Pesce spada alla ghiotta
Numero persone: 
2
Tempo: 
30 minuti
Bambini: 
non adatto ai bambini
Celiachia: 
non contiene glutine
Difficoltà: 
molto facile

Questa ricetta, in dialetto calabrese Piscispata a'gghiotta, è tradizionale della cucina calabrese e di quella siciliana (Reggio Calabria e Messina). La Regione Calabria ha ottenuto dal ministero per le politiche agricole e forestali l'inserimento del pesce spada alla ghiotta nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.
Il pesce spada è protagonista della gastronomia calabrese; sia per la prelibatezza delle sue carni, ma anche per il rituale folkloristico che ne caratterizza la pesca. Anche di questa ricetta esistono innumerevoli varianti.

Ingredienti: 
300
gr
Olio extra vergine d'oliva
2
cucchiai
200
gr
mezza
pelati
qb
Oliva verde
7
Capperi sottosale
1
cucchiaio
piccante
1
qb
Pepe
qb
Istruzioni: 
  1. Rosolare mezza cipolla trita con abbondante olio e aggiungere le olive verdi snocciolate, i capperi dissalati, i pomodori pelati, peperoncino, sale e pepe.
  2. Cuocere per 20 minuti.
  3. Aggiungere 2 fettine di pesce spada e far cuocere per 5 minuti.
  4. Intanto lessare le patate, sbucciarle e tagliarle a fette, aggiungeele al pesce insieme al basilico trito.
  5. Amalgamare bene e servire.

Varianti

Le varianti sono molte. Alcune prevedono l'uso di olive nere anzichè verdi e prezzemolo al posto del basilico.

Origine

Il merito della prelibata "gghiotta" viene attribuito agli arabi che anticamente occuparono queste coste.

Sagre

La sagra del pesce spada si tiene la seconda domenica di luglio a Bagnara Calabra, mentre ad agosto a Scilla.

Anche detto

In dialetto calabrese: Piscispata a'gghiotta.

Curiosità

Le caratteristiche imbarcazioni "passarelle" o "spatare" sono specializzate nella caccia al pesce spada nelle acque azzurre della Costa Viola. Questo tipo di pesca offre uno spettacolo osuggestivo, infatti, le "spatare" sono guidate dal timoniere e avvistatore che si pone in equilibrio su di un alto pennone. Dalla prua della barca fuoriesce poi un altro ponte metallico, la "passerella" appunto, da dove il fiocinatore, avvertito dall'avvistatore, con il suo arpione sferra il colpo mortale alla preda.

 

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