In galera, non più solo arance

A pranzo al ristorante In galera all'interno del carcere di Bollate (MI)

Al carcere di Bollate un'esperienza gustosa per il palato che fa riflettere sull'importanza di dare una seconda chance a chi nella vita ha sbagliato.

Al ristorante In galera

Si telefona, si prenota per il pranzo o la cena, un signore gentilissimo ci risponde, et voilà, la prenotazione In galera è fatta!
Sì, è proprio così, chiunque può godere di un ottimo ristorante, con un menù di tutto rispetto, con un servizio professionale in sala, proprio all'interno del carcere di Bollate (Mi) dove cuochi e personale di sala sono tutti detenuti. Ieri lo abbiamo voluto provare e abbiamo prenotato un tavolo per il pranzo. L'esperienza è stata più che positiva, perché oltre ad aver mangiato bene spendendo poco (menù piatto unico a pranzo € 12) ci ha lasciato qualcosa di importante emotivamente parlando.

Ristorante In galera: l'accoglienza

Impostato il navigatore semplicemente digitando Ristorante In galera Bollate, siamo arrivati facilmente al carcere, ma per errore prima di trovare l'entrata del parcheggio ci siamo trovati a percorrere la strada che circonda l'edificio carcerario. Il suo imponente perimetro cintato, con le garitte che dominano dall'alto, ci ha messo un po' di brividi tanto che in macchina per un attimo è sceso il silenzio e ci siamo chiesti sicuramente tutti e quattro: "ma cosa ci facciamo qua?".
Una volta parcheggiato siamo entrati in un locale tipo portineria dove abbiamo atteso insieme ad altre persone, che non sappiamo bene, ma quasi certamente erano lì per visitare un carcerato. Ancora una volta la sensazione è stata strana perché la mente ha rimbalzato dalle immagini delle prigioni dei film e delle serie tv alle immagini dei tg. Ma queste sensazioni di disagio ed anche un po' di ansia si sono affievolite nel momento in cui un ragazzo molto ben vestito, completo nero e camicia bianca, è venuto ad accoglierci chiamandoci per nome ed accompagnandoci con un gran sorriso al ristorante In galera...ah sì siamo venuti per mangiare, quasi ce lo stavamo scordando!

Ancora camminando fino al ristorante, anche se per poche decine di metri, siamo rimasti in silenzio con lo sguardo rivolto all'edificio che ci si parava di fronte. Mi hanno colpito le finestre con i profili colorati di tinte pastello, dal rosa al giallo, dal celestino al verde, in forte contrasto con le inferriate del piano più basso, e poi il grande portone bianco, grandissimo, quello che viene, nelle pagine della cronaca, chiamato "le porte del carcere".

Ingresso carcere Bollate
L'ingresso al carcere di Bollate (MI) visto dall'entrata del Ristorante In galera

Bene, il ristorante è lì "dentro" ma allo stesso tempo "fuori" dalla prigione di Bollate. L'accoglienza in sala è stata all'altezza di un ristorante di alto livello. Il maître, perfetto in ogni sua movenza ci ha fatto accomodare ad un tavolo per 4 affianco ad una grandissima tavolata che accoglieva una ventina di avventori diciamo "diversamente giovani", pronti a festeggiare un compleanno In galera.

Ora, seduti al nostro tavolo, siamo rilassati, abbiamo ordinato e ci siamo sentiti a nostro agio come in un ristorante "normale", anche se alle pareti le grandi locandine dei mitici classicissimi film cult che parlano di carceri ci hanno in ogni momento ricordato che eravamo In galera.

Interni del ristorante In galera nel carcere di Bollate
Nicoletta, Laura e Federica Spelta all'interno del ristorante In galera

Come si mangia In galera

Non vorrei soffermarmi a lungo sulla recensione dei piatti perché basta dire che abbiamo apprezzato davvero molto il piatto unico del giorno costituito da un magistrale risotto alla parmigiana seguito da un gustoso spezzatino con polenta. Ringraziamo per la disponibilità del personale ad accontentarci nonostante fossimo arrivati un po' tardi. Per tutto quello che riguarda il menù consiglio di consultare il sito ufficiale del ristorante dove si possono trovare le varie scelte sia per il pranzo che per la cena.

Piatto unico al ristorante In galera
Stufato e braciola di lonza con polenta e risotto alla parmigiana

Un carcere che offre un futuro

La pausa sigaretta ci ha regalato il "quid" in più che cercavamo. Abbiamo fatto una chiacchierata con il ragazzo che ci ha accompagnato e che mi ha personalmente offerto molti spunti di riflessione che vorrei cercare di trasmettere in questa mia pagina di diario o Blog, più modernamente dicendo.
Tutti i ragazzi che lavorano al ristorante, compreso il ragazzo che ci ha accompagnato, sono detenuti e allo stesso tempo dipendenti stipendiati.
L'ideatrice di questo è la signora Silvia Polleri, presidente della cooperativa sociale Abc, La Sapienza in Tavola, che ha creato nel 2004 un catering di altissima qualità a cui dopo 11 anni ha fatto seguire la nascita del ristorante In galera come lo vediamo oggi.
Ma all'interno del carcere, così ci racconta il nostro accompagnatore, c'è un vero e proprio "paese". Oltre al ristorante esistono altre 7 attività lavorative molto ben strutturate e avviate gestite perlopiù da cooperative esterne oppure chi vuole può dedicarsi allo studio.
Molti dei detenuti sono inseriti in un ambizioso programma sperimentale, credo primo in Europa se non unico, che mira alla graduale inclusione sociale dei detenuti e che sta dando ottimi risultati come dimostrano i numeri: la recidiva è calata bensì dal 70% al 17%.
La possibilità di lavorare, di studiare, di imparare un lavoro, sulla base di un programma studiato e concordato ad hoc col singolo detenuto e di avere uno stipendio, porta in modo naturale queste persone a vivere le giornate in modo produttivo riducendo la possibilità di ritornare a delinquere una volta usciti e aprendo le porte non solo per uscire dal carcere ma per entrare in una "nuova" vita all'esterno, sana e corretta. Nella maggior parte dei casi non torneranno più in prigione se non come ospiti del ristorante.
È proprio il caso di dire che il lavoro nobilita, che dopo una giornata in cui ci si è resi utili e ci si è anche stancati, la voglia di fare bagarre o di cercare contatti "malsani" non passa neanche per la testa, si fa una chiacchierata con i compagni e si va a letto e domani sarà un'altro giorno, una tacca non da cancellare sul muro, ma una tacca in più da aggiungere al calendario della vita.

Info utili

Ristorante In galera presso il carcere di Bollate (MI)
Via Cristina Belgioioso, 120
Sito web ufficiale: www.ingalera.it

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