
| Giuseppe D’Annibale, classe 1980, appassionato di cucina fin da piccolo, è stato uno dei diciotto concorrenti della prima edizione di Masterchef Italia. Eliminato a due puntate dalla finale, Danny si è saputo distinguere nel programma per il suo estro in cucina, per la sua abilità nel saper combinare insieme alimenti poco conosciuti nella nostra tradizione gastronomica, ma soprattutto per la sua forte determinazione e professionalità ai fornelli. Ha mostrato di saper cucinare, di conoscere gli ingredienti, la materia che lavora, che trasforma e che rielabora rendendo un piatto oltre che appetitoso anche bello da vedere, elevando quasi ad “opera d’arte” ogni portata sapientemente cucinata grazie ad una buona conoscenza tecnica. E non è poco per un aspirante chef dilettante. |
| REALTA' BUCOLICA. LA MAGIA DI UN TUBERO |
Giuseppe D’Annibale ci racconta di quanto amasse scoprire i prodotti offerti dalla sua terra, “la realtà bucolica di un piccolo paese in provincia di Frosinone”. Nessuno studio in ambito culinario si annovera nel suo trascorso professionale, soltanto infinata curiosità e fantasia nel trovare quel qualcosa di magico anche nei tuberi, nelle radici e nelle bacche che crescevano attorno a casa sua che annusava amando e scoprendo il profumo rassicurante della terra.Nel cuo curriculum non è elencato alcun corso di cucina. E chi l’avrebbe mai detto! Qualche esperienza come gelataio o commesso in negozi di abbigliamento, poi gli studi di ingegneria, quasi conclusi e poi Masterchef. E tutto ha inizio, o tutto prosegue. Il tempo ci dirà. |
| EFFERVESCENZA, SPEZIE, ARTE, ARGILLA E COLORI |
Danny, o Giuseppe, o Beppe, o Smilzo, o Frizz, o ….. (scopriamo che ha ben 34 soprannomi), arriva ai suoi trentanni sentendosi “mille litri di gazzosa in una bottiglietta di mezzo litro!” Effervescente e in movimento, sente il richiamo degli ingredienti, la loro alchimia, la voglia di scoprirne sempre più di nuovi e di provenienza lontana, forse a discapito della materia prima locale. Il viaggio come ricerca, la “spasmodica scoperta dell’ingrediente” è per Danny conoscenza, condita da follia, genio e sregolatezza, un po’ come per uno dei suoi miti in ambito artistico Salvador Dalì, solo che Danny usa la curcuma per colorare di arancione un semplice riso basmati, o il karkadè per dare quel tono di rosso e quella nota acida in più ad un piatto. Danny oltre a studiare ingegneria a Roma, dipinge, lavora l’argilla, è un creativo a tutto tondo, ma la sua carriera in ambito culinario è in continuo divenire e sentiremo parlare ancora di lui. Dopo questa esperienza televisiva, sono molte le offerte di lavoro che gli stanno arrivando. Show-chef, gavetta in un ristorante di prestigio, un libro, collaborazioni come personal-chef, a lui scegliere quella più vicina alle sue ambizioni e attitudini. Durante Masterchef Italia non ha mai rinnegato se stesso e la sua passione per le spezie, di cui ci racconta esserne sempre alla ricerca di nuove, da combinare insieme sperimentando. “Quando si cucina la maggior parte delle prove è un fallimento, ma è poi in quei pochi successi che viene fuori quell'ingrediente, quel matrimonio di sapori e quella fusione di profumi che emergono facendo la differenza e l'eccellenza... spero di raggiungerla un giorno!” |
| UN INGEGNERE AI FORNELLI ... IN TV |
| Danny non si nasconde dietro a facili compromessi. Non lo ha fatto neanche durante Masterchef. Lui sa quello che vuole e custodisce con perizia da “ingegnere” il suo sapere e con quella passione quasi viscerale, di “pancia”, tipica dell’artista, ogni sua conoscenza. Di Masterchef ricorda lo spirito che ha unito tutti i concorrenti, con alcuni dei quali è nata anche una bella amicizia, come con Luisa Cuozzo, o Agnese Malatesta, la stima verso gli chef, la concentrazione durante le registrazioni, l’imbarazzo nel dover guardare la telecamera per il day time...“. "Sai nel serale non ero solo, avevo la forza del gruppo, mentre in Masterchef Magazine ero lì con una telecamera puntata addosso, attento nella preparazione della ricetta mentre altre persone erano lì intorno a guardarti”. In questa bella chiacchierata con lui l’ emozione e la nostalgia per quelle giornate “un po’ cameratesche” traspare tutta. Danny è un puro, un ragazzo serio e competente con un futuro ancora tutto da scrivere! |
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