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Sparnocchie

Ricetta n° 489 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.

«Le cicale mi rammentano le sparnocchie che, a prima vista, le rassomigliano; ma esaminato bene questo crostaceo ha la forma di un grosso gambero di mare del peso comunemente di 50 o 60 grammi. È di sapore più delicato dell'arigusta e, come questa, si usa mangiarlo lesso; ma perché non perda sapore meglio è di arrostirlo in gratella, senza condimento alcuno, e dopo sgusciarlo e condirlo con olio, pepe, sale ed agro di limone. Le sparnocchie piccole si possono anche, come i gamberi, infarinare e friggerle così naturali, oppure nel modo indicato per le cicale.»



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Tratto da "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.



Vedi anche:
"Il pesce"
"Ricette secondi a base di pesce"
"Crostacei"