Gli italiani, tutti pazzi per le erbe

Gli italiani stanno tornando alla natura sia in cucina che per la salute

Autore: Spelta Federica. I risultati di un'analisi molto interessante sugli ialiani e sul loro consumo di erbe officinali.

Gli italiani e le erbe naturali
Boom del consumo di erbe naturali degli italiani

È stato ad Oristano qualche giorno fa durante la presentazione del progetto di Bonifiche Ferraresi (BF), la più grande, per estensione, azienda agricola biologica in Italia, che Coldiretti ha divulgato i risultati di una sua recente analisi secondo cui gli italiani stanno riscoprendo le erbe sia in cucina che per la salute e la cosmetica e non solo, fino a portare la domanda nazionale a 25 milioni di chilogrammi nel 2018!

Risultati dell'analisi

Dall'analisi è emerso che in Italia vengono utilizzate quasi 300 piante officinali per i più svariati scopi: dall'erboristeria alla farmaceutica, dalla profumeria alla gastronomia, dai liquori ai cosmetici, nonchè per gli infusi quanto nell'industria dolciaria, fino all'estrazione degli oli essenziali o alle tinture per capi d'abbigliamento.

Proprio grazie a questo ritorno al prodotto "naturale" degli italiani, l'azienda Bonifiche Ferrarresi prevede in Sardegna grossi investimenti nella coltivazione biologica di erbe officinali 100% ITALIANE destinate alla produzione di tisane a marchio Le stagioni d'Italia.

Le erbe più consumate dagli italiani

Sempre da questa indagine è risultato che le erbe più amate e utilizzate dagli italiani, non solo in cucina, ma a vari scopi sono:

Qualche numero

3000: sono le aziende agricole italiane impegnate con una superficie coltivata a piante aromatiche, da condimento e medicinali.

7000: gli ettari utilizzate da queste aziende per la coltivazione.

30%: è la percentuale di fabbisogno nazionale che le nostre aziende riescono a coprire. Infatti il 70% viene importato dall'estero e soprattutto dalla Cina, il principale produttore a livello mondiale che troppo spesso non rispetta i nostri standard in fattore di sicurezza alimentare, ambientale e purtroppo anche di rispetto dei diritti dei lavoratori.

Proprio su questo tema si è espresso così Ettore Prandini, presidente di Coldiretti: «...per combattere la concorrenza sleale e consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli, occorre rendere obbligatoria l’etichettatura di origine dei prodotti officinali, integrando adeguatamente la riforma del settore approvata dopo oltre 90 anni dalla Legge 6 gennaio 1931, n. 99, che disciplinava coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali».

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