| FARAONA DOMESTICA | |
La faraona (nome scientifico Numida meleagris, è detta anche numida comune o gallina di faraone o gallina faraona) è un animale volatile di allevamento, atto per la produzione di uova e per le carni, di origine africana, ma oggi diffuso in Europa, Medio Oriente e nelle Americhe; vive anche allo stato brado in questi luoghi. E' addomesticata dall'uomo da molti secoli. La carne della faraona era già molto apprezzata dai Greci e poi dai Romani come nel Settecento. Sembra sia scomparsa a seguito delle invasioni barbariche e reintrodotta in Europa nel Medio Evo dai Portoghesi. I metodi odierni di allevamento sono una garanzia per la qualità di questa carne. La faraona è simile nella forma e nel portamento a una grossa pernice. Ha la testa e parte del collo denudati, ricoperti di caruncole rade e penne setoliformi. La testa presenta un cimiero corneo ricoprente un processo osseo del cranio e bargigli rossi cartilaginei. Nella faraona domestica elmo e bargigli sono più sviluppati che in quella selvatica. |
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| La carne | E' una carne magra e ricca di proteine, con un sapore più aromatico rispetto a quelle del pollo. |
| Le uova | Le uova di faraona (piccole, peso medio 45 gr) presentano un guscio molto duro, color mattone chiaro, e si prestano sia per il consumo fresco che per la preparazione di paste alimentari. (Vedi anche: "Tutto sull'uovo di gallina"). |
| TAGLI e PARTI della faraona | I tagli di carne di faraona commercializzati corrispondono ai tagli del pollo (Vedi "tagli del pollo") anche se in genere la si acquista intera per poterla farcire. |
| Uso in cucina | La carne di faraona può essere impiegata in molte ricette in alternativa al pollo. Richiede una leggera frollatura e si presta a molti tipi di preparazione, in particolare può essere cucinata con ottimi risultati senza un uso eccessivo di grassi. Comunemente viene cucinata la carcassa intera dell'animale farcita e arrostita. E' una carne tipica delle ricette della tradizione natalizia (vedi "Ricette di Natale in Italia"). Ricette tipiche: faraona ripiena, faraona all'arancia (vedi ricette) Vedi "Ricette: pollame" |
| Calorie | Faraona coscia (senza pelle) 113 calorie ogni 100 grammi Faraona petto (senza pelle) 107 calorie ogni 100 grammi Da www.calorie.it |
| Valori nutrizionali | Molto simile al pollo dal punto di vista nutrizionale. |
| Come conservare | Vedi "Conservazione del pollo". |
| RICETTE | "Faraona ripiena" "Ricette di secondi con pollame" "Ricette italiane per le feste" "Pellegrino Artusi: gallina di faraone" "Pellegrino Artusi: ripieno pei polli" "Pellegrino Artusi: arrosti" |
| Nei dialetti italiani | Umbria: galinella - Emilia Romagna/Marche: faravòna Da: www.dialettando.com |
| Il nome e la leggenda | Numida meleagris, il suo nome scientifico, è legato appunto a un'antica leggenda greca, che ne fece il simbolo dell'amor fraterno. Si narra infatti che Meleagro, figlio di Eneo re di Etolia, caduto ucciso nelle terribili lotte scatenate dalla dea Artemide, irata per essere stata dimenticata nei sacrifici, venisse pianto a lungo dalle sorelle che non trovavano alcuna consolazione. Gli dei allora, impietositi dallo strazio delle fanciulle, le tramutarono per mettere fine ai loro patimenti nei graziosi uccelli destinati a portare in eterno le tracce delle lacrime versate: le perle bianche che spiccano sul fondo scuro della livrea. (Da www.ilpollaiodelre.com) |
| Storia | Conosciuta e allevata già dagli antichi, la gallina di Faraone era dai Greci utilizzata per le carni e anche per i sacrifici agli dei. Scrive della faraona in un suo trattato, Ateneo, autore greco che afferma che questo uccello ha la pelle del capo e del collo "color d'argilla tendente al rossastro". Varrone e Columella parlano poi delle faraone dette Africane (N. m. ptilorhyncha) e affermano che queste, provenienti dall'altopiano etiopico nel Sudan e lungo il Nilo venivano importate a Roma e tenute ad ingrassare in uccelliera o in libertà nelle piccole isole del Tirreno. Un Socrate scrittore di Medicina vissuto pare, nel secolo I o II d. C. afferma che le faraone "Africane" una volta catturate non si addomesticano e non emettono voce, lasciate libere di nuovo riprendono voce. Con le invasioni barbariche pare che questi uccelli scomparvero dal continente europeo poiché negli scritti dell'epoca non ne viene dato alcun cenno. Risulta che la specie venne reintrodotta dai primi navigatori portoghesi intorno al XV secolo prelevandole dalle loro colonie nell'Africa Occidentale. Gli stessi portoghesi, per la regolarità del piumaggio chiamarono la faraona, Pintado cioè uccello dipinto. Introdotte dai colonizzatori nel nuovo continente, le galline di Faraone si acclimatarono assai bene e si riprodussero in assoluta libertà nelle praterie e nelle foreste dove ancora oggi esistono (Ghigi A., 1936, 1968; Golisano R., 1926; Balasini D., 1995; Fracanzani C. L., 1981). |
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