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Porcino
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Porcino. Boletus Edulis.

Descrizione, habitat, utilizzo del fungo porcino, i modi di cucinare i porcini, come trovare i porcini, come pulirli, funghi simili ma velenosi, le sagre del fungo porcino.

"Porcino" è il nome popolare di alcune specie di funghi del genere Boletus. Sono i funghi più conosciuti, ricercati e commercializzati, grazie alla loro alta qualità.

Le ricette con i funghi le trovi in "Ricette Italia"
Vedi anche: "Abbinamento vino-funghi
"



Descrizione

Cappello:
Variabile nel colore: crema-giallastro, giallo-ocraceo, nocciola ovvero caffellatte o bruno-castano, più carico verso il centro. Dapprima emisferico poi espanso, talvolta centralmente un po’ depresso. Un poco viscido, spesso accidentato per piccoli solchi o depressioni.
Tubuli (sottili tubicini presenti nei funghi detti per questo "a tubuli"):
Bianchi nell’esemplare giovane, poi giallini infine verdognoli. Lunghi, separabili in massa dal cappello, liberi o arrotondati al gambo.
Gambo:
Dapprima ventricolo, panciuto, poi più slanciato, quasi cilindrico, ma sempre un po’ ingrossato alla base e assottigliato all’apice. Biancastro o nocciola molto chiaro. Un fitto reticolo che persiste verso la sommità lo disegna a maglie quasi romboidali, poco evidenti nei primi stadi perché chiare, poi più marcate e scure nell’esemplare adulto.
Carne:
Bianca, immutabile. Compatta, soda, poi più cedevole. Odore debole ma fragrante, sapore buono.
Spore:
12-16 x 4-6 micron, fusiformi. Scuro-olivastre in massa.

Habitat Boschi di latifoglia o aghifoglia o misti.
Stagionalità Dalla primavera all’autunno, con periodi di stasi durante i mesi molto caldi dell’estate.
In autunno avanzato la cuticola può presentarsi decolorata, quasi bianca ( i "ciumin"): in questi casi alcuni autori tendono a farne una specie a sé stante con il nome di Boletus albus Persoon.
Commestibilità Ottimo.
Cucinare i funghi porcini Adatto ad ogni preparazione.
A seconda delle dimensioni si può decidere di usarli per un buon risotto, se sono abbastanza grandi possono essere gustati fritti, oppure nello spezzatino, sulla pizza, nella pasta, nel sughetto di brasati ed arrosti.
Porcini CRUDI Il modo migliore per gustarsi un porcino fresco è sicuramente quello di mangiarlo crudo.
La preparazione è molto semplice.
Tagliate a listarelle verticali il fungo e conditelo con un pizzico di sale, olio extravergine d’oliva, un fetta di limone e uno spicchio d’aglio ed il piatto è già pronto.
Varietà

Le specie codificate dalla micologia corrente e che gli esperti sono in grado di riconoscere a prima vista per le loro caratteristiche esteriori chiaramente diverse, sono quattro:

Boletus edulis, Bulliard: Fries
Nomi popolari: brisa, bastardo, fungo di macchia, moccicone, settembrino
Boletus aereus, Bulliard: Fries
Nomi popolari: bronzino, fungo nero, fungo di scopa, moreccio, scopino, reale (Sardegna)
Boletus aestivalis (ex reticulatus), (Paulet) Fries
Nomi popolari: ceppatello, estatino, fungo bianco, stataiolo
Boletus pinophilus (ex pinicola), Pilát & Dermek
Nomi popolari: capo rosso, fungo da freddo, porcino dei pini.

Alcuni fanno distinzioni a seconda del profumo o della consistenza della carne. Nel complesso però le differenze sono minime. In generale si può dire che B. aereus e B. aestivalis hanno gusto e profumo più marcati, ma carne meno soda. Mentre B. edulis e B. pinophilus sono meno saporiti ma più sodi e quindi molto adatti per la conservazione sott'olio (vedi "Come si fa: funghi sotto'olio e sott'aceto").

ATTENZIONE AI
funghi VELENOSI simili

I porcini non sono facilmente confondibili con altri funghi. Le loro forme, proporzioni e colori non lasciano adito a molti dubbi. Comunque, per evitare intossicazioni (non gravi, nel campo dei boleti, ma comunque molto spiacevoli), occorre controllare che la carne sia bianca e non cambi colore al taglio (viraggio). Quindi, se siamo in presenza di un boleto che cambia colore (solitamente al rossastro, al blu o al verde, più o meno carichi) o ha il gambo giallo o rosso, possiamo essere certi che non si tratta di un Porcino, ma di un'altra specie del genere Boletus.

Boletus satanasIl Boletus satanas (foto a sinistra), chiamato volgarmente "porcino malefico", è l'unico boleto che può dare intossicazioni di una certa gravità. Possiede cappello e gambo molto grossi e compatti. Il colore della cuticola è biancastro, i pori rossi (occasionalmente giallastri), il gambo rosso con l'apice giallo; la carne è gialla e alla frattura vira al bluastro. Raggiunge le dimensioni massime dei boleti ma ha il gambo più tozzo per cui è ancora più massiccio e pesante dei normali porcini. Nasce in boschi di latifoglie, con preferenza per le posizioni asciutte, nella tarda estate.

Boletus CalopusUn altro boleto non commestibile è il Boletus calopus (foto a sinistra) con carne virante e di sapore molto amaro, di sospetta tossicità, che si distingue però facilmente per la presenza di pori gialli e per via del gambo che è meno obeso di quello del B. satanas.

Tylopilus_felleusIl più insidioso tra i falsi porcini è il Tylopilus felleus (fam. Boletaceae), di dimensioni mediamente più piccole. Si tratta di un fungo amarissimo, che si distingue dai porcini sia per i pori che, nel fungo maturo, da bianchi diventano rosati e poi nerastri, sia soprattutto per l'ampio reticolo a maglie larghe ben visibile sul gambo.

Come trovare i porcini

La prima cosa da fare è cercarli non molto in basso come altitudine, ma dai 500-600 metri a salire.
E' importante trovare una bella macchia di cerro-quercia-carpano e anche di castagno parlando di altitudini maggiori, ma anche al faggio se ne trovano.
Il bosco non deve essere troppo buio e fitto, ma deve lasciare filtrare un po' di luce solare, ruolo fondamentale poi lo hanno le piogge.

Come scegliere Se acquistati freschi fare attenzione che il fungo non presenti tracce evidenti di muffa.
Se si acquistano funghi secchi controllare la data di scadenza. Sull’etichetta dovrà essere riportato sempre il luogo di provenienza.
Come PULIRE i porcini La pulitura dei porcini inizia dal gambo.
1- Con un coltellino eliminare la parte terminale di solito ricoperta di terra.
2- Separare i gambi dalle teste, afferrando gambo e testa con le dita e ruotando entrambi in direzione opposta.
3- Con un coltellino appuntito raschiare superficialmente la parte inferiore della testa, asportando un po' di spugnola con la terra che vi è attaccata.
4- Sempre col coltellino strofinare delicatamente la testa, eliminando contemporaneamente le eventuali parte ammaccate e meno sane.
5- Strofinare tutto il fungo con un telo inumidito, per completare la pulizia ed eliminare qualsiasi traccia di terra residua.
6- Adagiare la testa sul tagliere rivolta verso l'alto e col coltellino affilato e appuntito tagliare fettine di uguale spessore.
7- Il gambo, invece, normalmente meno sodo, può essere tagliato a fette leggermente più spesse rispetto alla testa.
Suggerimenti Far sempre controllare i funghi appena raccolti per appurare che siano realmente commestibili (quindi, non tossici), ricordando che possono essere confusi con altre specie simili.
Conservazione Si conservano in frigorifero per diversi giorni, e li si può conservare secchi, sott’olio e sotto aceto (vedi "Come si fa").
Calorie Per 92 gr: 27 Kcal, 113 Kjoule.
Controindicazioni Nessuna. Si suggerisce sempre di accertarsi dell'effettiva "identità" del fungo, che non sia quindi confuso con un fungo simile, ma magari tossico.
Celiachia In purezza non contengono glutine.
(Dato fornito da AIC Lazio: Associazione italiana Celiachia)
Il nome

Gli antichi Romani chiamavano questi funghi Suillus per il loro aspetto generalmente tozzo e massiccio, ed il termine porcino ne è l'esatta traduzione.

Curiosità Possono raggiungere facilmente grandi dimensioni, come in quello della foto: non sono infrequenti ritrovamenti di esemplari di peso superiore a uno o due chilogrammi.
Anche detto... Porcino - Brisa - Rigorsella.
Nei dialetti italiani

Emilia Romagna: albarèl - Lombardia: ferèr, fonz sblissgon o sblission (Mn), funch bèl (Valtellina) - Piemonte: bolé porsin, duròt - Valle d'Aosta: bolé - Veneto: brisa
(Tratto da www.dialettando.com)

Sagre Oriolo Romano (VT), Torchiati di Montoro Superiore (AV), Masone (GE), Castel del Rio (BO), Rocca Priora (RM), La Gulfa Massarosa (Lu), Cortona (AR), Ronta (FI).
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Libri  sui funghiVedi selezione libri sui funghi.
Andiamo a funghi. Come, dove, quando. Con DVD Andiamo a funghi. Come, dove, quando. Con DVD
Lorenzini Giovanni, 2008, Montedit
"L'idea di scrivere questo breve manuale micologico è nata dal desiderio di far conoscere l'esperienza mia e di amici sulla ricerca e raccolta dei funghi, esperienza appassionante da me consolidata da cinquant'anni di estenuanti camminate alla ricerca di questi "figli del bosco" di cui a mio parere, il porcino è il re. [...] Il mio lavoro non vuole essere uno dei tanti libri che trattano l'argomento "funghi" dal punto di vista botanico scientifico, con tabelle, classificazioni, accurate descrizioni corredate da disegni e magnifiche foto (a volte non proprio) delle centinaia e centinaia di funghi che popolano i nostri boschi; vuole piuttosto essere una guida pratica per come si deve fare ("how to do", come dicono gli americani) per cercare funghi nel bosco, provvisti di quelle nozioni indispensabili per essere dei buoni ricercatori e ricavarne soddisfazioni".
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