| GLI EGIZI: LA SCOPERTA DEL PANE E I PRIMI FORNI A CUPOLA | ||
La scoperta del pane, con ogni probabilità, avvenne. casualmente. I primi panificatori dell'antichità furono gli Egiziani ai quali si deve non solo la costruzione dei primi forni con volta a cupola, che consentivano la cottura a temperature più elevate, ma anche la scoperta della lievitazione naturale. Intorno al 3500 a.C. gli Egizi scoprirono la fermentazione, un impasto che, lasciato all'aria cotto il giorno dopo, dava origine ad un pane più soffice e fragrante. Per gli Egizi il pane non era solo una fonte di cibo ma anche di ricchezza essendo utilizzato come moneta per pagare il salario tanto del contadino quanto delle più alte cariche dello Stato e divenendo simbolo di distinzione sociale (al popolo era destinato pane di orzo o spelta ai nobili quello di farina di grano). Il pane era il cibo principale, anzi quasi l'unico dei contadini. La farina con la quale veniva prodotto era grossolana e conteneva una buona quantità di polvere e sabbia portata dal vento e altri generi di impurità. Tali impurità abrasive alla lunga logoravano anche i denti più forti e molti vecchi avevano la dentatura consumata fino alle gengive. |
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| ERODOTO PARLA DEL "KYLLASTIS": IL PANE DEGLI EGIZI | ||
<Storico greco.Alicarnasso, 484 a.C. – Thurii, 425 a.C. Erodoto racconta che, mentre gli altri popoli gettavano via la pasta inacidita, gli Egiziani la conservavano con cura meticolosa. In ogni casa egizia era custodita gelosamente come fosse cosa sacra poichè, come per magia, rendeva il pane in cottura soffice e fragrante. Questo era considerato un misterioso fenomeno dall'origine forse soprannaturale. Si spiega così la costante presenza nelle tombe di rappresentazioni delle tecniche eseguite per la panificazione, a cominciare dalla pulitura dei cereali, che venivano setacciati e pestati in appositi mortai. La farina così ottenuta era impastata a mano con acqua su lastra di pietra, oppure con i piedi in grandi giare. |
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| DALL'EGITTO ALLA GRECIA: OLTRE 70 VARIETA'! | ||
Dall'Egitto l'arte della panificazione passò in Grecia. I greci divennero ottimi panificatori producevano più di 70 qualità, aggiungendo nuovi aromi e spezie, latte, miele. I nomi dei diversi tipi di pane prendevano origine dalle forme, dal tipo di cereale usato, dagli ingredienti e dal modo di cottura. Tra le varie forme per esempio, troviamo quelle grandissime offerte a Demetra durante la festa della megalartia ossia dei grandi pani, le achenas, grandi pagnotte a forma di capra, impastate con pezzi di lardo. Vi erano poi i pani commerciali destinati all'uso comune e quelli cucinati nelle case private. I Greci stimavano molto i pani di orzo. Inoltre vi era naturalmente il pane di frumento e ve ne erano di diversi tipi e diversi nomi. I fornai si sbizzarrivano nel foggiare la pasta in forme attraenti e ad insaporirla in modo stuzzicante con semi aromatici. I migliori tra questi artigiani erano Lidii o Fenici. Tra le varie forme oltre al pane comune troviamo: il boletinos, un pane a forma di fungo cosparso di semi di papavero, i panini fatti a forma di fiore, i panini a forma del pirolo della lira, i giganteschi sfilatini o le treccie confezionate con l'aggiunta di latte, olio, pepe e lardo, un tipo di focaccia simile ad una sfoglia larga e sottile, il cubo tipo il nostro pane a cassetta, il pane di braciere, un pane piatto, molle e spugnoso che si mangiava inzuppandolo nel vino dolce. Inoltre, furono i Greci ad istituire i primi forni pubblici e le prime associazioni di panificatori stabilendo anche le regole per il lavoro notturno dei fornai. |
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| IL PANE NELL'ANTICA ROMA | ||
Anche il pane era vario nell’antica Roma e non mancava mai sulla tavola dei romani. L’uso, però, sembra divenuto generale soltanto al principio del secondo secolo a.C.Il primo pane veniva preparato con il farro, che a quei tempi era il cereale più coltivato. Con il grano, inizialmente, veniva fatta una pappa di frumento (la puls) che si distingueva dalla polenta dei Greci fatta, invece, con orzo abbrustolito e macinato. Prima il pane veniva preparato nelle case mentre in seguito gli artigiani e i cuochi aprirono delle panetterie attrezzate con forni e mulini. Il pane si divideva essenzialmente in tre qualità principali: il pan nero di farina stacciata rada che veniva consumato principalmente dai poveri, il pane bianco (panis secondarius) che era migliore del precedente più bianco ma non finissimo e il pane bianco di lusso (panis candidus, mundus) fatto con farina finissima che veniva consumato principalmente dai ricchi. Si ricorda anche il pan da cani (panis furfureus) fatto con la crusca. Il pane veniva cotto in forno o in recipienti speciali (panis clibanicus). Di seguito un elenco dei vari tipi di pane con il nome originale. "cibarius", un pane scuro poco costoso; "secondarius", fatto con farina integrale; "autopyrus", un pane nero fatto con farina non setacciata; "siligeneus", pane bianco di grano tenero; "parthicus", un pane spugnoso; "furfureus", pane fatto con la crusca; "pane d’Alessandria", cotto con gli spiedi; "piceno", cotto in pentola di coccio che si rompe di fronte ai commensali; "adipatus", pane condito con il lardo; "bucellatus", un pane biscottato; "ostearus", fatto per accompagnare le ostriche. |
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| IL PANE DEI BARBARI E NEL MEDIOEVO | ||
I Barbari, a differenza dei Romani, non amavano l’agricoltura. Il lavoro dei campi era d’impaccio per i loro continui spostamenti, impararono tardi ad apprezzare l’agricoltura e quindi a coltivare cereali. Il pane in questo periodo e per tutto il Medioevo non subì trasformazioni notevoli, anzi spesso trovare farina e pane era molto difficile. I raccolti erano spesso insufficienti, le carestie e le epidemie imperversavano spesso dovute alla cattiva coltivazione dei cereali come accadde nell’anno 943, quando, in seguito all’infestazione di un fungo velenoso alle coltivazioni di orzo, segale e frumento,morirono quarantamila persone. Con il pane bianco di frumento si cibavano i ricchi. All'epoca erano attribuite al pane chiaro anche qualità taumaturgiche, tanto che una storia narra di come Ghino di Tacco riuscì a guarire dal mal di stomaco, con fette di pane abbrustolito, uno dei più ricchi prelati del tempo, l’Abate di Clignì, mandato in cura ai bagni di Siena da Papa Bonifacio VIII. Nel '300 venivano inoltre realizzati dei panini bianchi detti «da bocca», utilizzati al posto dei tovaglioli durante i banchetti. La povera gente si sfamava invece con il pane d’avena o di crusca. La sua preparazione consisteva nel fare una pasta senza sale, lievito e droghe, che veniva riposta in un luogo caldo durante la notte. Il giorno dopo, con questo composto si elaboravano i pani da infornare ; una volta cotti, s'immergevano nell’acqua bollente per poi riporli nel forno per l'asciugatura. Nacque in questa epoca la superstizione che il pane messo in tavola capovolto portasse sfortuna, credenza popolare derivata da come i fornai consegnavano in segno di disprezzo il "pane del boia", preparato senza compenso per doveri di legge. L’unica invenzione tecnica del Medioevo fu l’invenzione del molino a vento quelli ad acqua già si conoscevano. |
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| "DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO" | ||
Il pane è largamente citato nella Bibbia al quale si riconosce un alto valore rituale e celebrativo, lo stesso significato è ancora oggi fondamentale in tutte le religioni che riconoscono nella Bibbia il loro Testo Sacro. Nella religione cristiana il pane assume centralità legata alla metafora del corpo di Cristo: «Questo è il mio corpo» e con l'identificazione ostia-corpo di Cristo si compie un processo di sublimazione del pane che da alimento diventa anche mezzo di comunicazione capace di trasmettere significati profondi. «Dacci oggi il nostro pane» recita la preghiera base della religione cristiana-cattolica: dove pane è sinonimo di cibo, perché nel cuore del Mediterraneo, dove tale religione si è sviluppata, la cultura del pane ha avuto origine e diffusione. Così questo alimento è un tema ricorrente nella simbologia cristiana. Come esempio basterà ricordare che ad Adamo - scacciato dal Paradiso - fu imposto: «Ti guadagnerai il pane con il sudore della fronte». Nei primi secoli dell'era cristiana i pani ecumenici erano molto grandi, a forma di ciambella. Dopo l'XI secolo divennero più piccoli anche per aderenza alla realtà storica (gli Ebrei usavano pane azzimo, non lievitato). Soltanto dalla metà del XIII secolo il pane eucaristico divenne ostia di finissima farina di grano cotta su appositi ferri dapprima ad opera degli stessi sacerdoti; successivamente la preparazione delle ostie fu affidata alle monache nei conventi. (A lato Papa Karol Wojtyla durante l'Eucarestia). |
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| RINASCIMENTO. LEONARDO E MICHELANGELO AL LAVORO MANGIANO PANE | ||
Nei fasti culinari del Rinascimento (famosissimi quelli fiorentini dei Medici) le numerose portate erano sempre accompagnate dal pane che compare però anche nei pasti frugali che si consumavano nelle botteghe di Leonardo da Vinci e di Michelangelo che quando lavorava - così vuole la tradizione - mangiava solo pane. |
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| GLI EBREI E IL PANE NON LIEVITATO: PANE AZZIMO | ||
Gli Ebrei mangiano pane azzimo (non lievitato) in occasione della commemorazione dell'esodo dall'Egitto: l'uso del pane non lievitato è simbolo dell'accingersi a intraprendere il viaggio, data la rapidità della preparazione e la ottima possibilità di conservazione di tale tipo di pane. Secondo le Sacre scritture, l'Ultima cena di Gesù Cristo fu consumata anche a base di pane azzimo. Il pane può anche essere non lievitato (Vedi foto a sinistra), detto perciò azzimo o azimo, soprattutto nel caso sia da conservare per lunghi periodi. Tale è ad esempio il biscotto del marinaio, detto anche "galletta", cibo di lunga durata (anche mesi) tipico della marineria a vela; anche diversi pani regionali italiani sono azzimi. Il pane non lievitato è diffuso in diversi paesi medio-orientali. |
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| PANI SPECIALE DELLE FESTE | ||
| Ancora oggi il pane ha conservato un valore simbolico legato alle feste religiose: basti pensare ai pani speciali realizzati per la festa di San Nicola (6 dicembre), Santa Lucia (13 dicembre) e molte altre che variano da paese a paese. | ||
| IL PANE AI GIORNI NOSTRI E PER LA LEGGE ITALIANA | ||
| Ha un posto fondamentale nella tradizione occidentale come componente primaria dell'alimentazione, al punto che il termine stesso può diventare sinonimo di cibo o di nutrimento, non necessariamente fisico. In Italia la legge ne stabilisce chiaramente le caratteristiche e le eventuali denominazioni con il Decreto del Presidente della Repubblica n.502 del 30 novembre 1998 che modifica la Legge n.580 del 4 luglio 1967. |
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ARGOMENTI CORRELATI |
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| Vedi anche: | ||
| Indice pane | ||
| Cucina storica | ||
| Indice analitico alimenti | ||
| Ricette | ||
Sara Papa, 2010, Gribaudo La maestra degli impasti, Sara Papa, in questo libro svela tutti i segreti e le ricette per imparare a fare un ottimo pane in casa. |
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Giorilli Piergiorgio, Lauri Simona, 1996, Zanichelli Lo trovi su IBS. |
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Lambert Marjie, 2006, Il Sole 24 Ore Edagricole Lo trovi su IBS. |
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Ytak Cathy, 2007, Guido Tommasi Editore-Datanova Lo trovi su IBS. |
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2005, Giunti Demetra Lo trovi su IBS. |
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2002, Slow Food Lo trovi su IBS. |
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Negri Nicoletta, 2004, Mondadori Electa Lo trovi su IBS. |
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| Tutti i libri di IBS sul pane | ||