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Birra
Birra

Tutto sulla BIRRA

Tutto sulla birra. Gli ingredienti. Produzione. Tipi di birra. Storia. Calorie e tante curiosità...


In un'unica pagina tante informazioni, consigli e curiosità sulla birra. BUONA LETTURA!

DI COSA E' FATTA LA BIRRA? GLI INGREDIENTI
ACQUA
Acqua per la birraLa birra è composta dall'85% al 92% d'acqua. La qualità della birra dipende infatti anche molto dalla quaità dell'acqua che deve essere ricca di sostanze minerali e organiche, di microrganismi come batteri, lieviti e altri ancora. In molti casi è proprio la qualità dell’acqua a rendere grande o speciale una birra. Per questo l'acqua distillata non è adatta.
LIEVITO LievitoLa fermentazione della birra avviene grazie al lievito. E' lui che produce, nella sua attività, alcool ed anidride carbonica.
Attualmente esistono due grandi ceppi di lieviti: il Saccharomyces cerevisiae e il Saccharomyces carlsbergensis. Il primo, noto come lievito di birra e usato anche anche per la panificazione, viene usato per le birre tradizionali ad alta fermentazione, mentre l'ultimo è largamente praticato per i prodotti a bassa fermentazione, attualmente assai più diffusi.
ORZO Orzo birraLe qualità di orzo che vengono usate per la birra sono solo tre: orzo distico, tetrastico o esastico. Ogni spiga d'orzo è formata da una serie di nodi, ciascuna delle quali sostiene sei fiori potenziali. Si dice quindi orzo distico, tetrastico o esastico a seconda che due, quattro o sei fiori vengano resi fertili, sviluppando un pari numero di
chicchi sulle rachidi. L'orzo distico è da preferirsi.
MALTO Malto birraIl malto è la cariosside che ha subito la germinazione, ottenuta attraverso il processo di lavorazione chiamato “maltazione”. Per la produzione della birra viene scelto soprattutto il malto dell’orzo, ma anche del frumento, dell’avena, del mais. Il processo di maltazione si divide in 3 fasi: macerazione, germinazione, torrefazione. Inizialmente si macera il cereale dalle 36 alle 48 ore in acqua per permettere lo sviluppo degli enzimi che trasformano l’amido in zuccheri solubili.
Tipologie di malto più conosciute e utilizzate:
malto di Monaco: aromatico e deciso; malto di Vienna: per birre lager; malto pils: morbido e vagamente dolce; malto caramello: uno dei più diffusi e di vario colore; malto crystal: dal caratteristico sapore di nocciola, utilizzato per le ale; malto chocolate: scuro per l’alta temperatura di torrefazione, caratteristico delle stout; malto smoked: dato dall’essiccazione all’aria o al fumo del fuoco sulla legna; malto di frumento: aroma speziato per le weiss; malto di avena: spesso aggiunto per la produzione delle stout; malto di segale: per dare una leggera aroma amara e speziata.
LUPPOLO Luppolo birraOggi l'aromatizzazione della birra è affidata essenzialmente al luppolo, una pianta rampicante dioica, in cui cioè i fiori maschili e quelli femminili si sviluppano su piante diverse. Il luppolo è delicato e perciò per conservarlo viene essiccato con aria calda, quindi pressato e talvolta solforato.
Tre sono i componenti più importanti del luppolo ai fini del brassaggio: i tannini, gli oli e gli acidi amari. Questi ultimi conferiscono alla birra l'inconfondibile sapore amarognolo che la caratterizza, per cui è evidente che maggiore è la luppolatura e più amarognolo sarà il gusto della birra. Inoltre questi acidi hanno il pregio di essere antisettici e conservanti, per cui la birra con l'aggiunta di luppolo è più stabile che con altre sostanze aromatizzanti.
AROMATIZZANTI Aromatizzanti birraOltre all’aroma conferito dal luppolo, è possibile utilizzare specifici agenti aromatizzanti. Come aromatizzanti si utilizzano erbe, spezie, frutta e altri ingriedienti. Tra le erbe più utilizzate vi sono: coriandolo, camomilla, trifoglio e aghi di pino.
Tra le spezie: cannella, coriandolo (semi), noce moscata, chiodi di garofano e meleguetta. Tra la frutta: ciliegie, pesche, fragole e prugne. Ultimamente si usano anche: caffè, cioccolato, miele e peperoncino.
COME NASCE LA BIRRA? PROCESSO DI PRODUZIONE

Birrificio- Il malto d'orzo viene tritato e "cotto" in acqua; a determinate temperature avvengono delle modificazioni chimiche e fisiche dell'impasto: la più importante di queste è la trasformazione dell'amido dell'orzo in zuccheri.
- Quando tutti gli amidi sono stati trasformati in zuccheri viene filtrata la parte solida (principalmente le "bucce" dei chicchi d'orzo): si otterrà un liquido zuccherino (mosto).
- Il mosto viene portato ad ebollizione con le infiorescenze di luppolo, acquisendo da queste le caratteristiche aromatiche e di amaro.
- Filtrato il mosto dal luppolo, questo viene raffreddato ad una temperatura adatta alla fermentazione (più o meno temperatura ambiente) e viene inserito il lievito che inizia la fermentazione: "mastica" gli zuccheri e produce alcool e anidride carbonica (oltre che alcuni composti aromatici).
- Terminata la fermentazione, il lievito si "addormenta" e deposita sul fondo del fermentatore.
- La birra viene imbottigliata e lasciata maturare.
Da www.albain.com

QUALI SONO I TIPI DI BIRRA? CLASSIFICAZIONI
1. In base al tipo di lievito utilizzato e, di conseguenza, al tipo di fermentazione, le birre si dividono in tre grandi famiglie:

Birra Ale Le ALE, altrimenti dette ad “alta fermentazione”, sono prodotte con lieviti “Saccharomyces cerevisiae”, che predilige temperature più elevate. Tra queste:
le ale inglesi, che si distinguono in vari stili come bitter (foto a sinistra), mild ale, brown ale, old ale, barleywine, India pale ale.

Le ale belghe sono in genere più fruttate delle inglesi, spesso speziate ed a Birra trappistavolte acidule. Gli stili di questo paese sono davvero tanti tra cui: blond ale, belgian pale ale, saison, birre trappiste (vedi foto a sinistra), dubbel o double, tripel o triple, golden ale, belgian strong ale, oud bruin, flemish red. Tra le birre tedesche ad alta fermentazione citiamo le famose weizen bavaresi, alt di Düsseldorf e le kölsch di Colonia.



Birra lagerLe LAGER, altrimenti dette a “bassa fermentazione”, sono invece prodotte con lieviti “Saccharomyces carlsbergensis”, che predilige temperature più basse. Il procedimento industriale è più recente ma garantisce una maggior stabilità e ripetibilità, permettendo a queste birre di essere oggi di gran lunga le più diffuse sul mercato.

Birra LambicI LAMBIC, infine, non prevedono inoculo di lievito selezionato, sono ottenuti dalla fermentazione spontanea, indotta dai lieviti selvaggi tra cui i “Brettanomyces bruxellensis” e il “Brettanomyces lambicus”; il lambic normalmente è assemblato per ottenere la gueuze, ma può anche essere aromatizzato alla frutta: prende il nome di "framboise" se si tratta di lamponi, "kriek" dì ciliegie.
 
Spesso alle ale sono riconosciute caratteristiche di maggior complessità grazie ai sapori e agli odori ricchi di aromi floreali, speziati e fruttati, mentre le lager sono più frequentemente "pulite" ed evidenziano il carattere di malto e luppolo.

2. In base al colore; classificazione poco significativa se utilizzata come unico fattore di discriminazione. Il colore dipende dal tipo di maltazione subito dai cereali impiegati cioè dalla tostatura del malto d'orzo o dall'eventuale aggiunta di frutta o succhi in fermentazione.
Si distinguono in:

Birra scura

chiare (bionde),

ambrate (rosse) e

scure (brune).



3. In base alla limpidezza o opacità
; è dovuta alla presenza di lievito in sospensione (nelle birre di produzione industriale il lievito viene eliminato prima dell'imbottigliamento per mezzo di filtri).
4- Grado di amarezza; classificazione relativa al grado di amarezza percepito viene misurato sulla scala IBU (International Bitterness Unit).
5- Grado alcolico. Generalmente misurato in percentuale di alcol sul volume della bevanda ("titolo alcolometrico volumico"), o alla quantità di zuccheri fermentabili presenti nel mosto prima della fermentazione misurato in gradi Plato.
Ogni nazione ha denominazioni caratteristiche talvolta derivanti dalla tradizione.
La legislazione italiana prevede le seguenti categorie:
- birra doppio malto: oltre 14,5 gradi Plato
- birra speciale: oltre 12,5 gradi Plato
- birra: oltre 10,5 gradi Plato e titolo alcolometrico volumico superiore a 3,5%
- birra leggera o light: grado Plato compreso tra 5,0 e 10,5 e titolo alcolometrico volumico compreso tra 1,2% e 3,5%
- birra analcolica: grado Plato compreso tra 3,0 e 8,0 e titolo alcolometrico volumico inferiore a 1,2%.
L'ETICHETTA
Etichetta birraIn base a quanto prevede il decreto legislativo n. 109 del 1992 devono essere necessariamente indicati sull’etichetta del prodotto:
la "denominazione di vendita", l’elenco degli ingredienti, la quantità, il termine minimo di conservazione, la ragione sociale e la sede del produttore, la sede dello stabilimento in cui il prodotto è stato fabbricato, nonché il lotto di produzione, le modalità di conservazione o uso, se necessario per le caratteristiche del prodotto.
CENNI STORICI SULLA BIRRA
Inventata da una donna?
Secondo una leggenda, la birrà è nata grazie all'errore e alla sbadataggine di una donna, che dimenticò un piatto di cereali fuori casa; ci fu un temporale, i semi si bagnarono e così nacque la birra.
Il testo seguente è tratto da Wikipedia.org
La birra è una delle bevande più antiche prodotte dall'uomo, probabilmente databile al settimo millennio a.C., registrata nella storia scritta dell'antico Egitto e della Mesopotamia. La prima testimonianza chimica nota è datata intorno al 3500-3100 a.C. Poiché quasi qualsiasi sostanza contenente carboidrati, come ad esempio zucchero e amido, può andare naturalmente incontro a fermentazione, è probabile che bevande simili alla birra siano state inventate l'una indipendentemente dall'altra da diverse culture in ogni parte del mondo. È stato sostenuto che l'invenzione del pane e della birra sia stata responsabile della capacità dell'uomo di sviluppare tecnologie e di diventare sedentario, formando delle civiltà stabili.
Con i Sumeri nascono i primi birrai
Sumeri che fanno la birraFoto a sinistra: statuette di Sumeri che fanno la birra. Si hanno testimonianze di produzione della birra addirittura presso i Sumeri. Proprio in Mesopotamia inoltre pare che sia nata la professione del birraio, e testimonianze riportano che parte della retribuzione dei lavoratori veniva corrisposta in birra. Due erano le principali tipologie prodotte nelle case della birra: una birra d'orzo chiamata sikaru (pane liquido) e un'altra di farro detta kurunnu.
Le prime leggi
La più antica legge che regolamenta la produzione e la vendita di birra è, senza alcun dubbio, il Codice di Hammurabi (1728-1686 a.C.) che condannava a morte chi non rispettava i criteri di fabbricazione indicati (ad es. annacquava la birra) e chi apriva un locale di vendita senza autorizzazione.
Significato religioso
Nella cultura veniva bevuta durante i funerali per celebrare il defunto ed offerta alle divinità per propiziarsele.
La birra nell'antico Egitto: latte per i neonati e fabbriche
Donna egizia che lavora la birraLa birra aveva analoga importanza in Antico Egitto, dove la popolazione la beveva fin dall'infanzia, considerandola anche un alimento ed una medicina. Addirittura una birra a bassa gradazione o diluita con acqua e miele, veniva somministrata ai neonati quando le madri non avevano latte. Anche per gli Egizi la birra aveva un carattere mistico, ma tuttavia c'era una grossa differenza rispetto ai Babilonesi: la birra non era più un prodotto artigianale, ma era divenuta una vera e propria industria con i faraoni che possedevano addirittura delle fabbriche. (A sinistra: donna egizia che lavora la birra).
La birra nella Bibbia
Si parla di birra anche nella Bibbia e negli altri libri sacri del popolo ebraico come il Talmud; nel Deuteronomio si racconta che durante la festa degli Azzimi si mangiava per sette giorni il pane senza lievito e si beveva birra. Lo stesso avviene durante la festività del Purim.
Gli antichi greci grandi consumatori di birra
La Grecia, sicuramente più orientata sul vino, non produceva birra, ma ne consumava parecchia, soprattutto per le feste in onore di Demetra e durante i giochi olimpici durante i quali era vietato il consumo del vino. La bevanda arrivava in Grecia tramite i commercianti fenici.
Il primo "pub"? Nell'83 d.c.
Anche gli Etruschi e i Romani preferivano di gran lunga il vino, tuttavia ci furono personaggi famosi che divennero sostenitori della birra, come ad esempio Agricola, governatore della Britannia, che una volta tornato a Roma nell'83 d. C. portò con se tre mastri birrai da Glevum (l'odierna Gloucester) e fece aprire il primo "pub" nella penisola italiana.
L'arrivo della birra in Europa
I veri artefici della diffusione della birra in Europa furono comunque le tribù Germaniche e Celtiche. Questi ultimi in particolare si stanziarono in Gallia e in Britannia, ma soprattutto in Irlanda, dove addirittura esiste una leggenda secondo la quale gli irlandesi discendano da un popolo di semidei chiamati Fomoriani che avevano la potenza e l'immortalità grazie al segreto della fabbricazione della birra, che fu loro sottratto dall'eroe di Mag Meld.
Al giorno d'oggi, molti non riconoscerebbero come "birra", ciò che bevevano i primi abitanti dell'Europa, in quanto le prime birre contenevano ancora al loro interno i prodotti dai quali proveniva l'amido (frutta, miele, piante, spezie). Il luppolo come ingrediente della birra fu menzionato per la prima volta solo nel 822 da un abate Carolingio e di nuovo nel 1067 dalla badessa Ildegarda di Bingen.
Nel Medioevo monasteri e conventi producono birra
Antico birrificioFu proprio merito dei monasteri durante il Medioevo il salto di qualità nella produzione della bevanda. Persino le suore avevano tra i loro compiti quello di produrre la birra, che in parte era destinata ai malati e ai pellegrini. Anche in Gran Bretagna la birra prodotta dalle massaie veniva messa a disposizione delle feste parrocchiali, ed utilizzata per scopi umanitari. In Inghilterra in particolare, la birra divenne bevanda nazionale in quanto l'acqua usata per la sua produzione veniva bollita e quindi sterilizzata.
La birra prodotta prima della rivoluzione industriale era principalmente fatta e venduta su scala domestica, nonostante già dal VII secolo d.C. venisse prodotta e messa in vendita da monasteri europei.
(Nella foto sopra: birrificio del XV secolo).
Dalla produzione artigianale alle fabbriche
Durante la rivoluzione industriale, la produzione di birra passò da una dimensione artigianale ad una prettamente industriale, e la manifattura domestica cessò di essere significativa a livello commerciale dalla fine del XIX secolo. Lo sviluppo di densimetri e termometri cambiò la fabbricazione della birra, permettendo al birraio più controlli sul processo e maggiori nozioni sul risultato finale. Inoltre, sempre nello stesso periodo furono eseguiti studi specifici sul lievito, che permisero di produrre la birra a bassa fermentazione, che oggi è di gran lunga la più diffusa nel mondo.
LE BIRRE TRAPPISTE
Monaco trappistaSi definisce birra trappista una birra fabbricata da monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo. Dei 171 monasteri trappisti nel mondo (dati aprile 2005), Authentic trappist productsolo sette producono birra (sei in Belgio e uno in Olanda). Solo queste sette birrerie sono autorizzate a etichettare le loro birre con il logo Authentic trappist product ("Autentico Prodotto Trappista") che indica l'osservanza di una serie di regole stabilite dall'Associazione Internazionale dei Trappisti.
BICCHIERI E BOCCALI: TIPI E CONSIGLI SU COME VERSARE LA BIRRA
Tratto da: www.mondobirra.org
I tipi di bicchiere e boccale.
Ogni bicchiere ha un suo nome, e il mastro birraio sa quale bicchiere associare ad ogni birra.
AltglassAltglass
Cilindrico, per non esaltare né mortificare la schiuma; sottile, per dare già al tatto la sensazione della freschezza.
Per birre: ambrate Alt.
BalloonBalloon
Forma a chiudere, per esaltare la schiuma; superficie ampia, per favorire lo scambio termico. Per birre da meditazione, corpose.

Calice a chiudere per birraCalice a chiudere
La forma rastremata "alza" la schiuma, impedendole al tempo stesso di traboccare; il vetro sottile e liscio favorisce la formazione di condensa. Per birre: lager e pils.
Calice a tulipano per birraCalice a tulipano
La bocca svasata impedisce una schiumatura troppo abbondante e favorisce la percezione olfattiva al profumo. Per birre: aromatiche, come le belghe d'abbazia.
Bicchiere colonna biconicaColonna biconica
Vetro di spessore medio, forma allargata al centro, bocca a chiudere. Per birre: pils belghe e per bevitori che vogliono la schiuma decapitata dalla spatola.
Colonna conica
Come il precedente, ma a imboccatura larga per controllare la schiuma. Per birre: vivaci e profumate birre danesi.

Coppa per birraCoppa

Forma più o meno esattamente emisferica, che abbassa progressivamente la schiuma ed esalta il profumo.

Flute per birraFlûte.

Una forma essenziale per birre secche, di schiuma abbondante e da servire fredde: ecco l'identikit della pils.

KolschglasKölschglas

Cilindrico, sottile, piccolo: il bicchiere più semplice per una birra tipica, quasi artigianale, a circolazione limitata.

Mass, boccale tedescoMass (boccale tedesco)

Spesso, per conservare la freschezza; lavorato, per valorizzare il perlage, cilindrico, con effetto neutro sulla schiuma. È il bicchiere universale, nato però per le märzen e per le export.
Pinta birraPinta
La forma a cono rovesciato e lo slargo subito sotto l'orlo neutralizzano qualsiasi velleità di schiuma delle bitter ales e valorizzano invece la cream delle stout.
Stiefel per birraStiefel
Non importa che cosa ci si beve ma come si beve. La sua forma infatti gioca brutti scherzi agli inesperti. È il bicchiere dell'iniziazione alle confraternite studentesche in Germania.
Boccale vetro per birraBoccale vetro
Non dimentichiamo comunque il vecchio boccale caro ai bavaresi e ai super bevitori! il vetro spesso conserva la temperatura mentre la superficie liscia evidenzia lo scarso perlage. Per birre: Ales.
Bicchiere birra vetro britannicoVetro britannico

Di vetro spesso, per conservare la temperatura di cantina; liscio, per evidenziare lo scarso perlage. Adatto alle ales e in particolare alle pale ales.
Bicchiere per birra WeizenbeckerWeizenbecker
Capacità "fissa" di mezzo litro. La svasatura alla sommità serve a controllare l'abbondantissima schiuma di birre di grano, le weizen o weissbiere.
Ceramica
In ceramica viene usato specie in Germania, durante le feste e specie nell'Oktober Fest. Molto delicato è molto richiesto dai collezionisti.
CONSIGLI: COME VERSARE E COME LAVARE I BICCHIERI
Consigli.
La capacità del bicchiere deve essere sufficiente per contenere la birra e la sua schiuma: quest'ultima, infatti, protegge il liquido dal contatto diretto con l'aria e quindi l'ossidazione. Le birre a bassa fermentazione, come le lager e le pils, non hanno profumi decisi e devono essere servite in un bicchiere stretto e slanciato, per ridurre al minimo il contatto con l'aria e la dispersione dell'aroma. Le birre ad alta fermentazione, come le ale, le trappiste e le stout, sviluppano invece aromi più decisi delle altre e richiedono perciò bicchieri dai bordi leggermente svasati.
Come si lavano i bicchieri per la birra?
Prima di ogni utilizzo, il bicchiere deve essere lavato con cura, evitando i detersivi sintetici, basta un risciacquo abbondante con acqua tiepida.
La temperatra giusta del bicchiere.
E' opportuno abbassarne la temperatura con un leggero risciacquo in acqua fredda, e questo per evitare che un bicchiere lasciato asciugare per molto tempo, raggiunga temperature intorno ai 30°C, e successivamente la birra spillata o versata da bottiglia fredda, subisca lo shock termico al contatto con il bicchiere "caldo".
Come si versa o si spilla la birra nel bicchiere
Come versare la birra nel bicchiereIl bicchiere va tenuto sempre inclinato per evitare che, mentre si versa la bevanda, si sviluppi troppa schiuma. Comunque bisogna lasciare sempre almeno due dita di schiuma, in modo da far risaltare l'aroma e il gusto del luppolo. I bicchieri a calice a gambo e quelli muniti di manico hanno il vantaggio di evitare di scaldare la birra con il calore delle dita.
SPILLATURA: CONSIGLI E TECNICHE
Spillatura della birraLa spillatura è quel processo attraverso il quale si confeziona una birra alla spina.
La buona tecnica di spillatura prevede di inclinare il bicchiere sotto il rubinetto e far scendere la birra lentamente e senza interruzioni, fino a quando la schiuma fuoriesce dall’orlo. A questo punto bisogna livellare con un colpo di spatola, affinché la schiuma mantenga la sua consistenza.

Consigli.

Normalmente bisogna evitare che il bicchiere venga a contatto con il rubinetto.
Tecniche di spillatura.
Secondo la tecnica belga si deve riempire velocemente il bicchiere e "tagliare" la schiuma in eccesso con una spatola, prima di immergere il bicchiere in acqua per pulirne le pareti esterne.
La tecnica inglese prevede di aprire il rubinetto prima di inclinare il bicchiere. In questo modo il bicchiere si riempie senza formare la schiuma.
La tecnica tedesca prevede di spillare una piccola quantità di birra e aspettare finché la schiuma non diminuisce; si ripete quindi nuovamente l’operazione. Infine viene dato ancora un colpo vigoroso per servire la birra con un "cappello" di schiuma.
Il cappello di schiuma venuto a formarsi durante la spillatura serve soprattutto a preservare la birra stessa dall'aria, evitandone così l'ossidazione e la conseguente alterazione organolettica del prodotto.
CALORIE E SALUTE
Sono ormai noti i benefici di un consumo moderato di birra in un regime dietetico sano ed equilibrato. Questa bevanda, infatti, oltre ad essere OGM Free, è un alimento benefico per la salute, riducendo del 24,7% il rischio di malattie coronariche e del 17% gli incidenti cardiovascolari. Contro il rischio degli infarti, dunque, come prova anche il dossier realizzato da CBMC (The Brewers of Europe) un consumo moderato di birra è una valida misura preventiva alla stregua del controllo del peso e dell'esercizio fisico.
(Da: www.assobirra.it).

La Birra chiara ha 33 calorie ogni 10 cl
La Birra doppio malto ha 53 calorie ogni 10 cl
La Birra scura ha 46 calorie ogni 10 cl
(Da:www.calorie.it)
BIRRA FAI-DA-TE. COME FARE LA BIRRA IN CASA
Vedi "Come si fa: birra in casa".
ABBINAMENTO BIRRA CIBO
Vedi "Abbinamento birra cibo".
ETIMOLOGIA
Si pensa che Beer (ed anche il termine birra in italiano) provenga dal verbo latino bibere (bere). La forma in antico inglese "beer" è scomparsa subito dopo la Conquista normanna dell'Inghilterra (in risposta all'introduzione del luppolo che non sarà ampiamente utilizzato per altri duecento anni), e il termine è rientrato a far parte della lingua inglese solamente secoli dopo, riferendosi esclusivamente alle bevande di malto con luppolo. Nei vari dialetti dello spagnolo e del portoghese la bevanda viene chiamata "cerveza", "cerveja" o con un termine derivato da essa, dal latino cerevisia. La maggior parte delle lingue degli altri paesi dell'Europa occidentale (e anche alcune dell'Europa dell'Est) utilizzano una forma simile all'inglese "beer".
NEI DIALETTI ITALIANI
Basilicata: burr (Matera) - Friuli Venezia Giulia: bire - Lombardia: bira, birée (Milano), birér, stumpa - Molise: birre - Piemonte: bire - Trentino Alto Adige: sbavòna (gergo Taron) - Valle d'Aosta: biére
(Da:www.dialettando.com)
PROVERBI E MODI DIRE

Liguria
"Bïra, gazeu e guerra a chi n’êu". Cioè: birra, gazzosa e amore femminile a chi ne vuole.
Abruzzo
"La sculature va' a li chiu' bill".
La scolatura "della bottiglia" va ai piu' belli.
(Da:www.dialettando.com)

"ANDARE A TUTTA BIRRA"
Cioè: andare velocissimo. L’espressione nasce da uno storpiamento popolare italiano dell’espressione francese à toute bride, tradotta letteralmente a tutta briglia e confondendo poi il termine colto briglia con il più comune birra.

LIBRI CONSIGLIATI
Vedi "Tutti i libri sulla birra" selezionati da Alimentipedia.
Il libro completo della birra. Storia, lavorazione, degustazione, varietà di tutto il mondo Il libro completo della birra. Storia, lavorazione, degustazione, varietà di tutto il mondo
2007, De Agostini
Alla scoperta del mondo della birra: storia, lavorazione, degustazione, abbinamenti gastronomici. Oltre 200 birre di tutto il mondo descritte e commentate. Lo trovi su IBS.
Birra. Piccola guida alla bevanda più amata del mondoBirra. Piccola guida alla bevanda più amata del mondo
Cullen Ruth, 2008, Astraea
Una guida per conoscere la birra in ogni suo aspetto: dalla storia, alle tecniche di produzione, alle qualità dei diversi stili, paesi e culture. Nel volumetto sono descritti una quarantina di stili e circa duecento diverse marchi birrari...
Lo trovi su IBS.
Birra. Le migliori 500Birra. Le migliori 500
Jackson Michael, 2005, Tecniche Nuove
In queste pagine scoprirete la vera storia delle lager ceche e di quelle tedesche, delle trappiste e delle birre di frumento belghe, delle classiche ale inglesi, delle stout irlandesi e dei microbirrifici americani. Michael Jackson, esperto di birra, vi presenta le birre migliori e mostra bottiglia, etichetta e il modo giusto di versarla nel bicchiere più adeguato. Lo trovi su IBS.
La tua birra fatta in casaLa tua birra fatta in casa
Bertinotti Davide, Faraggi Massimo, 2009, Fag.
L'hobby della birra fatta in casa sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Ormai i kit di birrificazione si trovano perfino al supermercato. Ma non sempre il risultato che si ottiene è dei più soddisfacenti e, alla fine, purtroppo molti abbandonano quest'attività. In verità, fare la birra in casa non è difficile, ma occorre conoscere alcuni trucchi del mestiere, grazie ai quali la vostra birra sarà sempre perfetta. Lo trovi su IBS.
Birra fatta in casaBirra fatta in casa.
Billia Matteo, Bottero Lelio, 2009, Gribaudo
Un pratico manuale illustrato che vi aiuterà a scoprire tutti i segreti per fare la birra in casa. Dalla scelta delle materie prime alla preparazione del mosto, dalla fermentazione alla maturazione, tutte le fasi per creare il vostro originale stile di birra, seguendo il metodo con il kit, quello E+G o quello All Grain
Lo trovi su IBS.
La birra fatta in casa. Fiotti NIcolaLa birra fatta in casa. Piccola guida per diventare birrai casalinghi
Fiotti Nicola, 2004, Edagricole
L'autrice si propone di offrire un manuale di base a coloro che, senza conoscenze preliminari, intendono produrre birra in casa a partire dal malto d'orzo o da altri prodotti facilmente reperibili presso i negozi specializzati. Lo trovi su IBS.
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