| Descrizione | Cappello: |
| Habitat | Boschi di latifoglia o aghifoglia o misti. |
| Stagionalità | Dalla primavera all’autunno, con periodi di stasi durante i mesi molto caldi dell’estate. In autunno avanzato la cuticola può presentarsi decolorata, quasi bianca ( i "ciumin"): in questi casi alcuni autori tendono a farne una specie a sé stante con il nome di Boletus albus Persoon. |
| Commestibilità | Ottimo. |
| Cucinare i funghi porcini | Adatto ad ogni preparazione. A seconda delle dimensioni si può decidere di usarli per un buon risotto, se sono abbastanza grandi possono essere gustati fritti, oppure nello spezzatino, sulla pizza, nella pasta, nel sughetto di brasati ed arrosti. |
| Porcini CRUDI | Il modo migliore per gustarsi un porcino fresco è sicuramente quello di mangiarlo crudo. La preparazione è molto semplice. Tagliate a listarelle verticali il fungo e conditelo con un pizzico di sale, olio extravergine d’oliva, un fetta di limone e uno spicchio d’aglio ed il piatto è già pronto. |
| Varietà | Le specie codificate dalla micologia corrente e che gli esperti sono in grado di riconoscere a prima vista per le loro caratteristiche esteriori chiaramente diverse, sono quattro: Boletus edulis, Bulliard: Fries |
| ATTENZIONE AI funghi VELENOSI simili |
I porcini non sono facilmente confondibili con altri funghi. Le loro forme, proporzioni e colori non lasciano adito a molti dubbi. Comunque, per evitare intossicazioni (non gravi, nel campo dei boleti, ma comunque molto spiacevoli), occorre controllare che la carne sia bianca e non cambi colore al taglio (viraggio). Quindi, se siamo in presenza di un boleto che cambia colore (solitamente al rossastro, al blu o al verde, più o meno carichi) o ha il gambo giallo o rosso, possiamo essere certi che non si tratta di un Porcino, ma di un'altra specie del genere Boletus.
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| Come trovare i porcini | La prima cosa da fare è cercarli non molto in basso come altitudine, ma dai 500-600 metri a salire. |
| Come scegliere | Se acquistati freschi fare attenzione che il fungo non presenti tracce evidenti di muffa. Se si acquistano funghi secchi controllare la data di scadenza. Sull’etichetta dovrà essere riportato sempre il luogo di provenienza. |
| Come PULIRE i porcini | La pulitura dei porcini inizia dal gambo. 1- Con un coltellino eliminare la parte terminale di solito ricoperta di terra. 2- Separare i gambi dalle teste, afferrando gambo e testa con le dita e ruotando entrambi in direzione opposta. 3- Con un coltellino appuntito raschiare superficialmente la parte inferiore della testa, asportando un po' di spugnola con la terra che vi è attaccata. 4- Sempre col coltellino strofinare delicatamente la testa, eliminando contemporaneamente le eventuali parte ammaccate e meno sane. 5- Strofinare tutto il fungo con un telo inumidito, per completare la pulizia ed eliminare qualsiasi traccia di terra residua. 6- Adagiare la testa sul tagliere rivolta verso l'alto e col coltellino affilato e appuntito tagliare fettine di uguale spessore. 7- Il gambo, invece, normalmente meno sodo, può essere tagliato a fette leggermente più spesse rispetto alla testa. |
| Suggerimenti | Far sempre controllare i funghi appena raccolti per appurare che siano realmente commestibili (quindi, non tossici), ricordando che possono essere confusi con altre specie simili. |
| Conservazione | Si conservano in frigorifero per diversi giorni, e li si può conservare secchi, sott’olio e sotto aceto (vedi "Come si fa"). |
| Calorie | Per 92 gr: 27 Kcal, 113 Kjoule. |
| Controindicazioni | Nessuna. Si suggerisce sempre di accertarsi dell'effettiva "identità" del fungo, che non sia quindi confuso con un fungo simile, ma magari tossico. |
| Celiachia | In purezza non contengono glutine. (Dato fornito da AIC Lazio: Associazione italiana Celiachia) |
| Il nome | Gli antichi Romani chiamavano questi funghi Suillus per il loro aspetto generalmente tozzo e massiccio, ed il termine porcino ne è l'esatta traduzione. |
| Curiosità | Possono raggiungere facilmente grandi dimensioni, come in quello della foto: non sono infrequenti ritrovamenti di esemplari di peso superiore a uno o due chilogrammi. |
| Anche detto... | Porcino - Brisa - Rigorsella. |
| Nei dialetti italiani | Emilia Romagna: albarèl - Lombardia: ferèr, fonz sblissgon o sblission (Mn), funch bèl (Valtellina) - Piemonte: bolé porsin, duròt - Valle d'Aosta: bolé - Veneto: brisa |
| Sagre | Oriolo Romano (VT), Torchiati di Montoro Superiore (AV), Masone (GE), Castel del Rio (BO), Rocca Priora (RM), La Gulfa Massarosa (Lu), Cortona (AR), Ronta (FI). |
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"Ricette Italia". |
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Lorenzini Giovanni, 2008, Montedit "L'idea di scrivere questo breve manuale micologico è nata dal desiderio di far conoscere l'esperienza mia e di amici sulla ricerca e raccolta dei funghi, esperienza appassionante da me consolidata da cinquant'anni di estenuanti camminate alla ricerca di questi "figli del bosco" di cui a mio parere, il porcino è il re. [...] Il mio lavoro non vuole essere uno dei tanti libri che trattano l'argomento "funghi" dal punto di vista botanico scientifico, con tabelle, classificazioni, accurate descrizioni corredate da disegni e magnifiche foto (a volte non proprio) delle centinaia e centinaia di funghi che popolano i nostri boschi; vuole piuttosto essere una guida pratica per come si deve fare ("how to do", come dicono gli americani) per cercare funghi nel bosco, provvisti di quelle nozioni indispensabili per essere dei buoni ricercatori e ricavarne soddisfazioni". Lo trovi su IBS. |
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