
(Carlo Petrini fondatore di Slow Food)
Il giro del mondo a tavola?
E’ possibile, basta recarsi al Salone del Gusto di Torino.
Giunta alla sua ottava edizione, la manifestazione non sarà solo una vetrina delle migliori produzioni enogastronomiche del Belpaese ma soprattutto un tuffo nel magico rapporto sensoriale con i prodotti della terra.
Già, perchè è proprio il rapporto tra cibo e territorio il fil rouge della maratona che - dal 21 al 25 ottobre - richiamerà a Torino semplici appassionati, chef, produttori e golosi di ogni età.
Biodiversità, risorse naturali, senza perdere di vista la difesa dell’ambiente, saranno alcuni dei temi che verranno trattati nel corso del Salone. Nei padiglioni del Lingotto i percorsi tematici lasceranno il posto a spazi espositivi di ciascun Paese e regione (oltre 150) per una immersione dei sensi nel gusto, nei sapori e nei colori dei cibi e del suo territorio.
E se il papà di Slow Food Carlo Petrini (foto in alto) ha affermato che “non possiamo immaginare un cibo se non c’è un radicamento nel territorio” a rispondere sono i numeri: oltre 120 laboratori del gusto; 12 incontri con l’autore; 27 percorsi con i bambini e 50 attività didattiche, 23 appuntamenti con gli chef, oltre a un nutrito calendario di incontri e convegni. Ma le novità non finiscono mai.
Il Salone 2010, organizzato in concomitanza con il quarto appuntamento Terra Madre, (vedi cos'è Terra Madre) propone ovviamente nuovi presìdi Slow Food: dal peperone di Capriglio al biscotto di Ceglie, passando per l’orzo delle Valli Bellunesi (solo per citare alcune delle anticipazioni).
Il Salone, però, non è solo il Lingotto: tra dimore storiche, castelli e ville del Piemonte i migliori chef si alterneranno ai fornelli, fra questi:
  
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Massimo Bottura (foto 1), fresco della promozione della Guida dell' Espresso, Davide Oldani (foto 2), Gennaro Esposito ma anche Alain Ducasse (foto3) e Petter Nilsson.
E allora, che Gusto sia!
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