Cannabis: il nuovo super cibo dall'alto valore nutraceutico

Non solo sballo ma anche benefici nutritivi

Come ogni altro aspetto della cultura umana, anche la cucina si evolve secondo le disponibilità delle materie prime, dei gusti delle persone ed anche in base alle nuove conoscenze scientifiche. Questo vale anche per l’impiego della cannabis in ambito culinario.

Cannabis come super cibo
L'impiego della cannabis come super food - Foto: Wild0/Pixabay

In particolar modo per noi italiani si può dire che il mangiare è quasi una ritualità, che ci ha portati a primeggiare nel mondo per il gradimento delle nostre pietanze variegate e dalle complesse preparazioni. È in questo scenario che prende sempre più piede la cannabis come ingrediente fondamentale non solo dei tradizionali biscotti, offrendo un modo di consumo molto più salutare del fumo.

Benefici del super cibo Cannabis

Esistono moltissime varietà della pianta della canapa, ma tradizionalmente si fa riferimento alla Cannabis sativa L. considerata nativa dell’Asia Centrale ed occidentale. La pianta fu introdotta in Europa tra il 1000 e il 2000 a.C. e divenne molto diffusa in Europa nel medioevo (500 d. C.) crescendo in produzione e attività nell’epoca industriale per l’utilizzo delle sue fibre, fino alla campagne di discredito messa in piedi dagli Stati Uniti nel 1936 etichettandola solo come droga.

Gli alimenti a base di canapa sono ricchi di proteine ​​e tutti gli aminoacidi essenziali. Inoltre contengono omega-3, omega-6, acido stearidonico (SDA) e il raro omega-6 Gamma Linolenic Acid (GLA); il GLA alleato contro il colesterolo, l’infiammazione, la salute della pelle e dei capelli, l’equilibrio degli ormonale.

Quali sono i principi attivi

Solo nell’ultimo ventennio la cannabis è stata rivalutata anche nella alimentazione umana, in modo particolare da chi si preoccupa di seguire una sana alimentazione, perché segue un regime vegetariano e/o vegano o in presenza di particolari patologie. I prodotti alimentari derivati dalla canapa si ricavano spesso dalla lavorazione dei semi o dalle foglie e fiori: l’olio, utilizzabile anche nella cosmesi, che costituisce circa il 30% del peso a seconda della varietà coltivata e la farina ottenuta dalla macinazione dei semi che risulta molto apprezzata dai celiaci perché non contiene glutine.

I principali componenti della cannabis sono il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), che deriva principalmente dal fiore di cannabis ed è conosciuto per lo più per scopi ricreativi infatti questo composto è psicoattivo. Al contrario l’altro composto presente nella pianta di canapa è il CBD (cannabidiolo),che non è assolutamente psicoattivo e anzi è rilevante per le sue proprietà benefiche.

Edibile sì, edibile no

Assumere semi di canapa, olio di canapa o estratti di CBD come super cibo è uno dei modi migliori, perché consente di trarre beneficio dalle molte proprietà nutraceutiche,cioè prendersi cura di alcune patologie adottando le giuste combinazioni alimentari, sfruttando le proprietà curative di vari ingredienti come avviene nella medicina ayurvedica che promuove per esempio il golden milk ed evitare le sostanze nocive prodotte dalla combustione se fumata, inoltre poche gocce di CBD in alcuni cibi aiutano a rafforzare il sistema immunitario.

Si parla di “edibles” per alimenti ad alto tenore di THC, ma questi sono illegali in Italia. Infatti tutti i prodotti contenenti più dello 0.2 % di THC non possono assolutamente essere commercializzati. Al contrario secondo la normativa europea invece semi di canapa e estratti di CBD sono considerati Novel Food, quindi ammessi per l’uso alimentare, ma sottoposti a regole molto rigide perché ritenuto un cibo che ha assunto importanza solo dopo il 1997.

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