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Castagnaccio

Castagnaccio, migliaccio o pattona

E' una torta di farina di castagne tipica delle zone appenniniche di Toscana, Liguria, Emilia e Piemonte. Piatto tipicamente autunnale, il castagnaccio è un piatto "povero". In Toscana, da dove è originario, il castagnaccio si prepara basso (1 cm o poco più) e cotto solo con rosmarino e olio. Altrove lo si trova più alto (2 o 3 cm) e guarnito anche con pinoli e/o uvetta. Qualcuno aggiunge anche zucchero.

Di seguito è riportata la ricetta tradizionale come la si trova descritta sulle confezioni di farina di castagne.
Può interessarti anche "La castagna" per sapere tutto di questo frutto.


Utilizzo principale Come dolce.
N° persone 4/6
Bimbi Per bimbi
Ingredienti • 500 gr di farina di castagne
• 100 gr di uvetta
• 50 gr di pinoli
• olio extravergine d'oliva
• sale
Preparazione 1- Mettere a bagno l'uvetta.
2-Setacciare la farina di castagne una ciotola.
3-Unire due pizzichi di sale e versare, sempre mescolando, acqua fino ad ottenere una pastella morbidissima e senza grumi.
4- Versare in una teglia da forno grande con i bordi bassi dopo averla unta con l'olio d'oliva.
5- Spargere sopra i pinoli e l'uvetta (ben strizzata e asciugata) e irrorare con un filo d'olio d'oliva.
6-
Infornare a 180° fino a che si formerà una crosticina in superficie.
Tempo necessario 45 minuti comprei i 30 circa per la cottura.
Costo Basso.
Suggerimenti Il castagnaccio, secondo l’antica ricetta Toscana, andrebbe fatto cuocere in una teglia bassa possibilmente di rame stagnato.

Anche la scelta della farina è importante. Si dovrebbe usare la cosiddetta “farina dolce” che si trova in commercio solo da fine novembre. Se l'acquistate al supermecato la farina di castagne deve essere fine, soffice e già dolcissima anche senza l'aggiunta di zucchero mentre la farina di castagne scadente è molto granulosa ed poco saporita.
Difficoltà Facile.
Varianti Tra le varianti c'è una torta molto sottile (diffusa soprattutto in Lunigiana, dove viene chiamata patona), una più spessa (diffusa in Toscana, dove viene chiamata castagnaccio - ma non troppo spessa: a Livorno il castagnaccio, fatto alto tre centimetri e denso, lo chiamano toppone e non è apprezzato) e una sorta di polenta dolce (diffusa anch'essa in Toscana e chiamata pattona).

Varianti locali prevedono l'aggiunta di altri ingredienti, come rosmarino, scorze d'arancia, semi di finocchio o frutta secca.
Origine Zone appenniniche di Toscana, Liguria, Emilia e Piemonte.
Anche detto... Baldino, migliaccio, ghirighio, patona o pattona.
Leggenda e storia Secondo quanto si legge nel "Commentario delle più notabili et mostruose cose d'Italia e di altri luoghi", di Ortensio Landi (Venetia, 1553), l'inventore del castagnaccio pare sia stato un certo Pilade da Lucca, che fu "il primo che facesse castagnazzi e di questo ne riportò loda".

Una romantica leggenda narra che le foglioline di rosmarino utilizzate per profumare il castagnaccio, costituissero un potente elisir d’amore e che il giovane che avesse mangiato il dolce offertogli da una ragazza, si sarebbe subito innamorato di lei e l’avrebbe chiesta in sposa.
Abbinamento col vino Accompagnamento ideale del castagnaccio sono il vino novello, o vini dolci come il vin santo.
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