| Descrizione | I getti apicali del luppolo selvatico (Humulus lupulus) assomigliano nell'aspetto agli asparagi e per questo spesso vengono chiamati "asparagi selvatici". Hanno un sapore un po’ amarognolo.A differenza della maggior parte dei germogli utilizzati per uso culinario, i getti di luppolo selvatico sono tanto più gustosi quanto più sono grossi. Clicca sulla foto per vedere l'ingrandimento di una cima. |
![]() Cime di luppolo selvatico |
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| Utilizzo principale |
In cucina si utilizza solo la parte apicale del rametto, i primi 10-15 centimetri. Le cime, vengono utilizzate come il più comune asparago, per risotti, insalatine o gustose frittate, ripieni, zuppe e minestre. Si possono anche far lessare per 5-10 minuti, condire con olio, sale e limone. Vedi anche: "Utilizzo del luppolo per la birra". Per acquistare online le cime: www.speeditaly.it. |
| Dove trovarli e come riconoscerli | Le cime di luppolo si raccolgono in aree incolte in riva ai fiumi, in mezzo ai rovi e alle siepi. Non vanno confusi con i rami fioriferi di altre piante solo a prima vista simili, quali l'Ornithogalum o Latte di gallina, un genere che conta molte specie assai tossiche. |
| La pianta | Il luppolo, quando non usato per la produzione della birra, è una pianta infestante, coperta di una peluria irritante, che si aggroviglia e attorciglia saldamente attorno alle siepi, cespugli. La coltivazione del luppolo selvatico per ottenere i germogli a fini alimentari non è comunemente praticata. La pianta di luppolo è a fiore (Angiosperma) e appartiene come la canapa (Cannabis Sp.), alla famiglia delle Cannabaceae; ordine delle Urticali. Le foglie sono cuoriformi, picciolate, opposte, munite di 3-5 lobi seghettati. La parte superiore si presenta ruvida al tatto, la parte inferiore è invece resinosa. I fiori, unisessuali sono di colore verdognolo e sono riuniti in pannocchie pendule. La fioritura avviene in estate. I frutti sono degli acheni di colore grigio-cenere. |
| Varietà |
Di luppolo esistono parecchie varietà. |
| Habitat e origine | Il luppolo predilige ambienti freschi e terreni fertili e ben lavorati. Cresce spontaneamente sulle rive dei corsi d'acqua, lungo le siepi, ai margini dei boschi, dalla pianura fino ad un'altitudine di 1.200 metri se il clima non è troppo ventoso ed umido. La sua presenza è molto comune nell'Italia settentrionale. La coltivazione del luppolo in Italia fu introdotta, a partire dal 1847, dall'agronomo Gaetano Pasqui di Forlì, che promosse una fabbrica di birra. |
| Il nome | Vedi: "Nei dialetti italiani". |
| Stagionalità | In primavera (marzo-maggio) si raccolgono le cime. Vedi: "Tabella: frutta e verdura di stagione". |
| Reperibilità | Non facile in commercio. Per acquistare online le cime: www.speeditaly.it. |
| Come pulire | Lavare bene sotto l'acqua e possibilmente usando anche del bicarbonato. Se ne usano le cime, le foglie e a scelta anche il gambo che tagliato a pezzetti è ottimo per le frittate. |
| Suggerimenti | E' preferibile utilizzarle appena colte. Altrimenti le si può conservare per alcune ore mantenendo il mazzetto in un bicchiere con dell'acqua. |
| Calorie | Sono ipocaloriche: 1 mazzetto circa 10. |
| Proprietà e valori nutrizionali |
Alimento ipocalorico, il germoglio del luppolo ha proprietà tonificanti, rinfrescanti, diuretiche e lassative. È considerato anche purificatore del sangue e stimolante delle funzioni epatiche, nonchè sedativo. Combattono anche la cellulite, purchè cucinati con pochi grassi. |
| Controindicazioni | Devono essere considerati con moderazione; un eccesso di germogli di luppolo può provocare nausea e vertigini. |
| Celiachia | Non contengono glutine. (Dato fornito da AIC: Associazione italiana Celiachia) |
| Curiosità | Ugo Foscolo raccontava nel suo "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", il momento della cena di una famiglia residente nelle campagne venete, in una tiepida sera di maggio, con le donne intente a servire nei piatti la minestra di "bruscandoli", raccolti nei campi durante il pomeriggio. |
| Nei dialetti italiani | In Lombardia si chiama aspargina, luartis a Mantova e Cremona, luvertìn in Piemonte, lavertìn in Monferrato, luperi in Umbria, bruscandolo o vidisone in Veneto, vartìs in Emilia-Romagna, bruscandolo a Trieste, urtizon in Friuli, bertüçi nella Val di Vara, viticedda nel Cilento, tavarini nella Valle Caudina. |
| Sagre ed eventi | "Sagra del loèrtìs" di Castel Mella (BS), "Sagra mondiale del bruscandolo" a Berra (FE). |
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| Ricette consigliate | Risotto ai bruscandoli. Frittata con i bruscandoli. |
| Vedi: | |
| Gli ingredienti della birra | |
| Verdure, ortaggi | |
| Indice analitico alimenti | |
| Come si fa... | |
| Tabella frutta e verdura di stagione | |
| Calendario con tabella frutta e verdura di stagione | |
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