| Descrizione | I passatelli hanno la caratteristica forma di filamenti del diametro di circa 5 millimetri, rugosi e abbastanza consistenti. Possono essere di diverse lunghezze a seconda dello strumento che viene utilizzato. Infatti, per preparare i passatelli sarebbe necessario usare un attrezzo particolare, il "ferro per i passatelli", difficilmente reperibile al di fuori della Romagna. (Vedi "utensile"). |
| Utilizzo principale |
In Romagna si mangiano come vuole la tradizione prevaletemente in brodo, di carne, vegetale o di pesce. (Clicca sulla foto per ingrandire). |
| Ricetta | Passatelli in brodo. Per 4 persone. |
| Il trucco della Sig.ra Rosa | Dopo anni di esperienza i passatelli della sig.ra Rosa sono perfetti oltre che nel sapore anche nella consistenza. Per evitare che si sfaldino e sporchino il brodo consiglia di far riposare l'impasto anche per un paio d'ore. A questo punto l'impasto potrebbe risultare troppo duro per poterlo lavorare con il ferro. A tale scopo basta aggiungere un uovo intero e rimpastare. |
Per preparare i passatelli sarebbe necessario usare un attrezzo antico e particolare, "e fér", "il ferro", difficilmente reperibile al di fuori dell'Emilia Romagna.![]() Il ferro classico è un disco concavo forato dotato di manico laterale, simile allo schiacciapatate. Spingendo sui manici si schiaccia l'impasto con un breve movimento da sinistra a destra (o viceversa) fino a farlo fuoriuscire dai fori con la tipica forma. (Clicca sulla foto per vedere l'ingrandimento). La foto che vediamo qui a fianco è la versione "moderna" (quello "storico" ha un manico solo ed è tutto di ferro, manici compresi). Dai buchi sottostanti usciranno i nostri passatelli pronti per essere cucinati. In alternativa, è però possibile utilizzare con buonissimi risultati uno schiacciapatate a fori grossi. E' simile ad uno schiacciapatate l'unica differenza è la dimensione dei buchi. L'utilizzo è semplice, basta inserire nel contenitore parte dell'impasto e poi premere con forza. Un attrezzo che si può utilizzare per fare i passatelli è il Torchietto.Si inserisce l'impasto nel contenitore e si ruotare la leva che sta in cima. Un'altro attrezzo molto comodo è costituito da un contenitore che viene attaccato al tavolo con un morsetto. Si nserisce un po' di impasto all'interno del contenitore e poi girando la manovella escono i passatelli con poca fatica. |
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| Le ricette di P. Artusi |
«Eccovi due ricette che, ad eccezione della quantità, poco differiscono l'una dall'altra. Prima: Pangrattato, grammi 100. Midollo di bue, grammi 20. Parmigiano grattato, grammi 40. Uova, n. 2. Odore di noce moscata o di scorza di limone, oppure dell'una e dell'altra insieme. Questa dose può bastare per quattro persone. Seconda: Pangrattato, grammi 170. Midollo di bue, grammi 30. Parmigiano grattato, grammi 70. Uova n. 3 e un rosso. Odore come sopra. Può bastare per sette od otto persone. Il midollo serve per renderli più teneri, e non è necessario scioglierlo al fuoco; basta stiacciarlo e disfarlo colla lama di un coltello. Impastate ogni cosa insieme per formare un pane piuttosto sodo; ma lasciate addietro alquanto pangrattato per aggiungerlo dopo, se occorre. Si chiamano passatelli perché prendono la forma loro speciale passando a forza dai buchi di un ferro fatto appositamente, poche essendo le famiglie in Romagna che non l'abbiano, per la ragione che questa minestra vi è tenuta in buon conto come, in generale, a cagione del clima, sono colà apprezzate tutte le minestre intrise colle uova delle quali si fa uso quasi quotidiano. Si possono passare anche dalla siringa. » Vedi anche "Passatelli di semolino" e "Minestra di passatelli di carne" |
| Varianti | - I passatelli possono essere anche arricchiti e "colorati" aggiungendo gli spinaci all'impasto. - Chi non ama la noce moscata può aromatizzare l'impasto con della buccia di limone o di cedro. Alcuni cuochi mettono sia noce moscata che la buccia di limone, così da avere un gusto più fresco senza rinunciare alla tradizionale noce moscata. |
| Il nome | Si chiamano passatelli proprio perché prendono la forma particolare passando dai buchi dello specifico strumento "il ferro", chiamato anche stampo. |
| Origine | I passatelli sono una pasta di antica tradizione, nata nelle case contadine. Piatto semplice ma gustoso, nasce dall'esigenza di utilizza avanzi e ingredienti poveri di cucina come il pane raffermo, il formaggio indurito (oggi sostituito dal Parmigiano-Reggiano), le uova ed il midollo di ossa di bue frantumate (oggi sostituite dal burro). In passato i passatelli erano la minestra delle feste e delle grandi occasioni come la Pasqua, l' Ascensione, i battesimi, le cresime ed i matrimoni; a Natale invece venivano sostituiti dai cappelletti in brodo. |
| Stagionalità | In Romagna vengono cucinati tutto l'anno anche se in brodo sono sicuramente un piatto tipico dell'inverno e delle feste. |
| Reperibilità | Media. Non è facile trovarli nei supermercati, ma nei negozi di specialità regionali romagnole. O in grandi magazzini ben forniti. |
| Come scegliere | L'ideale è trovare il prodotto lavorato ancora con metodi artigianali. |
| Consigli | Per ottenere un buon passatello bisogna usare pane comune bianco, ben secco e grattuggiato finemente. Per rendere l'impasto più morbido può essere utilizzato midollo di bue tritato, alcuni usano come varianti semolino o una manciata di farina. Per chi è meno pratico sarebbe meglio evitare di formare i passatelli direttamente in pentola, meglio svolgere quest'operazione su un piatto o su un vassoio per poi versarli tutti in una volta nel brodo. |
| Calorie | 160 K cal per 100 gr di passatelli |
| Conservazione | Meglio cuocerli subito dopo il riposo. Altrimenti surgelarli anche se non saranno buoni come appena fatti. |
| Celiachia | Contiene glutine. (Dato fornito da AIC: Associazione italiana Celiachia). |
| Sagre ed eventi | Basiago (RA), Pianello di Ostra (AN) |
| Ricette consigliate |
Passatelli in brodo |
| Vedi anche: | "Come si fa: pasta fresca all'uovo" "Ricetta cappelletti in brodo" "Le ricette della tradizione natalizia in Romagna" "Le ricette della tradizione pasquale in Romagna" |
Gaspari Alessandro, 2010, CartaCanta Non un vero manuale di ricette, ma una deliziosa galoppata nel mondo più genuino della tradizione culinaria romagnola degli ultimi cinquant'anni. Tra fontane di farina e sfoglia dalla forma perfetta, saporiti ripieni per cappelletti e invitanti grigliate, golose zuppe inglesi e succulente cotolette, l'autore realizza un inno alla lentezza in cucina tra ricordi di vita vissuta e aneddoti di un'arte che può facilmente trasformarsi in passione, dando ancora una volta dignità, come già aveva Pellegrino Artusi, all'arte culinaria casalinga e alla valorizzazione dei prodotti locali. Un libro non solo da leggere, ma da sperimentare, che invita anche le giovani generazioni a impugnare il matterello e a imbracciare il tagliere per rilanciare nel futuro le tradizioni enogastronomiche locali. Lo trovi su IBS. |
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