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A tavola nell’Ottocento

A che ora si mangiava? Un esempio di menù che prevedeva di stare a tavola per la bellezza di 5 ore, alla casa imperiale d'Austria nel 1868!


«L’Ottocento è il periodo che i cultori di gastronomia e i cuochi delle famiglie più ricche codificarono nelle loro opere il nostro patrimonio culinario regionale.

Per quanto riguarda i pasti, fino ad allora tre nell’arco della giornata, diventarono quattro o cinque nei casi di cittadini ricchi.

Anche gli orari divennero simili ai moderni.
Il fabbisogno alimentare era soddisfatto dai ceti maggiormente abbienti, da cinque pasti:

Prima colazione: tra le 7.00 e le 9.00
Pranzo: tra le 12.00 e le 14.00, non più a base di piatti freddi, ma un vero e proprio pasto.
Cena: verso le 20,30
Spuntino leggero: all’1.00 di notte, fatto da chi frequentava gli spettacoli.

Portiamo alla vostra attenzione un menù che venne servito alla Casa Imperiale d’Austria sempre circa nel 1868.

Entrate:
Minestra d’orzo alla Scozzese
Dentice alla Bordolese
Noce di vitello alla gastronomica

Antipasti:
Prosciutto di York in gelatina
Punck al Kirch

Primi Piatti:
Galline alle punte di asparagi
Quaglie alla Richelieu
Aspic alla Dominicana

Legumi:
Fagiolini farciti
Carciofi alla Bariguole

Dolci:
Bavarese alla Fiorentina
Svedese di albicocche all’orientale
Cussy alla portoghese
Gelati e frutta

Questo menù un tempo considerato “normale” seguiva la regola che prevedeva di stare a tavola 5 ore, periodo durante il quale non si doveva pensare ad altro fuorché a mangiare.»

Tratto da :

Libro La cucina storica. La cucina storica.
Percorsi alimentari dal Medioevo al XX secolo
Autore Cantamessa Bruno; Mamino Rudy; Macciò Massimo

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Nel ritratto in alto : "Maria Francesca Elisabetta di Savoia, Arciduchessa d'Austria (1800-1856)".