In attesa dei materiali biodegradabili: pesiamo frutta e verdura

Anche un nostro piccolo gesto quotidiano basta per fare bene all'ambiente

Nell'attesa degli imballi ecologici, tutti i giorni possiamo aiutare l'ambiente evitando di acquistare frutta e verdura in contenitori di plastica.

Pesare frutta e verdura

Tutto il mondo, o quasi, sta aprendo gli occhi sulla concreta e urgente necessità di eliminare la plastica e non più solo attraverso campagne di sensibilizzazione, ma con soluzioni ecosostenibili che pian piano si stanno affacciando sul mercato. Già alcune aziende europee, tra cui alcune italiane, hanno immesso sul mercato contenitori e soluzioni "intelligenti" per eliminare la plastica dagli imballaggi di frutta e verdura.

Ma mentre aspettiamo che queste nuove idee e materiali "green" ci vengano incontro nel quotidiano, possiamo dare il nostro contributo al pianeta scegliendo frutta e verdura confezionata in imballi di cartone o meglio ancora al supermercato sarebbe il fai-da-te. Cosa c'è di meglio che scegliersi l'arancia o la mela, la zucchina o il pomodoro, prenderli in mano uno ad uno, guardarne l'aspetto, inserirli nel sacchettino biodegradabile e pesarli? Ci vogliono pochi minuti e un po' meno pigrizia e siamo sicuri di aver scelto frutta e verdura integra e non solo bella "davanti" e nel quantitativo che siamo sicuri di consumare evitando sprechi, solitamente le vaschette, infatti, contengono anche più prodotto di quanto ne consumeremo e anche questo piccolo gesto avrà aiutato i mari a liberarsi dalle plastiche.

La prima e più massiva rivoluzione nella vita di tutti i giorni, l'abbiamo vissuta alcuni anni fa, quando i sacchetti di plastica che eravamo soliti usare per la spesa, sono stati vietati in modo assoluto. Ci sembrava impossibile tornare dal supermercato o dal mercato senza i colorati e resistenti sacchetti di plastica che poi potevamo utilizzare anche per la spazzatura, ovviamente indifferenziata, così come ci sembrava impossibile ricordarci di portare la busta di tela ogni volta che uscivano di casa, eppure ce l'abbiamo fatta e ora parrebbe assurdo l'uso smodato che ne si faceva. E anche se le nuove buste biodegradabili alle volte si sfondano o si bucano, le guardiamo con occhio benevolo, perché sappiamo che stiamo facendo del bene al nostro ambiente.
Le polemiche e l'insofferenza non sono mancate anche quando poco tempo fa ci hanno chiesto qualche centesimo in più per il sacchetto biodegradabile per frutta e verdura. Giornate a disquisire sul costo del sacchettino che andava a sostituire quello di plastica al momento della pesata della frutta e della verdura sfusa. Eppure, dopo giornate di confusione, il sacchettino biodegradabile che possiamo poi riciclare anche per la raccolta del rifiuto umido è entrato serenamente nella nostra quotidianità.
Ma ancora moltissimo c'è da fare e se fossero solo le microplastiche da eliminare, saremmo a buon punto per la salute dei nostri mari che secondo la Ellen MacArthur Foundation, nel 2050 saranno abitati più da plastica che da pesci.

Nuovi materiali compostabili per frutta e verdura

Gran parte dei paesi europei in questi giorni, scossi anche dai movimenti "green", alcuni dei quali nati dall'intraprendenza della giovane svedese Greta Thunberg e incoraggiati dai finanziamenti dell'EU, stanno stanziando parecchi milioni di euro per la sostenibilità ambientale e un occhio più attento e la possibilità di poter investire di più, sta favorendo lo studio e la realizzazione da parte delle industrie di contenitori, buste e imballaggi più facili da riciclare o smaltire.

Materiali biodegradabili
Alcuni nuovi materiali biodegradabili per frutta e verdura

Alcuni esempi di imballi e soluzioni "intelligenti" sono già stati realizzati da aziende estere ed italiane, come per esempio:

  • il bollino EcoLabel della britannica Sinclair, utilizzato già dal gruppo neozelandese Zespri, che appicicato sulla buccia della frutta anzichè essere di plastica è totalmente compostabile e che senza farci tanti pensieri si getta nell'umido insieme alle bucce stesse;
  • l'etichettatura "intelligente" arriva dall'inglese JBT ed è il Natural Branding, una marchiatura laser impressa sulla buccia di frutta e verdura che elimina alla base il problema del bollino;
  • il consorzio Bestack a Forlì insieme all'Università di Bologna, ha brevettato Attivo, cioè un cartone ondulato per frutta e verdura in grado di conservare il prodotto più a lungo, allungando così il periodo di maturazione;
  • a Cesena il gruppo Sorma ha creato Vertbag, una retina 100% biodegradabile e compostabile in sostituzione alle retine di plastica dove solitamente troviamo patate. arance, mandarini e fagiolini
  • l'azienda cuneese Retarder ha inventato uno speciale materiale cellulosico, totalmente riciclabile come la carta, per sostituire le attuali vaschette di plastica.

Quindi, nell'attesa che queste soluzioni ecologiche diventino una realtà diffusa, ricordiamoci di guardare la confezione del prodotto che stiamo acquistando e nel caso di frutta e verdura...prendiamoci un minuto di più per pesarla e prezzarla usando il sacchettino biodegradabile e saremo stati anche noi d'aiuto al pianeta e ai nostri mari, con un gesto SILENZIOSO, ma più efficace di tanti slogan.

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