI!
La levata di scudi in Italia è condivisa attualmente da tutta la filiera agroalimentare, da Coldiretti fino a Federalimentare fortemente contrarie all'etichetta a semaforo.
Il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio si è infatti così espresso a riguardo: “Il meccanismo del Nutri-score metterebbe sullo stesso piano alimenti molto diversi, a discapito delle eccellenze della dieta mediterranea”.
In controtendenza rispetto all'Europa l'Italia propone a Bruxelles una proposta alternativa al semaforo: la cosiddetta etichetta a batteri promossa da Federalimentare. Questa indicazione escluderebbe l'uso dei colori a favore di una simbologia legata alla percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale rispetto alla quantità giornaliera raccomandata e relativa a una singola porzione. Questa soluzione è più complicata e certo meno immediata all'occhio del consumatore, ma garantirebbe indicazioni più precise rispetto alla salubrità di un determinato alimento considerandolo nell'ottica del consumo raccomandato giornaliero.
Per fare un esempio: con il semaforo, l'olio extra vergine verrebbe classificato ROSSO, perché contiene molti grassi, mentre il sistema a batteria ci indicherebbe che i 14 grammi di olio extra vergine di oliva che contengono sì 12,9 grammi di grassi corrispondono in realtà al 18,4% del fabbisogno quotidiano.
E così risulterebbero sul prosciutto di Parma le due etichette messe a confronto:

Etichette su Prosciutto di Parma
Comparazione da Ilfattoalimentare.it

Inoltre, secondo uno studio della Luiss non ancora reso noto, risulterebbe anche che gli italiani sarebbero a favore della batteria e boccerebbero il semaforo. Pare però che questa proposta alternativa sia stata già accantonata da Bruxelles prima ancora che la Commissione UE abbia potuto prenderla in considerazione.

Cosa fanno gli altri paesi Europei

La Francia, in quanto ideatrice del sistema Nutri-score ha già adottato dal 2017 questo sistema di classificazione degli alimenti. Spagna, Svizzera, Austria e Germania risultano favorevoli all'utilizzo di questo logo colorato e da pochi giorni anche i Paesi Bassi hanno preso posizione e lo scorso 28 Novembre hanno annunciato che anche loro nel 2021 adotteranno il semaforo, ma dopo averlo adattato alle linee guida dietetiche olandesi.

La scelta di Nestlé in Europa...e in Italia

Nestlé, la nota azienda multinazionale attiva nel settore alimentare, con sede a Vevey, in Svizzera, a partire dai primi mesi del 2020 lancerà 5 mila prodotti con il Nutri-Score francese in etichetta su cinque mercati europei: Francia, Belgio e Svizzera, Germania e Austria, le nazioni che, infatti, hanno approvato ufficialmente il Nutri-Score e che risultano maggiormente favorevoli a questa indicazione.

E tu come la pensi? Favorevole o contrario?

Se sei arrivato a leggere sin qui è certo che il tuo interesse verso l'argomento è significativo e mentre aspettiamo di sapere come prosegue la saga del Nutri-score, se vuoi, puoi lasciare la tua opinione scrivendola nei commenti in fondo a questa pagina o sulla nostra pagina FB. Grazie per il tuo contributo!

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