| Descrizione | La Colatura di Alici di Cetara è una salsa liquida trasparente dal colore ambrato che viene prodotta da un tradizionale procedimento di maturazione delle alici in una soluzione di acqua e sale. |
| Origine | Prodotto tipico solo di Cetara (SA) sulla costiera amalfitana, le alici impiegate per la colatura sono pescate nel periodo che va dal 25 marzo, che corrisponde alla festa dell'Annunciazione, fino al 22 luglio, giorno di Santa Maria Maddalena. |
| Lavorazione | Il procedimento adottato oggi per la produzione della colatura di alici è molto laborioso. Tutto inizia nel nel mese di maggio quando le alici diventano grandi e saporite. Una volta pescate le alici vengono accuratamente pulite e decapitate a mano (scapezzate) e tenute per circa dodici ore in un recipiente colmo di una miscela di acqua e sale (inzuscate), detta increscatura. Le alici vengono poi disposte a strati con la classica tecnica "testa-coda" in barili in rovere, chiamati terzigni (un terzo di botte), e salate con sale grosso asciutto. Prima di lasciare "maturare" le alici sino al mese di dicembre, sui barili sono posti dei dischi in legno (tompagni) sul quale si collocano dei pesi (pietre marine). In questo modo si consente la fuoriuscita del saporito liquido. Per le prime 48 ore si esercita una pressatura maggiore, quindi si passa a livelli di pressione inferiore. Il liquido, per effetto della pressatura e della maturazione delle acciughe, comincia ad affiorare in superficie. Mentre nel normale processo di conservazione delle alici viene prelevato ed eliminato, questo è la base per la produzione della colatura. Il processo di maturazione delle alici è di circa 4/5 mesi, in genere avviene fra la fine del mese di ottobre e gli inizi di novembre, tutto è pronto per l’ultima fase del processo: il liquido raccolto e conservato viene versato nuovamente nel terzigno ove le acciughe erano rimaste in maturazione. Attraversando lentamente i vari strati (colando), ne raccoglie il meglio delle caratteristiche organolettiche, fino ad essere recuperato, attraverso un apposito foro praticato nel terzigno con un attrezzo detto " vriale" e trasferito in altro recipiente. Da qui può essere filtrato con l’utilizzo di appositi teli di lino, detti "cappucci". Si lascia poi riposare sui davanzali delle finestre al sole. Per coprire il vaso al posto del coperchio si utilizza un mazzetto di origano che contribuisce alla sua aromatizzazione. Il risultato finale è un distillato limpido di colore ambrato carico (quasi bruno-mogano), dal sapore deciso e corposo. Guarda il video. |
| Uso in cucina | Può essere gustata abbinata alla pasta così come alle verdure. La colatura di alici un tempo era un condimento povero, usato prevalentemente dalle famiglie locali per condire i piatti della vigilia di Natale. Viene utilizzata in cucina anche al posto del sale o per rafforzare il sapore di piatti a base di pesce.Oggi, la colatura di alici è un prodotto presente ormai nelle cucine dei grandi chef. |
| Suggerimenti | Attenzione: ricordarsi che la colatura è molto salata, quindi regolarsi nella salatura dell'acqua della pasta, piuttosto lasciarla insipida. |
| Qualità e varietà | Si prepara solo a Cetara. |
| In commercio | Si vende in bottiglie di vetro trasparente. |
Stagionalità |
Tutto l'anno. |
| Reperibilità |
|
| Conservazione | Si conserva a temperatura da cantina per diversi mesi. |
| Costo | Medio. |
| Calorie | Non rilevato |
| Proprietà nutrizionali | La colatura è un condimento altamente proteico, composto da aminoacidi liberi, e pertanto immediatamente assimilabili dall'organismo. Ha un'alta percentuale di cloro, sodio, fosforo, e contiene anche calcio e ferro. Tale condimento possiede proprietà tonificanti soprattutto per lo stomaco, controlla il pH e aiuta i processi digestivi. Essendo un prodotto del mare è consigliabile alle persone che hanno disturbi quali mal di gola, adenoidi, per le persone deboli e per coloro che devono rafforzare il sistema immunitario. (Attenzione: consultare sempre un medico) |
| Celiachia | Non contiene glutine. |
| Video |
Si ringrazia: amicidellealici.org |
| Storia | La sua origine risale alla cultura gastronomica greco-romana. Il prezioso liquido è stato usato dalla gente della regione per secoli come piatto di magro per il cenone della vigilia di Natale. La Colatura di Alici nasce probabilmente ad opera dei monaci cistercensi della canonica di S. Pietro a Tuezolo di Amalfi i quali salavano le alici, pescate in Agosto, in botti le cui doghe, scollate dal tempo, non erano più adatte a tenere il vino. Queste venivano sistemate sugli "mbuosti", due travi di legno parallele murate a mezzo metro dal pavimento. Ai primi di dicembre il sale, che aveva maturato le alici, faceva perdere loro il restante liquido che colava attraverso le doghe inondando il locale di un profumo gradevole. Accortisi che il liquido aveva tutte le caratteristiche migliori dell'antico "garum", una salatissima e fortissima salsa ottenuta con la fermentazione delle interiora dei pesci e utilizzata dagli antichi Romani (Apicio) per condire le carni, lo utilizzarono sulle verdure cotte con l'aggiunta di spezie ed aromi. L’invenzione della Colatura di Alici fu divulgata nei monasteri della zona e tra i cittadini che si industriarono per produrre la Colatura di alici in casa filtrando con l'alambicco (cappuccio di lana o tela già utilizzato per filtrare il mosto) la salamoia delle alici che, durante la stagionatura delle stesse, tracima continuamente dai vasi che la contengono. Lo stesso cappuccio è usato oggi dai cetaresi per produrre la Colatura di Alici ai quali va riconosciuto il grande merito di riproporre l'antica tradizione culinaria con la stessa attenzione che ogni popolo riserva alle memorie storiche ed artistiche. (Fonte: terradisapori.net) |
| Curiosità | - Agli inizi di dicembre la colatura di alici di Cetara è pronta per condire il piatto forte delle feste natalizie. E’ quasi un rituale antico: ogni famiglia se la procura per condire gli spaghetti o le linguine, immancabili nelle cene vigiliari. Gli abitanti di Cetara usano scambiarsi la colatura come simbolo di amicizia. Una tradizione vera, molto sentita, che ogni anno ricorda ai cetaresi la propria storia di popolo marinaro. - La Colatura d’Alici di Cetara è inserita nello speciale elenco, elaborato dal Ministero per le politiche agricole (D.M. 18.7.2000), dei prodotti agroalimentari tradizionali da tutelare e da salvaguardare.
E' un presidio Slow Food. - Qualche anno fa un gruppo di studiosi giapponesi venuto in Italia alla ricerca di discendenti del Garum dei Romani, dopo aver cercato in varie città tra cui Roma e Pompei, non riscontrarono nessuna traccia della famosa salsa. (Tratto da: "Dal Garum alla colatura di alici, l’evoluzione di un condimento nutraceutico e di un gusto antico." di: R. Ferro, P.Salafia, A. Trani, M. Salafia, A. Di Luccia) |
| Modi di dire | NNUNZIATA, ‘A PAMPENA ‘E FICO E ALICE SALATA: Con l’inizio della primavera, il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, all’albero di fico spuntano le prime foglie mentre le alici raggiungono la dimensione e la maturazione giusta per finire sotto sale. ‘A MADDALENA, ‘A MENAIDE ‘O MAIAZZEN: |
| Sagre e feste | A Cetara (SA): a metà dicembre Festa della Colatura di Alici. La manifestazione prevede un convegno di studi su avvenimenti storici di Cetara e dell’intera Costiera Amalfitana, durante il quale numerose volte sono state presentate ricette nuove a base di colatura di alici o con altri prodotti tipici di Cetara, ed una parte prettamente culinaria durante la quale tutti i ristoranti del paese preparano ricette esclusivamente a base di colatura di alici. |
| Ti può interessare la ricetta "Pasta al salmone con maionese di barbabietola" di Moreno Cedroni a Identità Golose 2010. | |
LIBRI CONSIGLIATI |
|
Cedroni Moreno, 2001, Bibliotheca Culinaria Lo trovi su IBS. Può interessarti tutto su: "Chef: Moreno Cedroni" |
|
Fuori dal guscioBarbieri Bruno, 2008, Bibliotheca Culinaria. Lo trovi su IBS. "Chef: Bruno Barbieri" |
|
"A tutto tonno"Carmelo Chiaramonte, 2006, Bibliotheca Culinaria Lo trovi su IBS. Sono tre i capitoli principali: uno dedicato ai tagli nobili del tonno, l’altro alla famiglia biologica degli sgombridi (con tanto di disegni per riconoscere le differenze tra tonnacchi, tonnetti, allitterati, tambarelli e alalunghe o tonni bonita) e il terzo capitolo che racchiude tagli di scarto di bontà rara e interiora e salatume di questo vero Re del Mediterraneo, e tante ricette. Può interessarti tutto su: "Chef: Carmel Chiaramonte" |
|
| Tutti i libri di IBS sul pesce | |